martedì 20 marzo 2012

La cugina di campagna - 2a parte


Patrizia e Rita avevano passato la notte iniziando a parlare sedute sui letti, Patty eccitatissima raccontava orgogliosa di come era andata la sera prima, di come Alberto l’avesse sedotta, delle emozioni vissute poche ore prima accogliendolo a cosce aperte, per lei era la prima volta in assoluto che mostrava le sue labbra, le aveva racontato di aver chiuso gli occhi lasciando fare tutto a lui che, con dolcezza aveva esplorato la sua figa accompagnato dai suoi gemiti, Patty si era sentita al settimo cielo quando aveva sentito la lingua accarezzarla nelle parti intime, era venuta in maniera celestiale senza perdere la sua virtù perché voleva un giorno arrivare all’altare ancora vergine per darsi a lui e scoprire insieme al suo amato i tesori del sesso.

Rita subito l’aveva ascoltata pazientemente ma poi, dolcemente le svelò che anche lei era stata più volte con Alberto avendo rapporti completi con lui.
“Per quel che ne so io quasi tutte le ragazze del quartiere gliel’hanno data perché scopa come un dannato, ci sa fare davvero con le fighe Patrizia”
“Me ne sono accorta Rita, ho ancora tutto in testa e mi bagno appena ci penso”
“Sono bagnata anch’io, forse sarebbe il momento giusto per fare qual cosina insieme… ci stai?”
Patrizia esitò un attimo ma poi sorrise alla cugina e come per intesa volarono gli slip delle ragazze, Patrizia si sedette sullo stesso letto di fronte a Rita  e incrociando entrambe le gambe iniziarono silenziosamente a masturbarsi.
Rita osservò sua cugina lasciarsi andare rendendosi conto che nonostante non avesse mai fatto sesso fino a ieri lo faceva comunque con destrezza.

“Carine le tue labbra sai? Sono bellissimi quei peli chiari” le fece Rita
“Sei molto sexy anche tu così depilata, hai due bei labbroni” fece lei di rimando.
“Adesso zitte però… dobbiamo venire come si deve”
Vennero infatti deliziosamente a poca distanza una dall’altra saettando le dita e intingendole di umori.
Con ancora il fiatone Patrizia disse: “Che figata! È troppo bello farlo insieme”
“Condivido Patrizia, solo che abbiamo fatto tutto troppo in fretta, è più bello quando riusciamo ad allungare i tempi”
Era sabato e i genitori di Rita erano partiti di prima mattina per passare il weekend nella casa di montagna, avevano invitato anche le ragazze la loro preferirono stare a casa.
“Dai Rita, raccontami ancora di te e Alberto, mi piace sentire le vostre storie”
“Ancora? Me se te l’ho già raccontata due volte”
“Sì però mi intriga, mi piace sentire come ti scopa”
“E se facessimo qualcosa di più originale Patty? Se facessi venire qui Alberto?”
“Stai dicendo sul serio?” rispose Patrizia tutta eccitata.
“Aspetta” e così dicendo prese in mano il cellulare e chiamò il ragazzo.
Dal discorso telefonico che Patrizia seguì davanti alla cugina comprese che lui aveva accettato.

Passarono 30 minuti che sembravano interminabili, le ragazze erano ancora sedute sui letti quando suonò il campanello.
“Ci siamo Patty… è lui, aspetta qui” e così dicendo uscì dalla camera.
Patrizia era nervosa e fissava la porta della camera, sentiva discutere in corrdoio ma non comprendeva le parole, poi comparvero, Alberto le sorrise salutandola.
“Ciao Patrizia, mi hai fatto un bel regalo potendoti rivedere. Rita mi ha detto che non avete praticamente dormito ma che comunque non vi siete annoiate” disse Alberto con aria maliziosa.
“Taglia corto boy, non ci sono segreti con mia cugina, sa tutto di noi, le ho raccontato tutto” disse Rita all’invitato
“Azz, bella storia” disse lui
“Patty vorrebbe vederci mentre facciamo sesso, per me non ci sono problemi”
Alberto guardò negli occhi Patrizia come per cercare una conferma.
“Mi piacerebbe sì Alberto… ti prego”
“Mmmm, si può fare dai, perché no?”
“Dai allora… Patty, tu prepara Alberto così apriamo i balli” disse Rita
“Preparo? Come?” chiese ingenuamente Patrizia.
“Cazzo Patrizia, sai come fa”
Patty annuì silenziosamente mentre mordendosi il labbro inferiore, poi lo tirò verso di se e seduta sul letto gli sbottonò i pantaloni guardandolo fino negli occhi.
“Dai bimba, so che sei bravissima” disse allora lui.
Scesero i jeans e i boxer neri di Alberto, comparve il pene quasi inerme, Patrizia lo prese delicatamente in mano, la notte precedente l’aveva visto eretto mentre adesso sembrava un palloncino sgonfio.
Lo studiò facendolo girare tra le mani, era caldo e morbido, provò a liberare il prepuzio e vide con stupore che uscì del tutto.

Guardò la cugina e si accorse che si era già liberata i seni e stava trafficando in quel momento con il perizoma.
“Cosa aspetti? È tuo” le disse Rita per incoraggiarla.
Patrizia chiuse gli occhi e lo prese il bocca, lo succhiava tenendolo con entrambe le mani.
Nel mentre Alberto iniziò a limonare con Rita, le loro lingue si cercavano, le mani di lui palpavano i seni caldi e morbidi.
Patrizia lo sentiva crescere nella bocca, sentiva la consistenza che andava a cambiare continuamente, adesso sembrava che pulsasse, il suo palato sentibile percepiva quei piccoli spasmi.
Aveva una voglia terribile di toccarsi ma non voleva abbandonare il bastone di carne e deludere il nuovo compagno di letto.

Passarono alcuni minuti e Patrizia decide che poteva andare, lo fece uscire dalla bocca e lo studiò ancora una volta.
“Mi sembra che possa andare così, che ne dite?”
Rita lo tastò simulando una masturbazione.
“Mmmmm, direi proprio di sì, li hai portati Alberto?” disse Rita
“Certo che sì” e dicendo questo estrasse dalla confezione un preservativo.
Patty guardava curiosa come si metteva il profilattico, poi Alberto si mise sopra Rita, le gambe di lei si divaricarono e lui entrò.
Alberto e Rita si fissavano negli occhi mentre lui la scopava, Rita stava comoda con le mani dietro la nuca, poi girò lo sguardo a sua cugina e le sorrise.
Patty osservava i seni di Rita sussultare a ogni movimento, Alberto se ne accorse e disse a Patty di toccarli, di massaggiarli.
“Mettiti a gattoni Patty e gioca con le sue tette” disse Alberto alla ragazza
Patrizia guardò Rita la quale si strinse i seni tra le mani “Dai… fa come di lui”
Patty ubbidì e a gattoni iniziò a stimolare con i polpastrelli i capezzoli della cugina.
Cambiarono posizioni e Alberto andò sotto Rita, adesso i seni pendevano e ondeggiavano, le mani di Patty continuavano a sfiorarli da sotto, Alberto iniziò ad accarezzare il culetto di Patty, poi mise alle ginocchia il perizoma mentre stava a gattoni, la mano di lui adesso continuava a palpare la figa inevitabilmente bagnata.
Patty si sfilò del tutto il perizoma per poter aprire meglio le gambe.

La faccenda stava diventando seria, Rita iniziò ad ansimare, i suoi occhi erano diventati due fessure, la bocca era aperta, i suoi gemiti stavano dando di testa la cugina.
Come per istinto Patty si ritrovò ad accarezzare i glutei vellutati della cugina, il palmo della mano scorreva sulle natiche calde e invitanti, poi mise la mano sotto il mento di Rita e delicatamente le sollevò il viso.
“Sei bellissima Rita mentre scopi… hai delle espressioni dolcissime”
Rita la ringraziò sorridendole.
“Ci siamo donne… chi vuole ricevere?” fece d’un tratto Alberto.
Impulsivamente Patty rispose:”Ieri sera ho ricevuto io, tocca a Rita”
Intanto Alberto era già uscito dalla ragazza, si tolse il preservativo tirandolo e facendolo schioccare.
“Si può fare di meglio senza far torto a nessuna delle due.. mettiti giù apri le coscette Patty”
Lei curiosa obbedì, lui prese in mano la verga mentre era in ginocchio sopra Patty, Rita intuì il gioco del ragazzo e gli “rubò” l’uccello dalla mano per masturbarlo lei stessa, il glande puntava sulla figa aperta di Patrizia la quale si rese conto di ciò che stava per accadere, poi ragionando capì che non potevano esserci rischi in quanto lei era ancora illibata.

Alberto venne innaffiando le labbra di Patty, la figa divenne biancastra e intrisa, i rivoli di sperma colavano dall’inguine.
Per Patty era una cosa completamente nuova, 1000 volte aveva immaginato di bagnarsi le labbra con lo sperma ma mai aveva immaginato un effetto simile, rimase estasiata dall’impatto caldo.
“Fantastico ragazze, adesso tocca a te Rita, recupera la panna” annunciò il ragazzo esausto.
Rita guardò la cugina negli occhi poi le fece l’occhiolino, si mise a gattoni sopra di lei e posò la bocca sulla figa fradicia,  Patty comprese troppo tardi le intenzioni dei suoi complici quando si ritrovò la cugina che leccava avidamente la sua vulva, aprì gli occhi si ritrovò le labbra flosce e traslucide della cugina sopra il suo viso, comprese che era l’occasione per poter esplorare una figa vissuta, spesso lei si metteva le dita dentro ma essendo ancora vergine poteva arrivare fino ad un certo punto e non oltre.

Lentamente, mentre sua cugina si dedicava a lei, allargò le labbra di Rita e due dita si insinuarono nella carne viscida e bollente, le sentiva avanzare dentro la vulva non sua, la seconda falange era completamente dentro e sentiva che c’era ancora strada davanti, le dita scomparvero del tutto e Patrizia rimase incantata per  quella gola profonda, esplorò delicatamente scoprendo cose nuove, forme inedite che il suo tatto non aveva ancora incontrato.
La sua mente continuava a vorticare, nella sua vita non aveva mai fatto pompini, non aveva mai praticato nulla se non l’autoerotismo e nelle sole ultime 24 ore aveva preso in bocca due volte lo stesso uccello, sentì abbassarsi il bacino della cugina sopra di lei, i centimetri di distanza diventarono millimetri e poi avvenne, la figa di Rita si assestò completamente sul suo viso, il suo naso inalò spontaneamente i profumi acri e invitanti di quel fiore sbocciato.
Le labbra inermi della cugina continuavano a bagnare il suo setto nasale impedendole quasi di respirare, nello stesso tempo Rita, mentre raccoglieva il liquido seminale imprigionato sui peli pubici di Patty percepiva il fiato caldo della cugina sulla sua figa.

“Bevi Patty” sussurrò Rita “Non sprecare nulla”
Patrizia si rese conto che forse era destino, che forse doveva avvenire, le sue labbra si dischiusero e la sua lingua iniziò a serpeggiare raccogliendo gli umori copiosi della sua simile, prima solo in superficie poi distanziando maggiormente le labbra con le dita le sue papille gustative gridarono con gioia per aver scoperto nuovi sapori, un semplice gesto che aprì completamente non solo la mente ma anche nuovi orizzonti alla cugina di campagna.

Mai come in quel momento Patrizia si era sentita così donna.

7 commenti:

  1. che tu sappia scrivere è fuor di dubbio, nulla da eccepire, ma l'argomento è sempre lo stesso.
    Dovresti staccarti da esso e intraprenderne uno completamente nuovo... almeno per una volta

    RispondiElimina
  2. Hai ragione anonimo, l’argomento è pressoché sempre lo stesso e ne prendo atto, sta di fatto che i miei pensieri vanno a convergere sempre su quelle situazioni, se forzassi la cosa non sarei più io.
    Premetto anche che molti dei miei pensieri ed esperienze non sono convertibili in testo, mi riuscirebbe davvero difficile descriverli.
    Diciamo che il mio blog è come un TG dove ogni giorno gli argomenti si ripetono ma comunque ad alcuni fa piacere seguirlo.

    Un bacio
    Chiara

    RispondiElimina
  3. Storia muy excitante, mi querido amor. A mi piacere mucho.
    Un beso speciale por ti.

    RispondiElimina
  4. Ciao Chiara. Ho notato che non mi vieni più a trovare :( è forse successo qualcosa?! Io continuo a leggerti con piacere, sei una delle pochissime che scrive davvero molto bene.
    Bacioni

    RispondiElimina