giovedì 15 marzo 2012

La cugina di campagna - 1a parte


La festa di compleanno di Rita era in pieno svolgimento, il piccolo giardino della sua villetta a schiera era colmo di giovani venuti a festeggiare i suoi 18 anni, era presente anche sua cugina Patrizia di 16 anni, ragazza graziosa ma poco mondana in quanto cresciuta nel cascinale dei suoi genitori agricoltori, Patrizia stimava e adorava Rita, si confidava con lei in ogni occasione e le sue domande erano spesso riservate al suo modo di fare con i ragazzi, insomma le solite confidenze adolescenziali, Rita stava al gioco e si divertiva a darle le dritte in merito. Aveva notato che il suo Alberto non smetteva di tacchinare sua cugina, erano quasi comiche le loro scene perché si capiva che cercavano disperatamente un luogo appartato dove potersi sfogare ma senza esito.

Rita si avvicinò ad Alberto che piluccava dolci dal tavolo sotto il gazebo.
“Senti Alberto… Patty è ancora da svezzare, non fare cazzate con lei ok? Non voglio avere casini con i suoi, per fartela breve è ancora una verginella e così deve rimanere quindi metti i freni, baciatela come ti pare e se ti può interessare… il garage dietro sembra chiuso però se spingi il basculante si apre, lì potrete stare tranquilli”
“Non farò cazzate Rita… parola di boyscout!” e detto ciò andò a recuperare Patrizia e zigzagando tra la folla scomparvero.

Il garage infatti si aprì senza problemi, i ragazzi si piegarono per entrare sotto il basculante e senza rumore lo accostarono nuovamente, senza perdere tempo Alberto mise le spalle di lei sul fuoristrada parcheggiato e iniziarono a scambiarsi bacetti innocenti.
Patrizia quasi non ci credeva che un ragazzo le stesse facendo il filo, spesso fantasticava immaginando quei momenti soft
“dai che mi rovino il vestito, è lurida la macchina… sediamoci dentro” e così fecero, Patty si mise comoda sul sedile anteriore e lui riprese a baciarla accarezzandole il corpo.
Patty gli premette debolmente una mano contro il petto e lui le toccò il seno. Lei allora gli afferrò il polso come per allontanare la mano, che poi però premette con maggior forza sulla carne morbida.
Alberto le sfiorò le labbra chiuse con la lingua ma lei si ritrasse guardandolo sorpresa, lui si rese conto che non sapeva nulla di baci del genere. Era davvero priva di qualsiasi esperienza. “E’ tutto ok Patrizia… fidati di me” le sussurrò all’orecchio.

Patty lo attirò verso di lei e lo baciò con la bocca aperta.
Accadde tutto molto in fretta. C’era un’urgenza disperata nel desiderio di Patrizia, lei che più volte aveva praticato l’autoerotismo ma senza risultati concreti. Alberto era stato con parecchie ragazze e riteneva saggio lasciare che fossero loro a dettare i tempi. Non si poteva mettere fretta ad una ragazza esitante e non si doveva mai trattenere una ragazza impaziente. Quando riuscì ad insinuare una mano tra la biancheria intima di Patrizia e le accarezzò il morbido rilievo del monte di Venere, lei si eccitò al punto che cominciò a gemere di passione. Alberto pensò che se davvero era arrivata a sedici anni senza che nessuno dei timidi ragazzi del posto la baciasse, doveva aver accumulato un mucchio di frustrazione.

Patrizia sollevò impaziente i fianchi per permettergli si sfilarle le mutandine e, quando Alberto la baciò tra le gambe, gridò per la sorpresa e l’eccitazione. Doveva essere davvero vergine, ma oramai Alberto era troppo eccitato perché quel pensiero potesse fermarlo.
Nello stesso tempo Rita era in pensiero per la cugina, si era quasi pentita di averle dato l’opportunità di scomparire con Alberto, lasciando quindi gli ospiti era entrata silenziosamente nel garage tramite il passaggio interno, la luce del locale era spenta, solo quella dell’abitacolo dava lievi bagliori, Rita era proprio dietro la vettura quando la cugina emise il grido.

Vide Patrizia distesa con un piede sul sedile e l’altro sul pavimento, il vestitino raccolto intorno la vita, le gambe spalancate e la sua figa pronta a ricevere lui. Vedeva la sua bocca aperta e sentiva il suo respiro affannato.
Alberto posò nuovamente la bocca sul fiore, la sua lingua si insinuò nella fessura e le sue dita allargavano abilmente le labbra acerbe della ragazza.
“Mi piace Alberto, fammelo ancora, succhiami ancora…” e dicendo questo Patrizia afferrò la sua testa e la spinse dentro di sé con impazienza, quasi temendo che all’ultimo secondo qualcuno potesse toglierle ciò che voleva.
Patty si muoveva secondo il proprio ritmo e, di nuovo, Alberto lasciò che fosse lei a dettare i tempi, consapevole che la ragazza stava reagendo a un richiamo che non poteva più essere ignorato.

Rita intanto mordendosi il labbro inferiore osservava inebriata la scena, con la mano sinistra reggeva un seno mentre con la destra non smetteva di stuzzicarsi il capezzolo turgido, stringeva le sue gambe facendo movimenti particolari anche se avrebbe voluto essere completamente libera per dedicarsi alle sue labbra che non smettevano di reclamare attenzioni.

Patrizia si impennò come un cavallo e poi affondò di lato il viso sullo schienale, urlò e lui le mise una mano sulla bocca per smorzare il suono, in quel momento venne anche Rita dietro le quinte, aveva abbandonato tutte le precauzioni e si era infilata la mano nel perizoma senza smettere di palpare la sua conchiglia oramai intrisa come una spugna.
Sempre ansimando Patrizia disse: ”dio Alberto… non sapevo che sarebbe stato così”, ripresero a baciarsi e mentre lei assaporava ancora i suoi residui sulla lingua di lui continuava a tastargli la patta stringendo quasi con violenza l’uccello che in quel momento scalpitava tra le gambe.

“Voglio fartelo anch’io Alberto… ti prego” gli disse quasi supplicando.
Lui le sorrise e si sbottonò i pantaloni mentre lei lo guardava con la bocca spalancata e gli occhi ancora lucidi.
Lo tirò fuori e lo mise davanti al suo viso. “E’ tuo Patty”.
“Io Alberto… io non l’ho mai fatto, non so come fare”
“Immagina di avere un cono di gelato in mano tutto da gustare”
Lei lo osservò con interesse, lo prese poi con i polpastrelli del pollice e indice liberandogli il prepuzio, alzò il viso e guardò il ragazzo negli occhi, lui sorrise dolcemente e mettendole la mano dietro la nuca la invitò a prenderlo in bocca.
Il pene si posò sulla bocca di lei, subito fu la punta della sua lingua a  stimolarlo con esitazione ma poi le labbra si aprirono e venne accolto con tutti gli onori.

Patrizia succhiava lentamente, la mano di Alberto era dentro il reggiseno a titillare il capezzolo rosa, quando rallentava la presa lei prontamente metteva la sua mano sopra come per fargli capire che voleva ancora quel gioco, un gioco semplice che però la faceva sentire donna, lui istintivamente alzò la testa e vide il viso di Rita dietro il parabrezza posteriore, fu un momento di panico, si sentiva braccato per ciò che stava facendo con la ragazza, Rita mise subito l’indice sul naso per fargli capire di star zitto, di non svelare nulla, lui annuì e la festeggiata gli sorrise strizzandogli l’occhio, poi mordendosi il labbro inferiore fece roteare l’indice orizzontalmente per fargli capire che in un secondo momento anche lei avrebbe voluto la sua parte, non sarebbe stata la prima volta, le occasioni di far sesso con lui non erano mancate, tra loro c’era subito stato feeling, lui annuì nuovamente mentre Patty ignara della situazione continuava a succhiarlo dando di spalle alla cugina.

Gli occhi di Rita erano diventati due fessure mentre lo guardava fisso, il suo seno scoperto e raccolto nella mano che lo soppesava ed era bellissimo, le dita libere dell’altra mano non smettevano di tirare il capezzolo allungandolo e distorcendolo, di tanto in tanto portava il suo seno in prossimità della bocca per poi catturare il capezzolo e succhiarselo.
Patrizia raccolse i testicoli pendenti nel palmo della mano libera e cominciò ad accarezzarli, sta di fatto che lui non resistette più e le venne in bocca, subito sembrava che nulla accadesse ma poi, il suo sperma caldo iniziò a tracimare dalla bocca della ragazza, i rivoli scendevano copiosamente dal mento per finire nella scollatura dei seni.
Patrizia fece un smorfia facendo schioccare più volte la lingua, poi alzò il viso con il mento lucido e viscido.
“Ha un sapore strano sai? Dimmi che sono stata brava, che ti è piacuto”
“Sì Patrizia, sei stata splendida, ci sai fare davvero” quando smise di dire queste parole alzò nuovamente lo sguardo… Rita era scomparsa.
“Mi hai fatta felice Alberto, non sai quanto” gli disse abbracciandolo, lui la strinse accarezzandole nuovamente la vagina, le sue labbra erano flosce ma completamente dilatate.

Alcuni ospiti si erano già dileguati quando ricomparvero Patty e Alberto in giardino mano nella mano.
Alberto iniziò a dialogare con altre persone e Rita si avvicinò a sua cugina chiedendole: “Tutto ok Patty?”
Patty strinse le labbra con un mezzo sorriso e annuì silenziosamente. Annuì anche lei sorridendole.
Sembri una vecchia bavosa patty” e le indicò le tracce di liquido seminale.
Patty guardò dove indicava la cugina e sgranò gli occhi posando la mano davanti alla bocca
“oddio Rita” rispose con sincerità la ragazza, il suo viso avvampò.
“Ci sapeva fare cugina?” chiese maliziosamente e poi ancora “Tranquilla… può passare benissimo come panna della torta. Tanto passerai due notti da noi, voglio sapere tutto, tutti i particolari.
“Mi ha fatta morire Rita… mi sento felice, ti racconterò, promesso”
“Magnifico Patty… abbiamo un sacco di cose da dirci vero?”
Dopo la mezzanotte tutti si dileguarono, Rita e Patty erano stravolte dalla stanchezza ma passarono la notte sedute sul letto a condividere tutti i segreti di questo gioco. Non vi era traccia di inibizione nei loro commenti e solo all’aurora entrarono nel mondo dei sogni, ambedue con ancora la mano sulle labbra esauste.

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