lunedì 14 novembre 2011

Discorsi notturni

La lama di luce della porta socchiusa si faceva sempre più larga mentre Nadia entrava col passo felpato nella cameretta buia, scalza e in punta di piedi con le scarpe in mano accese l’applique sul uso letto.
“Era ora che arrivassi” fece Pina sotto le coperte.
“Dormi sorellina… cosa ci fai ancora sveglia?”
“Vedrai domani mamma come te la canterà… è tardissimo”
“Figurati Pina, sono lì nel mondo dei sogni, anche papà dormiva col libro sul naso, gli ho spento la luce”
“Dai racconta… com’è andata? Ci sapeva fare?”
“Ma che discorsi! Fatti gli affarucci tuoi ok?” rispose la sorella con un sorriso nascosto
Pina si mise seduta sul letto e con gli occhi socchiusi la squadrò.
“Tanto lo so che ve la siete spassata”
“Ma che fantasie Pina…”
“Fantasie? E allora che ci fai con quella roba nascosta nella tua collezione di dischi di vinile? L’altra settimana c’erano 7 preservativi e ieri sera 5” rispose Pina con aria di sfida.

Il viso di Nadia si fece paonazzo, non immaginava che sua sorella di 16 anni andasse a ficcanasare nella sua roba.
Visto le espressioni di sua sorella Pina ebbe un po’ di timore e rimpianse subito di non essersi morsa la lingua.
“I cazzi tuoi mai vero? Non devo certo rendere conto a te cosa faccio quando esco” disse Nadia incazzata.
“Guarda che ho quasi 17 anni, non sono mica una stupida, piantala anche tu di trattarmi da bambina!”
“Per tua informazione ne hai appena fatti 16 la settimana scorsa ok?”
“Pace? Dai… non ti arrabbiare uffa, tu esci tutte le sere e io devi stare qui a rompermi… non è giusto”
Nadia si rese conto che Pina stava passando un periodo difficile, si ricordava anche lei che quando aveva quell’età era sempre in cerca di qualcosa.
Pina riprese a lagnarsi dei no continui di mamma e papà e mentre si sfogava Nadia iniziò a togliersi il vestito nero.
“Sei figa con le autoreggenti sai?” disse allora Pina guardandola davanti al suo letto, Nadia in quel momento indossava solo l’intimo di La Perla  e le calze velate.
“Ecco vedi per esempio?” riprese Pina “Ho chiesto a mamma se me le comprava e indovina cosa ha risposto?”
“Ok ok Pina… sei grande oramai, hai ragione, vorrà dire che te le presterò quando vorrai”.
A quelle parole Pina sorrise soddisfatta.

“Sei capace a mantenere segreti?” Pina annuì “Quindi te ne starai zitta con mamma vero?” aggiunse Nadia pensando ai suoi profilattici di scorta.
“Promesso sorellona… parola di scout!”
“Ti faccio vedere una cosa aspetta” e detto ciò Pina iniziò ad armeggiare con l’MP3 sul comodino, intanto Nadia liberò i seni iniziando il suo rituale quotidiano con il Rilastil, ogni sera prima di andare a letto lo spalmava sui seni per  rassodarli ed evitare smagliature.
“Guarda… fate anche voi così?” E dicendo questo le mostrò l’MP3.
Nadia sgranò gli occhi, sul piccolo monitor girava una scena di sesso, il ragazzo stava armeggiando con la figa rasata della compagna.
“Dove cazzo l’hai preso Pina?”
“E piantala… me l’ha passato Anna. Però non mi hai risposto, fate anche voi così?”
 “Non ti riguarda” rispose Nadia fissando la scena, in effetti facevano gli stessi giochi appena conclusi col suo ragazzo in macchina.
“Avevi detto che ti fidavi di me” disse Pina imbronciata, poi continuò ”anch’io la voglio così, come la tua”
“Spiegati” risposa la sorella.
“L’ho vista Nadia, ce l’hai liscia liscia da un po’ di tempo, anch’io voglio farla così ma mi cago addosso col rasoio, ho paura ad usarlo, non voglio tagliarmi lì”
A Nadia fecero tenerezza quelle parole e le sorrise “Non è ancora un po’ presto per queste cose? A chi devi mostrarla? Parlo sul serio Pina”
“A nessuno, è che mi piace così… fa stile. Guarda che non vado a letto con nessuno per il momento, anche se Carlo ci sta provando tutti i momenti… tu lo fai da sola? Sei capace ad usarlo?”
Quell’attimo di silenzio sembrò durare in eterno, Pina la guarda con un aria di supplica “Ti prego dai”
“Aspetta” rispose ad un certo punto Nadia e corse fuori dalla cameretta, passarono i minuti  e ritornò con un catino di acqua calda, infilatasi in cameretta  chiuse la porta con una mandata.

Pina la osservava con aria interrogativa “Allora… lo vuoi o no? Dai levati gli slip”
“Siiiiiiiii… ti adoro Nadia” e in un baleno si liberò delle mutandine
“Siediti in punta al letto e… allarga le gambe”
Nadia in ginocchio davanti a lei e bagnò il piccolo asciugamano che si era portato dietro iniziando a fare impacchi sui peli ispidi e corvini della sorella, i peli bagnati si incollarono subito mettendo in evidenza le labbra acerbe, Nadia notò che quelli della sorella erano più fitti dei suoi.
Pina osservava ogni movimento, era tesa.

“Continua a bagnarti Pina mentre preparo il rasoio e rilassati, ti voglio molle molle” lo prese e lo bagnò nel catino, poi lentamente iniziò a passarlo sul monte di Venere della sorella tenendo le labbra tese con le dita.
“Sembriamo due lesbicotte vero? Ho visto dei video che facevano così” disse Pina ridendo
“Dei video? Tu ed io dovremo parlare di un sacco di faccende cara signorina”
Pina si mise rilassata sul letto, piegò le gambe puntando i piedi sul materasso e lentamente le divaricò, le sue cosce erano vellutate di quel rosa chiaro delicato tipico delle adolescenti.
La sorella si mise all’opera iniziando a tagliare i pelucchi corvini con le forbicine, inevitabilmente di tanto in tanto le sue mani sfioravano le labbra.
“Se solo accenni a mamma che ti ho fatto questo di faccio un faccione così” disse Nadia
“Figurati se dico a mamma che mi hai aggiustato la figa” rispose Pina guardando il soffitto
Sentendo quelle parole Nadia si mise le mani sui fianchi e disse: “Non mi piaci affatto quando sei così scurrile”
“Io scurrile? Però quando eri al telefono l’altra sera con chissà chi e continuavi a dire ‘Mi sto toccando la figa’ andava bene però” disse Pina difendendosi.
Il volto di Nadia si avvampò per la seconda volta quella sera, si rese conto solo adesso che la sorella era al corrente dei suoi giochi innocenti al telefono.
“Non lo fatto apposta Nadia, non ti stavo spiando… è che eri tutta eccitata… scusa” disse la più piccola per giustificarsi
“STOP Pina… cambiamo discorso, sono cose che non ti riguardano”
Pina invece non aveva nessuna intenzione di cambiare argomento e continuò dicendo: “Lo fai spesso Nadia? Non dico al telefono, cioè ti tocchi sempre? Guarda che piace anche a me farlo”

Nadia studiò bene le parole prima di rispondere e poi, sempre lavorando sulle labbra della sorella disse:”Ti rispondo solamente perché sto facendoti questo servizio… ok piace anche a me, ogni tanto mi lascio andare…. Soddisfatta?”
“E’ fighissimo vero? Solo che a me dura praticamente nulla” disse la sorella coricata sul letto
Nadia preferì non dare corda a quell’argomento: “Stai ferma… ho quasi finito” la vagina di Pina stava prendendo un’altra forma, faceva impressione a Nadia vederla così rasata.

Fece ancora alcuni impacchi seguiti da altri ritocchi col rasoio.
“Fatto Pina… come ti sembra?”
Pina si mise seduta e piegò la testa per guardarsi l’inguine, con sguardo serio provò a distanziare le labbra con le dita  per cercare qualche imperfezione poi sorrise soddisfatta.
“E’ figa Nadia, anzi è fantastica” disse continuando soddisfatta ad accarezzarsi le labbra con i polpastrelli.
“Sei carina Pina anche se non sono abituata a vederti così”
Pina abbracciò la sorella stringendosela forte forte: “Grazie sorellona”
Nadia diede di spalle alla sorella per prepararsi a mettersi sotto le coperte, tirò fuori da sotto il cuscino la camicia da notte, si voltò per salutare Pina e la trovò ancora nella stessa posizione, sdraiata sul letto con le gambe completamente aperte che la fissava.
“Cosa aspetti? Mettiti sotto le coperte dai”

Pina scosse lentamente la testa e mentre lo faceva la sua mano si posò sulle labbra appena rasate, le punte delle dita iniziarono a muoversi sul clito acerbo come per strimpellare le corde di una chitarra, Nadia la fissò silenziosa mentre, sempre fissandola negli occhi, si mordeva il labbro inferiore.
“Cosa c’è Pina?” disse, chinandosi su di lei, con un sussurro
“Nessuno mi ha mai guardata farlo, guardami Nadia, voglio toccarmi davanti a te” disse la piccola continuando con le sue dita
Nadia piegò la testa e le sorrise, le sue parole fecero tenerezza, capiva perfettamente quei momenti che prima aveva vissuto anche lei sempre in cerca di una complice per condividere quelle ansie.
Prese la sedia della scrivania e la avvicinò al letto di Pina, si sedette e le accarezzò i capelli osservando la mano di lei. Le sorelle si guardavano fisse negli occhi, Pina sorrideva silenziosamente, un sorriso che voleva dire “grazie” alla sua amica intima del momento.
Sempre china sulla sorella Nadia continuava ad accarezzarle il viso, i suoi seni liberi pendevano come due orecchini, Pina osservava i capezzoli rosa a pochi centimetri dai suoi occhi.

“Fallo anche tu Nadia” disse all’improvviso mentre con la mano libera toccava i capezzoli della sorella, erano turgidi… forse non solo per il freddo che sentivano.
Senza dire nulla Nadia si sfilò il tanga La Perla tenendo solamente le autoreggenti, posò i piedi sul letto della sorella e i suoi muscoli cedettero facendo così divaricare le gambe, anche la sua figa era bagnata.
Iniziò a penetrasi ripetutamente con le dita, Pina la osservava e lei ne era consapevole, i loro occhi si incontrarono e la piccola sorrise, lei rispose alla stessa maniera.

“Non essere così violenta Pina, quando senti che sei vicina all’orgasmo fermati, conta fino a 10 e poi riprendi, altrimenti vieni subito e finisce tutto”
Pina annuì senza smettere di masturbarsi, nel silenzio assoluto si sentiva solo la musica che inevitabilmente le loro dita in movimento producevano nelle fighe fradice, musica accompagnata da gemiti e ansimi che man mano si intensificavano.
“Sto venendo Nadia… guardami” disse Pina quasi mangiandosi le parole.
Il bacino iniziò ad alzarsi arcuando la schiena, i movimenti delle dita si fecero più veloci, i versi di lei erano incomprensibili da un lato ma forti e chiari dall’altro, stava godendo per la prima volta davanti a una sua simile.
“Vieni tesoro dai” continuava a sussurrare Nadia all’orecchio.
Pina si mise il pugno in bocca per soffocare le grida, la testa si dimenava, Nadia era eccitatissima.
Poi crollò sul letto come quando stacchi la spina a un pupazzo alimentato dalla corrente, passarono pochi secondi e Pina si girò verso la sorella ancora seduta di fianco a lei.

“Vieni anche tu, voglio guardarti”
Nadia obbedì alle parole della sorella, si rimise all’opera per guadagnare quota, i suoi movimenti circolari sul clito erano regolari, le gambe continuavano ad aprirsi e chiudersi.
Pina la accarezzò nelle cosce interne facendo scorrere la mano sul nylon delle calze, la sua carne era bollente, poi posò la mano su quella della sorella e la guidò per aiutarla a venire.
Venne anche la maggiorenne pizzicandosi i seni, le labbra ricche di umori colavano letteralmente, la sua carne traslucida metteva in evidenza il risultato dei loro giochi.

Rotto l’incantesimo si abbracciarono nuovamente, i seni strusciavano tra loro, i loro battiti in quel momento erano come tamburi di guerra.
“Lo rifaremo vero Nadia? Dimmi di sì ti prego”
Nadia sorrise e annuì senza dire una parola, non si riconosceva più in quel momento.
Le luci si spensero, le lenzuola strusciarono e i corpi esausti delle sorelle si rilassarono per poter sognare finalmente ad occhi chiusi.

“Buonanotte Nadia”
“Buonanotte a te piccola grande donna”

10 commenti:

  1. bello e coinvolgente come sempre.
    scrivi sempre in modo super.
    complimenti
    Kirk71

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  2. tesoro, se continui a inserire queste immagini, l'interesse del racconto passa in secondo piano, eheh

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  3. no..il racconto è meglio di mille immagini...grazie...

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  4. racconto ed immagini in un unico composto, un po' come il caffelatte col pane

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  5. Sono solo fantasie amici, fantasie che però avrei vissuto volentieri se avessi avuto l'opportunità.

    Trovo veramente dolci e intime confidenze di questo genere tra sorelle.

    Chiara

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  6. molto eccitante il racconto Chiara, fai un salto sul mio blog se ti va - visto che mi pare apprezzi la masturbazione - potremmo diventare amiche se ti va...(o sorelline!)...

    P.S.: leggendo il tuo racconto non ho potuto fare a meno di masturbarmi...

    Dixie

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  7. non fare così, lo sai che ti amo, eh!

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  8. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  9. una complicità che io conosco...
    buon natale!!!
    Kiss

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