lunedì 12 settembre 2011

Visto uno... visti tutti


Sono davvero indignata, indignata e disgustata per l’immagine che il pianeta hard ha creato su noi donne.
Ieri sera cazzeggiavo in rete e ho sfogliato una manciata di video definiti porno.
Li considero di una noiosità estrema, tutti uguali, cambiano i soggetti, cambiano le tette, cambiano le attrici (se così possiamo definirle) ma la trama è sempre la stessa, e trama è una parola grossa.

Ne ho guardati tre etero, donna vestita sul letto, lui che arriva e senza dir nulla glielo sbatte in bocca, lei succhia e si masturba, poi lui  inizia a sfiorarle la vagina, tassativamente rasata e messa a puntino, e al primo contatto lei inizia a urlare come una matta perché sta godendo…. Ma per favore!!
Secondo video, lei sul divano, lui si avvicina e lei sorride, non si conoscono, passano trenta secondi e lei è già alle prese con l’uccello XXL, tette taroccate e rifatte 3 volte e così via anche con il terzo.

Cambio categoria e apro quello saffici… due strafighe sul divano che prima rispondono ad alcune domande banali e poi iniziano a slinguare, una scopre i seni all’altra e li prende in bocca, l’altra la imita, poi una apre le gambe all’amica che guarda caso è senza intimo e tuffa il viso sulle labbra, anche quelle rasate, due slappatine e l’altra sembra una posseduta che gode come una cagna, copia e incolla sul secondo e sul terzo video.
Ma siamo diventate tutte strumenti? Bambole gonfiabili dove lui o lei accende l’interruttore e noi iniziamo a godere?

Che fine ha fatto la dignità di una donna?
Sono indignata perché se davvero il mondo hard fa soldi a palate producendo queste stronzate allora siamo messe davvero male, che fine ha fatto la donna che prima di accettare un rapporto sessuale valuta il modo fare dell’altra persona, valuta il suo corteggiamento e se ne vale la pena di aprire le gambe per lui o per lei?
Preferisco di gran lunga quelli amatoriali, dove lei sovrappeso e con i seni cadenti si lascia andare e sta al gioco che il partner crea al momento, che sorride e scherza mentre lui si impegna a stimolare il clito o i capezzoli, apprezzo i video dove la donna è orgogliosa di avere una figa nera con peli ribelli e la compagna le accarezza la vulva mentre dialogano mettendoci il giusto tempo per portarla vicino all’orgasmo.

Metto al primo posto infine quei video amatoriali girati con il cellulare da coppiette di giovani inesperti, ragazze alle prime armi che vanno scoprendo insieme il loro corpo, video girati in casa mentre i genitori sono andati a farsi una serata con gli amici.

Anche lui ed io abbiamo girato qualcosa di dilettantesco nel corso degli anni ma vi assicuro che dei nostri non esiste un video simile all’altro, le trame cambiano continuamente, certo non avrò i seni con la quarta o il culo a mandolino ma non esistono recite quando vengo.

venerdì 9 settembre 2011

Colazione

Desideravo condividere con voi ciò che è successo stamattina durante la colazione, non fatevi idee strane perché non ho fatto nulla di spaziale o fuori dagli standard…

“Sono seduta in cucina a fare colazione, i bimbi sono ancora a letto, sento l’acqua della doccia scrosciare, lui è sotto a tonificarsi la pelle, lo sento uscire dal bagno  e dopo pochi secondi mi compare in accappatoio, i suoi capelli lunghi e bagnati lo rendono particolare, si siede accanto a me e inizia a trafficare con il muesli e il latte freddo, le nostre gambe fanno contatto e io sempre con lo yogurt di mirtilli in mano metto spontaneamente la mano sotto il tavolo per godermi il calore delle sue cosce, nonostante abbia fatto un nodo all’accappatoio riesco ad infilare la mano libera, la sua carne e calda e morbida, continuo a palpeggiarlo mentre discutiamo di ciò che abbiamo in programma per la giornata, la mia mano avanza e inevitabilmente va a fermarsi sul suo pene assopito, è bollente, lui mi lascia fare e io inizio a muovere la mano, poso allora lo yogurt sul tavolo per rimanere più libera, cambio mano e mentre lui parla io gli mordo il lobo dell’orecchio, eccolo… eccolo che si sta svegliando, lo tengo in pugno e percepisco la sua metamorfosi, libero il prepuzio e mi accorgo che è interamente coperto di quel liquido trasparente insapore e viscido, sorrido passandole il pollice sopra, adesso lui allarga le gambe, i suoi discorsi non sono più scorrevoli come prima, le frasi si spezzano a piccoli intervalli. Continuo a tenere il lobo in bocca mentre gli arruffo i capelli, lui si gira verso me e abbandona i dialoghi cominciando a slinguare con me, ho la sua mano sulla camicetta che cerca disperatamente di sbottonare, non ci riesce, libero allora io un paio di bottoni per permettergli di giocare con le mie tette, la mia mano continua a stantuffare, sento le sue venature rigonfie di sangue, le pulsazioni sono costanti, aumento la velocità perché il tempo stringe e devo correre al lavoro, passa poco tempo e lui mi stringe la spalla per avvisarmi che ci siamo.

Senza stare lì a riflettere prendo con la mano libera lo yogurt mio quasi vuoto sul tavolo e  lo metto sotto di lui, la sua cappella scompare nel contenitore, ancora di colpetti e lui irrigidisce i muscoli chiudendo gli occhi.
Non l’ho visto eiaculare ma la mia mano sensibile ha registrato l’aumento di calore della plastica, i suoi fiotti caldi hanno terminato la loro corsa sui residui di fermenti lattici, noto di non aver fatto danni sul pavimento, mi abbasso per ripulire il bastone di carne prendendolo così in bocca e rendendomi conto che oggi è decisamente acidulo, mi rialzo la schiena da sotto il tavolo e trovo lui con il mio yogurt in mano pronto ad imboccarmi.

Con grazia raccoglie la mia colazione arricchita usando il cucchiaino e io apro la bocca, poi ancora e ancora.
Mentre assaporo il cocktail sento una voce infantile che dice alle mie spalle: “Mamma! Ma non sei più una bambina!”
La mia primogenita si è svegliata, era in piedi davanti la porta col pigiamino corto a guardare curiosa papi che mi dava la pappa."

giovedì 8 settembre 2011

Le donne gravide


Ci sarebbe molto da dire su questo argomento, io personalmente sbavo davanti alle donne gravide, psicologicamente mi attizzano non poco.
Una collega in gravidanza tempo fa era venuta a piangere sulla mia spalla perché il marito non voleva fare praticamente nulla con lei, “Non le piaccio più” continuava a ripetermi, altri amici se così posso definirli mi hanno confidato che anche loro nel periodo di gravidanza della moglie avevano ridotto drasticamente i loro rapporti sessuali.

Nelle rare occasioni che io ho avuto di condividere qualche momento con donne in queste condizioni, più precisamente con lei, ho dato veramente di testa.
Sarà stato per la creatura che aveva in grembo che silenziosamente assisteva ai nostri giochi o per i seni da latte lievitati o i capezzoli cresciuti in maniera sproporzionata, sarà anche stato per le sue labbra inevitabilmente ingrossate negli ultimi mesi ma sta di fatto che ho rilevato che fare l’amore con una donna prenatal è qualcosa di unico. Basti solo pensare a quando posi la guancia sui suoi seni e loro donano prontamente gocce di latte dolce e tiepido oppure quando stuzzichi i suoi labbroni sensibilissimi che diventano lenzuola e la cosa più dolce in assoluto… quando mentre la lecchi lei dolcemente si accarezza il grembo per coccolare il futuro erede quasi come se volesse coinvolgerlo nelle nostre effusioni.
 
Cullate le vostre donne uomini di mondo, assecondatele ed evadete le loro richieste quando il loro sangue va in ebollizione, riflettete sul fatto che la natura vi ha donato l’opportunità di dar sfogo ai vostri desideri escludendo contraccettivi e preservativi senza creare nessun problema in tal senso e facendole anzi godere della calda iniezione e lo spasmo del pene quando inietta.

martedì 6 settembre 2011

Non solo mamma


Volevo condividere con voi alcune immagini di una mamma che vive in Texas, le ritengo deliziose e innocenti, forse con un pizzico di malizia ma comunque affascinanti grazie anche alla sua disinvoltura.

Quante mogli sanno essere mamme ma anche Donne come lei?


















Concludo l'album con una delle mie immagini


lunedì 5 settembre 2011

Un gesto semplice


La porta socchiusa del bagno si aprì lentamente e la testa di lui fece capolino mentre seduta sul bidet mi stavo dedicando a quel rituale quotidiano.
Lui percorse il bagno stretto e lungo e mi raggiunse mettendosi in piedi dietro me, le sue mani si posarono sulle mie spalle e inevitabilmente scivolarono sui seni caldi e morbidi. Chino su di me, mentre palpeggiava dolcemente le mie piccole coppe mi baciò sul collo,e poi un altro bacio e poi ancora.

Io abbandonai le labbra e alzai le braccia per accarezzarle il collo, la sua guancia si posò sulla mia e le sue mani iniziarono a scorrere  sui fianchi fermandosi in seguito sulle cosce rilassate, più volte con una lentezza estrema fecero lo stesso percorso all’interno delle gambe, sentivo la piccola pressione dei suoi arti che mi invitavano ad allargarle.

Posai allora la mia schiena sulle sue gambe rilassandomi completamente, il mio bacino aveva fatto qualche centimetro in avanti scivolando sul sanitario.
Con la sua guancia attaccata alla mia con un sussurro disse: “Faccio io” e così dicendo mise la mano destra a coppa sotto la mia figa, io compresi la sua richiesta e versai un po’ di sapone liquido sulla sua mano, il suo palmo si posò con dolcezza sulle mie labbra dilatate e tonificate dall’acqua calda, iniziò a fare movimenti circolari senza mai staccar la mano, il pistillo rigonfio e le labbra flosce apprezzarono questo gesto semplice facendosi ogni volta più sensibili, io appoggiata completamente a lui godevo con gli occhi chiusi questo gioco innocente. Ecco poi le sue dita infilarsi per fare il loro lavoro nell’interno rosa chiaro, la mia figa era diventata un porto di mare, le dita continuavano ad uscire e rientrare ininterrottamente, il polpastrello del pollice rimasto fuori dal gruppo roteava sul clito stuzzicandolo, il gioco iniziava a dare i suoi effetti, qualcosa si era messo in moto e il sangue iniziò a ribollire nelle vene. 

Poi le sue dita uscirono del tuo e suoi polpastrelli, credo indice e medio, iniziarono a picchettare lievemente sul clito, sembravano le dita di un pianista a battere sempre sullo stesso tasto, lo faceva con delicatezza infinita ma nello stesso tempo con determinazione. Ci fu il mento che lo fece in maniera decisiva e questo mi fece fare un balzo, lui si bloccò immediatamente.
“No… non ti fermare, mi piace” gli sussurrai, lui allora riprese, le mie mani adesso erano sui piccoli seni a fare dispetti ai capezzoli continuando a tirarli, a pizzicarli, a volte come d’istinto spingevo i seni l’uno verso l’altro avvicinandoli come per confrontare quei piccoli bulloni di carne turgidi e sensibili, tenendo raccolte le tette con le mani li prendevo tra pollice e indice contorcendoli.
Sentivo i bambini discutere davanti alla televisione, a bisticciare per decidere quale cartone guardare, sorridevo perché, ancora piccoli e ingenui, erano ignari di ciò che in quel momento a pochi metri da loro stava succedendo tra mamma e papà.

Anche lui in quel momento era in sintonia con me, sentivo la sua protuberanza farsi sempre più rigida, la mia scapola la percepiva chiaramente.
Poi finalmente accadde, il mio corpo convulso iniziò  a muoversi con violenza, l’orgasmo aveva abbattuto tutte le barriere avanzando come uno tsunami dentro me, la mia testa si dimenava e io dovetti soffocare le grida per non spaventare i bambini.

Lui sapendo di non dover interrompere nulla mentre io godo continuò a masturbarmi, gli umori si miscelarono con la schiuma del sapone, le scariche mi attraversavano tutta la schiena giungendomi fino al cervello, dovetti infine bloccargli la mano prendendo il suo polso, il mio corpo era allo spasimo e non avrebbe resistito oltre.
Lui obbedì e mi accarezzò dolcemente tenendomi tra le sue braccia, poi aprì il miscelatore e convogliò il getto sulle mie labbra per il massaggio finale.

Un gesto semplice che mi ha saputo dare un senso alla giornata.