mercoledì 31 agosto 2011

Gli elfi del bosco

La giornata era iniziata male con un tamponamento a catena sulla tangenziale, la macchina di lei non aveva subito gravi danni ma dovette passare dalla Hertz per ritirare la vettura di cortesia. Come se non bastasse il suo uomo, che aveva promesso una serata paradisiaca al suo ritorno da Catania, aveva perso l’aereo e sarebbe tornato il giorno dopo.
“Merda merda merda!” pronunciò Ilaria guardando il vestito appeso, vestito che avrebbe usato quella sera per uscire con lui.

Si sentiva carica di ormoni, avrebbe dato anche l’anima quella notte a lui, si rilassò sulla poltrona accarezzandosi i punti sensibili nella speranza che una piccola masturbazione potesse sbollentare gli spiriti, spesso lo faceva in situazioni analoghe vissute precedentemente e di norma funzionava sempre.
Posando la gambe sui braccioli della poltrona e titillandosi ripetutamente il clito mentre fissava le autoreggenti raggiunse l’orgasmo.
“Sono figa con queste calze… mi sento sexy” continuava a pensare guardandosi le gambe, erano belle.
Quella sera però non andò come le altre volte, quel piccolo gioco di dita non servì ad attenuare la sua voglia di sesso ma anzi la accentuò.
Era incazzata con il suo uomo perché aveva perso l’aereo ma anche arrabbiata con se stessa perché non riusciva a domare la situazione.

“Mi sento una ragazzina adolescente che ha appena visto un pornazzo” andava pensando.
Mentre quei pensieri scorrevano nella mente le venne in mente un pettegolezzo sentito di recente, aveva sentito dalle colleghe che al Parco San Giusto di Trieste verso sera giravano scambisti e guardoni, quando aveva ascoltato quel discorso le si erano drizzate le orecchie, forse non solo per curiosità.
“Se ci facessi un salto? Solo per guardare cosa fanno. Cazzo e se poi qualcuno riconosce la macchina?” stava per abbandonare quel pensiero quando le venne in mente di avere la vettura di cortesia.
“Siiiii” si mise addosso l’abito preparato per quella sera e mise in moto la macchina, il sole era calato quando raggiunse il parco, imboccò il viale alberato per addentrarsi, era tutto deserto.
Aveva sentito che quelle persone bazzicavano vicino alla fontana con le vasche, andò così avanti per qualche minuto e rallentò quando iniziò a vedere la fontana.

Vide da lontano un capannello di persone che scomparì però man mano che la sua vettura si avvicinava. Arrivata alla fontana parcheggiò dietro gli alberi quindi spense il motore.
“E adesso?” si domandò iniziando a pensare che quel discorso sentito era solo una bufala.
Si convinse poi che non era una balla, che forse quei tipi scappati qua e là chissà dove adesso erano dietro a qualche albero per spiarla. Questo pensiero la mise in agitazione, si guardò intorno senza scendere dalla macchina, non si vedeva anima viva.

Si riaccese il lei la voglia di toccarsi, alzò il bacino e si sfilò il tanga tenendo le gambe aperte, posò la nuca sul poggiatesta e chiuse gli occhi. Le sue dita si insinuarono nella fessura bagnata e viscida, sentiva il clito rigonfio e sensibilissimo, le su labbra colavano letteralmente. Poi… poi i suoi occhi diventarono due fessure e si formò un sorriso diabolico sulla sua bocca.
“Lo faccio sì… sono un’incosciente ma voglio farlo” e mentre pensava a ciò tirò giù i cristalli, si mise in piedi sul sedile e sporse completamente il culo fuori dal finestrino.
In quella posizione sentiva l’aria accarezzare i glutei, era scomoda ma eccitatissima. Non passò un minuto che una mano sconosciuta si posò sul suo culetto, la mano cominciò ad accarezzare in superficie, lei sporse maggiormente il culetto, un dito adesso stava spingendo nella figa, entrava e usciva continuamente, poi due, poi una seconda mano sulla sua carne.

Non aprì mai gli occhi, i pensieri vorticavano in lei, le piaceva qual gioco mai provato, pensò subito che aveva appena finito le sue giornate rosse, sapeva di avere il diaframma e di aver preso regolarmente la pillola, contava poi anche sul suo amico fedele Ogino.
“Scopami.. ti prego” disse ad alta voce senza pensarci.
Le mani su di lei si fermarono e scomparvero, pochi secondi dopo sentì qualcosa di bollente appoggiarsi sulle sue natiche.
“Fottimi cazzo!”
Un uccello s’infilò in lei e cominciò a stantuffare senza tregua, sentiva i gemiti dello sconosciuto, si chiese se fosse giovane o anziano ma poi comprese che non le interessava affatto.
Lo sentiva e godeva come una cagna in calore, pensò al suo uomo all’aeroporto ignaro della situazione e questo la fece eccitare maggiormente.
L’uomo ebbe il buon gusto di venirle sulla schiena, fiotti caldi atterravano sulla sua pelle per poi prendere strade diverse. 

Sembrava fosse tutto finito, lei riaprì lievemente gli occhi ma ecco che un’altra verga fece capolino su d lei, la sentiva scorrere sulla sua pelle e poi posizionarsi sul secondo canale.
Lei smise di respirare e doldolò il culo, lo sconosciuto comprese il messaggio e spinse dentro lei la cappella tenendola per i fianchi senza però riuscire a realizzare, anche lei si rendeva conto che era difficilissimo prenderlo dietro in quella posizione. Dopo alcuni tentativi rinunciò a quella missione e optò sulla via più facile. Iniziò anche lui a penetrala ma con ritmi diversi, lei si mordeva il labbro inferiore mentre lo sentiva farsi strada nella vagina, le mani calde di lui non smettevano di accarezzare i glutei, il tatto le fece capire che erano mani giovani e ben curate, era maledettamente piacevole sentirle sulla carne.
I suoi mugolii si accentuarono fino a diventare urla, venne intensamente, la sua testa si dimenava e aggrappandosi al volante il suo braccio pigiò il clacson, incastrata nel finestrino non riusciva a tirarsi su, il clacson continuava a suonare squarciando il silenzio.

Quando riuscì a mettersi a posto girò finalmente la testa, il parco era deserto, con occhi vigili e con il fiatone scandagliò tutta la zona intorno alla sua vettura… nessuno.
Si ricompose, passò la mano sulle labbra bagnate e indolenzite, erano completamente dilatate e a penzoloni.
Si rimise al volante e gli posò la fronte sopra per riprendersi, si sentiva devastata ma soddisfatta come non mai.
Con il vestito incollato alla schiena ancora imbrattata accese i fari e ingranò le marce allontanandosi lentamente da quel posto insolito.

Quando le luci degli stop diventarono puntini rossi da dietro gli alberi alcune figure emersero come elfi del bosco, alcune col viso soddisfatto altre invece rassegnate per non aver ricevuto la loro parte in quell’occasione.

17 commenti:

  1. fantastico.
    anche perché il tuo raccontare è vero fuoco..

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  2. ma come fai a guidarmi così all'interno dei tuoi racconti? sei fantastica, bravissima!

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  3. questa posizione mi manca......comunque farsi mettere addosso mani e altro sconosciuti è una bellissima sensazione......un bacio

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  4. Voglio diventare un'elfo del tuo bosco!
    Bravissima bella fantasia.

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  5. attenzione ispirazione!
    nonsolofantasie ;-)

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  6. condivido Kamala, per capirla però bisognerebbe viverla e non solo immaginarla.
    non riesco a mettere le mani sul tuo blog, il server mi ha barrato l'ingresso... gli ultimi post sono uno più squisito dell'altro... brava.

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  7. hai mai letto il mio post intitolato "13"???
    parlo di una esperienza così ...avuta con 13 maschi.....
    peccato non puoi venire da me.....anche i tuoi racconti mi piacciono molto...lo sai che ne sto raccogliendo un po' per pubblicarli sul mio blog....se vuoi mandarmene uno ne sarei onorata.....baci

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  8. carissima Kamala,
    e poi dicono che il 13 porta sfiga :-)
    e con 13 ne sei uscita viva? azz!
    ok dai, te ne farò uno inedito e te lo manderò.

    baci anche a te bimba

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  9. ne sono uscita distrutta...ahahahh.....
    ok aspetto....grazie ...ci tengo...

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  10. scrivi benissimo, complimenti. Hai mai pensato di porre il tuo talento per il cinema? A mio avviso, scriveresti degli ottimi soggetti

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  11. Hai trovato la foto e hai creato il racconto o viceversa ?

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  12. caro anonimo...
    farlo viceversa e quindi andare a scattare le foto di proposito sarebbe stato decisamente impegnativo.

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  13. fabrax :-)
    Tinto Brass mi farebbe una pippa ahahahah
    scherzi a parte non mi sarebbe dispiaciuto realizzare qualche video in veste di regista.
    Ad oggi la mia carriera su questo campo è stata solo l'aver ricevuto alcune proposte da riviste erotiche per scrivere qualche racconto... rifiutate :-)

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  14. belisismo racconto, eccitante scritto bene, la giusta tension eemotiva. sembrava di assistere.. brava molto brava

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  15. hai trovato la foto e hai scritto il racconto o è stato il contrario ?

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  16. Bellissimo racconto! Davvero molto eccitante Chiara!!! :)

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