martedì 2 agosto 2011

Alla grande

Era sera quando Claudio varcò l’uscio di casa, era riuscito a finire il lavoro richiesto anticipando di un giorno, il cliente lo aveva ringraziato lasciandogli una bottiglia del prezioso Whisky scozzese Tomatin.
I suoi erano al mare e sua sorella Lia era ospite da un’amica in montagna, aveva la casa e la sera tutta per lui, voleva rilassarsi dopo quei giorni di trasferta.
Scelse un dvd da guardare e aprì la confezione del whisky, contemplò la bottiglia e poi decise di esserselo meritato davvero, aprì la vetrinetta e prese un calice Napoleon, quella sera voleva festeggiare alla grande il suo primo lavoro difficile andato bene.

A metà del film sentì aprirsi la porta d’ingresso, subito si agitò sapendo che tutti erano via ma poi il suo panico scomparve quando sentì la voce di Lia che chiedeva chi c’era in casa.
“Ho sentito la televisione accesa… che ci fai a casa?” chiese la sorella appena lo vide, era in mutande.
“Ho finito prima e sono tornato e tu? Non dovevo essere con Vanessa?
“Lascia perdere… le sono arrivate e abbiamo passato due giorni di merda, poi oggi ha frignato che non stava bene e che voleva tornare a casa… ed eccomi qua” rispose Lia. Poi vide la bottiglia aperta e il napoleon
“Ti sei dato a bere? Cosa festeggi?”
“Il mio lavoro andato bene”
“Allora dobbiamo brindare” e detto questo prese anche lei un calice e ne versò abbondantemente, brindarono e lo buttarono giù tutto d’un fiato.
Versarono nuovamente.

Lia si distese sul letto, portava i pantacollant verde acqua tagliati ai polpacci, le unghie dei piedini erano smaltate con cura, Claudio era sempre stato un feticista e aveva sempre apprezzato i piedini slanciati e femminili della sorella.
La minigonna bianca di Lia era decisamente corta, coricandosi sul letto i pantacollant aderirono maggiormente, gli occhi di Claudio scorse sulle gambe di lei e di fermarono all’inguine.
Mentre bevevano il terzo bicchiere lui disse: “Ma… ma non porti un cazzo sotto? Non hai gli slip? Se ti becca mamma sai che scenate che ti fa”
“Perché si vede?” rispose con noncuranza Lia
“Si vede eccome Lia”
Lei allora lentamente passò il dito sull’inguine poi sulle labbra, il loro disegno era bello nitido, si notava chiaramente dove le labbra andavano a congiungersi.
Claudio sempre con il calice in mano notò i suoi peli rosicci, le sfumature verdi facevano un gioco particolare sulla figa della sorella.

Lia piegò le ginocchia e la gonna scivolò del tutto, poi mentre mandava giù l’ennesimo bicchiere di Tomatin ricominciò a passarsi il dito sulla figa, lui guardava silenzioso e affascinato.
Lia adesso si toccava con i polpastrelli e guardava fisso lui negli occhi, il loro sguardo si incrociò e lei si morse il labbro inferiore.
“Sei davvero stronza Lia, perché lo fai?” disse con voce impastata
“Perché ho voglia, perché mi piace e perché non ci sono i vecchi che rompono” rispose Lia e ridendo poi senza senso.
Claudio posò il calice per terra e si inginocchiò ai piedi del letto, mise le braccia incrociate sul materasso e posò sopra il mento, voleva vedere da vicino quel gioco di dita.

Sul pantacollant comparve una macchiolina che andava allargandosi col passar dei minuti, il tessuto bagnato rendeva ancora più trasparente l’indumento, Claudio riusciva benissimo a distinguere le labbra con i suoi particolari.
Erano entrambi brilli e le loro menti offuscate permettevano che la disinvoltura prendesse piede, Lia allora mise la mano dentro il pantacollant, due dita scomparvero nella figa senza smettere di muoversi.
Claudio senza dire nulla tirò giù lentamente l’indumento alla sorella, lei alzò il bacino per facilitarlo.
“Grazie fratellone… così va meglio” e detto ciò scolò il calice facendo cadere in seguito la testa sul cuscino.
“Hai la figa bella sai?”
“Lo so, lo dice anche lui… aiutami a venire dai”
Claudio subito non seppe cosa fare, Lia allora fece cenno con la mano di avvicinarsi, prese la mano di lui e la posò sull’inguine.
“Dai… sai come si fa no?”

Claudio iniziò a massaggiare le labbra con  tutte le mani, allontanava le labbra e poi le ricongiungeva facendo movimenti fluidi, la figa era traslucida, il rosa chiaro spiccava, le piccole labbra erano qualcosa di davvero raffinato.
Mentre lui era alle prese con la vulva lei alzò il top  e poi il reggiseno facendo così uscire le tettine da sotto, i capezzoli quasi trasparenti erano irti, i seni sembravano quasi deformati per la pressione che faceva il reggiseno su di loro, iniziò a pizzicarseli tirandoli ripetutamente, poi si sfilò il top e tirò giù le spalline del reggi liberando così le tette.
Lia con gli occhi chiusi rivolti al soffitto disse con un sussurro al fratello: “Bevi”
“Basta Lia, ne ho bevuto troppo”
“Non hai capito Claudio… bevi, da qui” indicando con la mano la figa, dicendo questo mise le gambe a rana per mettere in risalto la vulva.

Claudio la contemplò poi la sua bocca andò a posarsi sopra, il suo profumo era forte e acre a causa degli umori, prese in bocca le labbra dilatate e iniziò a succhiarle avidamente, passava la lingua dentro e più entrava e più forte era il sapore, quasi pungente.
Lia teneva compressa la testa del fratello posando le mani sui capelli, li arruffava con le dita e spingeva, lui infilò le mani sotto il bacino e la sollevò leggermente, mille volta aveva pensato di leccarle il culo mentre si masturbava e adesso il suo desiderio si stava esaudendo, tuffò il viso dentro il culetto di lei, il suo naso era completamente dentro la figa e non gli permetteva di respirare, la lingua invece non smetteva di accarezzare il piccolo orifizio.
Lia arcuò la schiena puntando i talloni sul letto, la figa schiacciò violentemente il viso bagnato di lui, lui eccitatissimo sapeva che in quel momento la sorella stava godendo e prese in bocca il clito per succhiarlo come una mentina.
Le urla di lei gli tolsero il fiato, non aveva mai immaginato che lei potesse godersi degli orgasmi così intensi, dava per scontato che si masturbasse da tempo ma mai con questi risultati, capì in quell’istante le sofferenze di lei quando doveva soffocare i suoi urli di gioia in presenza di altri in casa.

Lia crollò sul letto, le gambe si distesero e le sue mani accarezzarono dolcemente i capelli di Claudio, poi rimase ferma come una bambola con la batteria scarica.
Claudio alzò la testa per guardarla negli occhi, stava dormendo.

Rassegnato si mese sul letto anche lui ma non potè far a meno di soddisfare le sue esigenze, iniziò anche lui a masturbarsi, il suo gioco durò pochissimo perché venne quasi subito andando a schizzare fiotti di sperma sulla schiena di lei, Lia continuò a dormire rilassata nonostante i doni appena ricevuti.
Claudio con ancora la verga in mano che andava ad assopirsi sorrise pensando che all’inizio voleva festeggiare alla grande ma non aveva mai e poi ami immaginato in quella maniera.

5 commenti:

  1. che favoloso ritorno chiara!! :)
    molto eccitante..

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  2. Grazie anonimo per il tuo commento esplicito, probabilmente hai sbagliato link se cercavi Topolino o i Simpson.

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  3. bentornata...sempre in gran forma vedo!!
    baci
    fabio

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  4. Mi piaceva il mento appoggiato sulle mani e gli occhi che guardavano.

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