venerdì 1 luglio 2011

Sogni d’oro Chiara

Il caldo umido della notte non mi permetteva di dormire, nonostante la finestra completamente aperta non riuscivo a prendere sonno, ero sulle lenzuola, completamente nuda in attesa che Morfeo venisse a farmi visita.
Ricevetti invece un’altra visita che apprezzai non poco, nel pieno silenzio la sua mano cominciò a farsi strada sulle mie cosce, misi le gambe a rana per accoglierla a labbra aperte, le mie labbra… del tutto flosce e inermi gioirono quando le sue dita fecero capolino, si agitarono impazienti quando i suoi polpastrelli si insinuarono nella fessura.

La mia mano si posò sulla sua per guidarla, per istruirla dei movimenti che desideravo ricevere, lui obbedì infilando completamente le dita nella figa, una poi due… adesso tre. 
“mmm sì” sussurrai “masturbami così dai” e mentre dicevo questo la mia mano raggiunse il suo corpo, accarezzò i peli  e massaggiò lentamente i testicoli raggrinziti, la verga era calda e assopita, dolcemente sfoderai il prepuzio e mi accorsi che era già cosparso di quella patina gelatinosa tipica insapore e incolore, patina che mi aiutò a bagnare le dita per far meglio il lavoro.

Adesso con le braccia incrociate ci stavamo masturbando l’un l’altra, l’uccello stava prendendo forma come un palloncino che lentamente veniva gonfiato, anche la mia figa adesso era sveglia e pimpante, irrorata come succede quando ti lasci andare, le sue dita scivolavano deliziosamente accarezzando anche il clitoride rigonfio, stavo letteralmente colando tra le cosce.
Mi girai verso di lui e a gattoni posai la bocca sul suo bastone di carne, le mie labbra si dischiusero permettendogli di fare il suo ingresso, la mia lingua aderiva completamente alla sua cappella, la accarezzava, la avvolgeva mentre succhiavo imprigionandolo tra le labbra.

Mentre lo strofinavo sul mio viso sentì le sue dita uscire dalla vulva e bisticciare con la sua lingua perché entrambi volevano massaggiare l’orifizio, vinsero alla fine le dita e mi penetrarono scomparendo del tutto nel mio sfintere. Arcuai la schiena per facilitare il suo gioco, lui colse il messaggio e ostruì anche la figa con la mano libera. I nostri movimenti adesso erano sincronizzati e seguivano la stessa musica, la musica dell’amore che ascoltano le anime appassionate.

I suoi colpi di reni mi sorpresero, erano i suoi ultimi colpi, ne ero certa.
Iniziò così a trafiggermi ripetutamente la bocca, non mi sbagliai… i suoi fiotti copiosi bagnarono la mia ugola, il mio palato, sembravano non finire mai e mentre colmava la mia bocca tirò bruscamente il mio bacino verso il suo viso facendo così incollare le mie labbra alle sue.
Quasi mi staccò il clito per come lo succhiava, mi fece male ma fu proprio quel gesto a permettermi di raggiungerlo perché mi fece godere convulsamente.

Finiti gli orgasmi mi posai completamente sul suo corpo bollente, la sua verga adesso era sulla mia guancia come un peluche, prese la mia mano e mi tirò verso di lui, io mi girai e sempre sopra il suo corpo posai la mia bocca intrisa di sperma sulla sua, le nostre lingue si incontrarono miscelando così i nostri sapori fino a consumare completamente i residui della nostra passione.

Gli accarezzai le guance con le entrambe le mani e sorridendogli lui mi disse “Sogni d’oro Chiara”.
Morfeo finalmente si decise a bussare la porta, forse era rimasto a guardarci per tutto il tempo e godersi il nostro gioco.

5 commenti:

  1. También me gusta dormir mucho después de hacer el amor con Beatriz
    Un beso en tus tetas hermosas, mi amor

    RispondiElimina
  2. sempre emozionante.
    complimenti....sai sempre come far vibrare certe corde.
    kirk71

    RispondiElimina
  3. La notte mi sento sempre "inquieto" e dopo aver letto questi racconti la mano si deve dare da fare assolutamente .... Te la dedico ;)

    RispondiElimina
  4. La lucida oscurità del desiderio che si fa sempre più intenso man mano che trafigge il buio, gli angoli più segreti di noi. L'ombra lucente dei sensi e dell'amore.

    RispondiElimina