martedì 7 giugno 2011

Le fate

Davide, 16 anni, pregava che si ripetesse la scena che aveva vissuto la sera precedente passeggiando sul corridoio dell’ospedale, non aveva messo subito a fuoco la faccenda quando, alle 23.00 passate, tutti erano a letto nelle camere e lui cercava di gustarsi una sigaretta davanti alla finestra socchiusa del corridoio, nonostante fossero accese solo le luci notturne rimaneva sempre vigile per non farsi beccare con la sigaretta accesa dall’infermiera di turno.
Davanti alla finestra c’era la camera 11, la porta era aperta, dentro era buio completo.

Stava facendo gli ultimi tiri con la sigaretta quando dei suoni ovattati vennero fuori dalla camera davanti, subito non ci fece caso perché aveva fretta di tornarsene in camera ma la curiosità fece la sua parte e si avvicinò dietro la porta aperta della 11.
Nella camera avevano ricoverato Lucia, ragazza di18 anni che doveva essere operata al piede sinistro per la questione dell’alluce valgo, passarono i secondi e Davide si rese conto che quei suoni erano gemiti mescolati ad ansimi, la stanza era occupata solo da lei e il suo fiato si faceva sempre più pesante.
Davide incollato alla parete dietro la porta comprese ciò che stava accadendo, era la stessa musica che aveva sentito più volte guardando quei video amatoriali in Internet, video dove la ragazze si toccavano lasciandosi andare.

Per istinto, mentre era con l’orecchio teso, posò la mano sul sesso, era rigido da far paura, puntava vergognosamente sul pigiama, i gemiti continuarono facendosi sempre più sonori e cessarono come di consueto quando Lucia venne.
Quella sera Davide sgattaiolò verso la sua camera, si mise subito a letto e contemplò il soffitto adattandosi alle luci fioche del corridoio, il compagno anziano di stanza dormiva profondamente e mentre i suoi pensieri saettavano nelle fantasie prese in mano la verga e cominciò a masturbarsi, il gioco durò pochissimo perché eiaculò quasi subito.

Nella mattinata successiva attaccò bottone con la ragazza, adesso la vedeva sotto un’altra luce, sapeva che anche lei lo faceva, che anche lei apprezzava quel gioco, forse anche lei guardava di tanto in tanto i pornazzi. Per allacciare bene con lei giocò la sua carta vincente prestandole l’iphone per leggere la posta o per navigare su Facebook , lei apprezzò molto quel gesto chiacchierando con lui tutta la giornata.
Adesso era lì, stessa posizione di ieri, stesso orario ma nulla accadde, attese ancora la mezzanotte ma poi tornò a letto rassegnato, forse l’avevano sedata perché all’indomani doveva essere operata.

La notte passò e in prima mattina portarono la ragazza in sala operatoria, l’operazione andò a buon fine e a fine mattinata era già sul suo letto, Davide le tenne compagnia quando finirono le visite aperte al pubblico, la giornata continuò a passare e si fece sera.
Davide l’avrebbero dimesso il giorno successivo e aveva una voglia disperata di aprire l’argomento con lei ma non sapeva come iniziare, passò la sera in camera di lei, Lucia non poteva muoversi dal letto perché aveva la gamba immobilizzata, Davide la fissò negli occhi con un piccolo sorriso e si fece coraggio buttando fuori tutto d’un fiato i suoi pensieri che lo tormentavano.

“Ascolta Lucia, volevo dirti che… che l’altra sera, ok l’altra sera non l’ho fatto apposta ma, ma ero in corridoio mentre tu… insomma non ho visto nulla ma ho capito cos’hai fatto a letto, ti giuro che non ho visto nulla ma è stato bellissimo sentirti mentre… mentre godevi, mi hai fatto impazzire… scusami ancora ma…”
“Stop” disse allora lei alzando una mano e con lo sguardo serio, lo fissò negli occhi e lui diventò paonazzo poi… lo sguardo di lei si addolcì e sorrise dicendo:
“E’ carino quello che mi hai detto… davvero Davide, non sono arrabbiata con te. Mi aveva beccata un’amica una volta a scuola e mi ha presa per il culo per mesi, tu invece mi hai detto cose serie e graziose”.
Lui a quelle parole si rilassò e disse:
“Lucia… domani mi mandano a casa lo sai vero?”
“E?...”
“E che non avrò più occasione di rivederti, pensavo che…”

Lucia mise il dito sulle sue labbra e lui si azzittì, poi piegò il ginocchio della gamba sana sotto le lenzuola e una mano scomparve, continuavano a fissarsi negli occhi, ambedue sorridevano, le lenzuola facevano nel frattempo movimenti fluidi, Davide fissò quei movimenti, sapeva cosa stava succedendo sotto quelle lenzuola, lei lesse i suoi pensieri e con la mano libera scostò il tessuto bianco.

A causa dell’operazione non indossava il pigiama ma solamente la camicia dell’ospedale, sotto non portava nulla, Davide fissò estasiato la sua figa coperta dalla mano, guardava le dita di lei arcuate entrare e uscire dalle labbra, tutto sembrava fatto al rallentatore. Prese il suo iphone e lo accese avvicinandolo all’inguine di lei, la luce dell’apparecchio aiutò Davide a guardare le labbra dischiuse di lei, erano rosa chiaro, lucide e carnose, guardava la sua mano mordendosi il labbro inferiore, Lucia lo osservava mentre lui seguiva il gioco con gli occhi, le faceva tenerezza perché sembrava un bambino che guardasse per la prima volta un film al cinema.

Prese allora la mano di lui e la portò sulla vagina:
“Fammelo tu dai… masturbami, l’hai mai fatto a una ragazza?”
Lui fece no con la testa dicendo: ”L’ho solo visto fare nei video”
“E’ facile dai” disse guidando la sua mano.
Lucia teneva la figa aperta con le dita mentre Davide acquisiva dimestichezza sul gioco, le sue dita scivolavano come per incanto, sentiva la carne bollente e viscida e questo lo eccitava da morire, Lucia passò al secondo stadio e iniziò ad ansimare e a muoversi sul materasso.
“Fallo anche tu Davide, voglio guardarti… dai veniamo insieme”

Davide sorrise e accettò con gioia la proposta, la vergogna era completamente sparita in lui, fece capolino in corridoio per vedere se ci fossero presenze ma era deserto, ritornò a sedersi sul letto di Lucia e calò il pigiama con gli slip.
Lucia osservò l’uccello rigido silenziosamente, lui aspettava qualche parola da lei, lei si rese conto e gli disse che le piaceva.
“Vuoi farmelo tu Lucia? L’hai mai fatto? “
Lucia sorrise e annuì: “L’ho fatto al mio ragazzo quando eravamo insieme ma adesso ci siamo lasciati”

Prese la verga con i polpastrelli tra pollice e indice e cominciò ad agitarlo lentamente, la cappella fece capolino, anche lui era bagnato, posando un gomito sul materasso lo prese con tutta la mano libera facendo qualcosa di più serio, erano mesi che non prendeva un cazzo in mano e questo la fece sorridere.
Davide era al settimo cielo, non avrebbe mai immaginato di arrivare a quel punto con lei, due giorni prima non si conoscevano nemmeno e adesso si masturbavano come se nulla fosse, come se l’avessero sempre fatto insieme.

Lucia venne per prima ma quasi istantaneamente Davide la seguì probabilmente grazie anche ai suoi gemiti di piacere, eiaculò ripetutamente sulla mano di lei, i fiotti sembravano non smettere mai.
Rimasero fermi per qualche secondo con il fiato corto poi Lucia indicò il cassetto da aprire, lui prese i fazzoletti di carta per togliere le tracce del gioco.
“E’ stato fighissimo Lucia, non immaginavo fosse così diverso farlo insieme, cazzo Lucia… domani vado via e non ti vedrò più” disse Davide quasi frignando.
“Prendi l’iphone Davide… fammi qualche foto qui se vuoi” indicando le labbra ancora scoperte “Così ti rimarrà qualcosa di me”.

Dopo diversi scatti la ragazza allora disse a Davide: “Buonanotte piccolo uomo… sogni doro”
“ I sogni d’oro me li hai già fatti fare Lucia… ad occhi aperti” e detto questo ritornò nella sua camera a disperarsi probabilmente ancora sotto le lenzuola. Forse da quel giorno anche lui avrebbe creduto alle fate.


5 commenti:

  1. Una historia muy excitante!
    Usted tiene un coño hermoso, mi amor
    Cómo me gustaría que lamer a disfrutar!
    Un beso en el clítoris

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  2. Bello. Ma io,se permetti, aspetto ancora la "vera" Chiara...
    Mim.

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  3. sono saturo. Tolgo il disturbo

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  4. splendido e coinvolgente come sempre.
    Kirk71

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  5. Very Nice,

    very good job

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