giovedì 9 giugno 2011

Come il fuoco


La coppia irregolare arrivò puntualmente per la cena, avevo conosciuto Gianni, uomo sposato con prole, in occasione di una festa finendo sotto le stesse lenzuola la stessa sera, adesso aveva portato la sua donna, donna che occasionalmente incontrava per dar sfogo alle sue fantasie.
Gianni ci presentò Luna, 36 anni single, indossava un abito nero decolleté, il tessuto era talmente morbido e floscio che disegnava perfettamente i suoi glutei e i suoi seni.
“Ti ho portato un pensiero Chiara ma non aprirlo subito, fallo dopocena” e detto questo Gianni mi consegnò un pacchetto col fiocco rosso.
Ci mettemmo a tavola, avevo acquistato la birra rossa a doppio malto che adoro, Luna all’iniziò era impacciata, ascoltava i dialoghi ma non interveniva quasi mai, poi il ghiaccio si sciolse, ci disse che Luna era il nome che lei usava in rete e che preferiva seguire questa linea, sorridemmo dicendole che non c’erano problemi anzi, era un nome molto grazioso.

Parlammo del più o del meno, venimmo anche a sapere che si vedevano in un motel ad ore, erano praticamente clienti fissi del venerdì pomeriggio.
Luna era al corrente dei rapporti intrecciati con Gianni, aveva comunque compreso che tutto veniva fatto solo per gioco, non esistevano sentimenti tra noi.
Dopo il dolce chiesi a Gianni se potevo finalmente aprire quel pacchetto, lui annuì sorridendo, mi alzai e lo presi, sciolsi lentamente il nastro, tolsi la carta, Luna aveva lo sguardo fisso su quella confezione.
Quando scoprii il contenuto Gianni disse: “E’ lo stesso che ho regalato a Luna, è abbastanza silenzioso e lei si trova benissimo”. A quelle parole Luna arrossì, conoscevo già quell’articolo, era un vibratore con una lingua in silicone per soddisfare il clito mentre lo infili nella vagina.
Lo ringraziai girandomelo tra le mani, provai ad accenderlo, era davvero silenzioso.
“Voglio provarlo adesso… posso?” chiesi ai presenti.

Senza aspettare risposta mi sedetti sul divano, loro erano sulle sedie al tavolo e si girarono verso me, piegai le gambe verso l’alto e le divaricai, il vestito color vinaccia scivolò verso la pancia, sotto non portavo nulla.
Luna spalancò talmente gli occhi che fece sorridere mio marito, presi il vibratore e iniziai ad usarlo davanti a tutti, nella sala non volava una mosca, tutti stavano osservando il mio gioco, la figa si bagnò quasi subito facendo così alloggiare il giocattolo, la lingua di silicone non smetteva di sbattere sul clito rigonfio.
Gianni sorrideva soddisfatto e con la coda dell’occhio vidi Luna completamente catturata da questa situazione.
Sentivo le labbra dilatarsi, l’arnese aveva sempre più gioco dentro di me, mi stavo eccitando.
Con la mano feci cenno a Gianni di avvicinarsi: “Vieni qui… voglio ringraziarti”
Lui si alzò dalla sedia e si mise in piedi davanti a me, io battei la mano sul cuscino del divano “Qui dai”, lui allora si inginocchiò sul cuscino di fianco a me, gli aprii la patta e tirai fuori la verga, la presi in bocca guardando negli occhi Luna, volevo vedere la sua reazione, lei non disse nulla ma non vedevo nulla di negativo nel suo sguardo, iniziai a pomparlo lentamente, lui intanto prese il vibro per lasciarmi libere le mani, io succhiavo mentre lui me lo passava dentro e fuori la vagina.
Andreas fece passare qualche minuto poi si avvicinò, mise la mani sotto i miei glutei e mi alzò il bacino, la mia bocca era ancora impegnata e il culo praticamente in aria, iniziò quindi a penetrarmi, la figa era viscida come un’anguilla.

Mi resi conto solo in seguito che lei era rimasta fuori dal gioco, la vidi sulla sedia con la mano dentro i seni a stuzzicarli.
“Vieni qui Luna” dissi abbandonando l’uccello di Gianni “Dai”
“Non l’ho mai fatto davanti ad altre persone, non…”
“Fidati di me, vedrai ti piacerà, lascia fare a me” le risposi.
Feci liberare il divano e dissi a lei di sedersi.
“Dunque bimba… non l’hai mai fatto hai detto, vedrai come sarà semplice e delizioso” le dissi.
Mi misi in ginocchio per terra davanti a lei seduta sul divano, feci scivolare le mani sotto il vestito, sentivo la sua pelle vellutata, presi il perizoma e glielo sfilai.
“Rilassati Luna”
Lei obbedì lasciando fare a me.
Le spinsi allora le gambe piegate verso l’alto dicendole di raccogliere le braccia sotto le ginocchia, poi dolcemente le allargai le cosce.
“So che piace Luna per che adesso sei senza veli, sai che ti guardano, ti eccita sapere che sei vulnerabile, che hai le labbra bagnate e che tutti le stanno osservando”
A quelle parole vidi contarsi i muscoli dell’inguine, si stava eccitando anche lei.

La figa di Luna era selvaggia, completa di peli soffici e scuri, era un amore di sesso.
“Ecco Luna, adesso Chiara ti apre le labbra” e così dicendo le distanziai con i polpastrelli e soffiai dolcemente dentro, il suo profumo era intenso, probabilmente era molto generosa con gli umori.
Presi il giocattolo e cominciai a masturbarla, quando alzai gli occhi vidi che Gianni aveva impegnato la bocca di lei, le teneva la testa guidandola sul gioco.
“Vieni qui Gianni… è giusto che sia tu ad aprire i balli” dissi indicandole la figa.
Gianni fece coricare la sua donna sul divano e iniziò a scoparla, Luna con la testa sul bracciolo prese in bocca il membro di Andreas che io tenevo con la mano, lei succhiava mentre le accarezzavo dolcemente i capelli.

Sentivo che l’orgasmo di lei andava sempre più avvicinandosi, il fiato era sempre più corto, l’aiutai quindi andando a titillare i capezzoli rosso sangue, Gianni le venne sulla pancia e forse furono proprio quei fiotti caldi a scatenare l’orgasmo di lei.
“Non ti permettere di venirle in bocca” sussurrai sorridendo ad Andreas mentre Luna godeva “ Lo sai che la prima spremitura è sempre mia” conclusi sorridendo.
Lui mi prese per mano e mi portò in camera da letto, gli altri ci seguirono.

Il mio uomo ed io ci buttammo sul letto, lui al mio fianco me lo mise subito in bocca, l’altra coppia era in piedi davanti al letto, io con la mano libera annaspai intorno a me, Gianni capì che volevo impegnare anche l’altra mano e si mise affianco, presi il suo uccello in mano e cominciai a masturbarlo mentre lui giocava con la mia figa, di tanto in tanto percepivo dei flash, aprii gli occhi e vidi Luna col cellulare in mano che ci stava immortalando.

Andreas venne copiosamente nella mia bocca, lo sperma mi colava dalle labbra finendo sul lenzuolo e sui piccoli seni.
Ci fu un sobbalzo sul letto e vidi così Luna sul suo uomo, mi rubò l’uccello di mano iniziando un 69, lei stava sopra di lui, i suoi glutei erano talmente invitanti che iniziai ad accarezzarli, le mie dita passarono dentro il solco raggiungendo la figa fradicia, mi bagnai  le dita con i suoi umori poi ripresi la strada di ritorno soffermandomi sul suo secondo canale, esitai un attimo poi le mie dita scomparvero dentro lei.
Esausti di questo gioco di società guardammo l’ora, erano le 2.00 passate, ci ricomponemmo con aria soddisfatta, anche sul viso di Luna era disegnato un sorriso.
Quando uscirono di casa diedi un lieve bacio sulle labbra di lei.
“Quando vuoi Luna… possiamo approfondire, ci conto bimba”.

La porta di casa si chiuse e io andai farmi una doccia, nonostante scorresse l’acqua su di me sentivo ancora il fuoco scorrere nelle vene, sentivo le fiamme lambire dentro le mie labbra, fiamme che si sarebbero spente durante la notte lasciando solo piccoli caldi focolai.

4 commenti:

  1. wow....che dire, se non che leggerti fa affrontare sempre bene una giornata.
    splendidi come sempre i tuoi scatti.
    Kirk71

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  2. con questo la mia giornata lavorativa sará perfetta.
    Sei bravissima chiara!

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  3. Fiamme che rendono il corpo disteso, tonico, pronto per ulteriori incontri...

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  4. Come il fuoco...e la polvere da sparo, che si distruggono al primo bacio.

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