martedì 3 maggio 2011

Il momento giusto


L’amica aveva accettato l’invito a cena, il feeling tra loro due era stato istantaneo, ad ogni occasione parlavano con disinvoltura di argomenti che la società avrebbe definito scandalosi o poco nobili, le aveva confidato  dei giochi condivisi con il marito, giochi fuori dagli standard, “giochi di società” con terze persone. Confidava con disinvoltura fino al punto di proporle una cena a casa sua, insieme a suo marito, aveva anche sottolineato che sarebbero state tre persone a passare una serata in allegria senza secondi fini, nulla sarebbe stato forzato, aveva dato la sua parola che sarebbe stata l’amica a scegliere il da farsi dopo il pasto.

L’amica, di fattezze quasi asiatiche, si presentò con abiti semplici, una gonna in maglina nera e una camicetta in raso che lasciava il disegno nitido dei suoi seni di terza abbondante, portò due orchidee che fecero sorridere la padrona di casa, sorrise perché era l’esatto disegno di due vagine con il clitoride rigonfio.
“Sono già bagnate, non hai bisogno di fare altro” disse l’invitata.
La serata fu davvero allegra, anche il marito fu subito coinvolto nei loro discorsi.
Finito il dessert il marito si alzò in piedi e disse davanti all’amica seduta sulla sedia: ”Mi ha detto (riferendosi alla moglie) che siete molto affiatte, che parlate apertamente, mi fa piacere… non è facile trovare persone con cui dialogare senza creare pregiudizi”.
 E mentre il marito parlava con l’amica lei si mise comoda sul divano ad ascoltare i loro dialoghi, sempre in piedi davanti all’amica lui chiese: “Cosa desideri fare adesso? Qualsiasi cosa… decidi tu”
In quel momento calò il silenzio, la luce fioca delle candele sul tavolo che baluginavano aveva creato un’atmosfera surreale, l’amica si fece per un attimo seria, la coppia la guardava sorridendo in attesa di una risposta,
“Qualsiasi cosa?” domandò  infine.
I padroni di casa annuirono sempre sorridendo.

L’amica seduta sulla sedia fissò lui in piedi davanti a lei, il suo viso era all’altezza giusta per un gioco, fissò la patta e iniziò ad sfiorarla con le dita, sempre muovendo le dita guardò lui negli occhi poi la moglie sorridente sul divano.
Con raffinatezza si sbottonò la camicetta e con le mani tirò fuori i suoi seni dal reggi, erano splendidi con quei capezzoli rosa scuro, aprì la patta dei pantaloni e tirò fuori la verga passando più volte la punta delle dita su tutta la sua lunghezza, poi strofinò sui suoi capezzoli il prepuzio, l’asta si fece ancora più rigida.

Con tutte e due le mani agguantò l’uccello e iniziò a masturbarlo, lui rimase sempre immobile davanti a lei che nel frattempo lo segava con una mano mentre con l’altra accarezzava i testicoli. La moglie sul divano intanto aveva posato i piedi sui cuscini e divaricando le gambe si stimolava le labbra sul perizoma, decise infine di toglierselo completamente per far sì che anche l’amica potesse guardare la sua figa bagnata.
Probabilmente fu la mossa giusta perché quando l’amica di accorse di lei che si titillava il clito si eccitò maggiormente, forse il vedere una moglie che osservava in disparte una donna masturbare il marito fece aumentare l’adrenalina e le sue mani  aumentarono la velocità sull’uccello che oramai bagnato emetteva rumori che si possono creare solo in giochi simili.

La moglie guardava compiaciuta l’amica, nei giorni passati aveva preso in considerazione di coinvolgerla nei loro giochi e aveva visto giusto, moriva dalla voglia di prendere in mano i suoi seni, di morderle i capezzoli ma aveva timore di rompere l’incantesimo e rimase quindi sul divano a dedicarsi alla sua vulva.
Lui venne ripetutamente sul viso dell’amica, sulle sue guance, sui seni, l’amica sembrava non avesse intenzione di fermare le sue mani nonostante lui eiaculasse copiosamente, davanti a quella visione venne anche la moglie sul divano, le sue dita intrise raggiunsero la bocca e la sua lingua fece il suo lavoro.
Finita quella scena paradisiaca l’amica si mise a ridere compiaciuta, guardò l’uccello ancora nelle sue mani, guardò lui negli occhi e capì il suo messaggio, il suo desiderio; prese allora l’uccello in bocca e lo ripulì senza però fermarsi, continuò a succhiare e il gioco ricominciò, la moglie dopo qualche attimo si alzò dal divano e raggiunse la coppia in gioco, si inginocchiò di fianco a lei seduta sulla sedia e prese in mano l’uccello del marito senza che uscisse dalla bocca dell’amica, il pompino continuò deliziosamente, le amiche si alternavano a succhiare la loro preda, la moglie mentre guardava l’amica succhiare colse l’occasione di posare la mano sui seni rassodati e imbrattati di sperma, la mano scivolava spalmando la crema biancastra sui capezzoli lucidi e turgidi.
Lui raggiunse nuovamente l’orgasmo mentre la sua cappella occupava la bocca della moglie, lei beveva e l’amica continuava a masturbare il marito, le espressioni di lui non lasciavano dubbi, lo stava spremendo.
Ad un certo punto la moglie prese il polso di lei e le blocco dolcemente la mano.
“Non me lo uccidere… mi serve ancora” disse all’amica con un sorriso.

Si guardarono tutti e tre ancora con il fiato corto, i loro occhi dicevano che era stato uno splendido gioco.
“Avevate detto qualsiasi cosa, ho fatto quello che mi sentivo  e mi è piaciuto davvero, non chiedetemi altro per il momento” disse l’amica con’aria impacciata e quasi dispiaciuta.
“Non ti preoccupare carissima, ogni cosa al momento giusto”  rispose il marito.
Si ricomposero, lei prese la soddisfazione di aggiustare i seni dell’amica dentro la camicetta, li trovava deliziosi.
Due delle tre candele si erano già spente, si abbracciarono e prima di uscire l’amica ringraziò sinceramente per la serata dedicata a lei.

Uscita l’amica lui disse: “Forse è il momento giusto per andare a letto”
“A letto? Mi sembra un’idea meravigliosa” rispose la moglie con aria sorniona e in quel momento si spense l’ultima candela.

3 commenti:

  1. Muy excitante historia
    Usted es muy sexy en la foto
    ¡Quién quiere besarte todo el cuerpo!

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  2. sempre stimolanti i tuoi racconti, e le tue immagini sono una piacevole visione.

    ancora complimenti...ormai gli aggettivi sono finiti.
    Kirk71

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  3. mi hai fatto eccitare come ogni giorno quando comincio la giornata con un tuo racconto!!!!

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