venerdì 29 aprile 2011

Guardando le mail

Mentre guardi le foto appena ricevute da una cara amica e vedi i suoi seni, il suo corpo costellato di nei, il suo inguine invitante e ti viene quella voglia crescente di far qualcosa per domare i tuoi desideri che vanno sempre lievitando nella tua mente e ti rendi invece conto che non sei nelle condizioni di esaudirli perché hai i colleghi accanto a te, davanti a te … 

Vorresti accarezzarti, stimolare il pistillo, affondare le dita dentro te e ti limiti invece a stringere le gambe per far sì che qualcosa strofini le tue parti umide convivendo le sofferenze che ne conseguono perché non puoi dar sfogo a nulla, non puoi appianare la strada per raggiungere un orgasmo puntando gli occhi sulle sue immagini.
Inizi allora a fantasticare pensando di averla sul letto davanti a te e poter distanziare le sue labbra con i pollici, assaporare la sua fragranza e posare la tua bocca sulla vulva aperta per succhiarla come una mentina.
 
E invece sei lì a non poter far nulla, a soffocare i tuoi sospiri mentre le tue dita sfiorano innocentemente e con disinvoltura i capezzoli turgidi e desiderosi di essere assecondati.

Non trovi alternative a scrive queste poche righe sul blog per condividere le tue sensazioni, i tuoi pensieri, per dire a lei che la stai pensando e la vorresti tua, poi … poi lasci il monitor alzandoti e ti dirigi verso i servizi perché i tuoi pensieri non ti lasciano pace, perché sai che tra pochi attimi sarai lì nel tuo intimo con il perizoma calato a pensare a lei.

mercoledì 27 aprile 2011

Guardami e apprezzami

Comprendo pienamente la donna che ha in sé un desiderio scalpitante di mostrarsi di tanto in tanto, il piacere di essere osservata da occhi indiscreti e sconosciuti, la voglia di compiacere la persona che la sta guardando, uomo o donna che sia.

Quando tu donna esci di casa con abiti succinti con l’intenzione di mostrare qualcosa che ti appartiene, di condividere il tuo intimo, di esternare i tuoi seni o la tua figa, sì… parlo di figa e non di vagina o vulva, parlo di figa perché è quello il termine appropriato in questo contesto, vagina è qualcosa di scientifico mentre figa è decisamente più sensuale e trasgressivo. La figa, quei pochi centimetri quadrati che la formano, è qualcosa di decisamente complesso, il suo disegno mistico e le funzioni fondamentali di ogni piccola parte in lei, le piccole labbra che hanno la funzione di chiudere il suo ingresso per proteggerla, le sue pareti che si adattano a tutto ciò che accoglie dentro sé e che con le sue rughe sfregando danno sia piacere all’uomo che alla donna, il suo imene che lo considero una sorta di sigillo di garanzia, le sue grandi labbra con le ghiandole preposte alla lubrificazione. Condividerete con me che è uno strumento sofisticato che se sfruttato bene sa donare piaceri immensi.

Questi piaceri non si ottengono però solo scopando o masturbandosi perché la figa richiama tutti e cinque i sensi, il tatto quando posi le dita su di lei, l’olfatto quando magari mentre ti tocchi e annusi le tue dita bagnate, l’udito che ti permette di godere dei gemiti e ansimi mentre godi scopando, il gusto… sì il gusto delizioso degli umori che le ghiandole sudoripare donano mentre fai sesso ed infine la vista di quando una donna mostra le sue bellezze per strada, al supermercato, in spiaggia o si esibisce e provoca in qualsiasi altra maniera.

Ho avuto occasione di vedere mie simili passeggiare o in bus senza intimo sotto, le ho viste sul lungomare e ai giardini, alcune portavano fighe rasate altre no.
È proprio quel tipo di desiderio che si risveglia in noi donne, la voglia di provare il rischio di esser scoperte, vivere le emozioni di essere in mezzo al pubblico e lasciar intravedere qualcosa e per sentirsi desiderate, apprezzate. Se poi anche lui è complice e collabora allora il gioco diventa intrigante e stimolante.
Ci sono donne single che svolgono questo gioco, donne sposate e mamme con prole, donne non necessariamente giovani in quanto l’età non conta nulla quando una femmina vuole partecipare perché in linea di massima tutte le fighe che compaiono vengono apprezzate, parlo in prevalenza di fighe ma non solo, ho visto in mostra dei seni graziosi e dei culi benfatti.

Spesso ci sentiamo comunque giudicate per queste azioni, passiamo per sgualdrine o donne facili perché la società non ha ancora accettato il nostro modo di fare, non capisce il messaggio incorporato in questo gioco che dice semplicemente “guardami e apprezzami”.

martedì 19 aprile 2011

Copio e incollo

Momenti vissuti durante gli studi quando affittai un monolocale, di fronte a me viveva il sig. Luigi (nome d’arte)


13 settembre…

Luigi ieri mi ha davvero fatto lacrimare di tenerezza, mi spiace veramente per la sua situazione, deve essere terribile sentirsi soli a quell’età.
Non considero peccato ciò che è venuto fuori ieri con lui, quando gli ho portato la spesa e  l’ho colto in fallo con quella pila di cassette porno sul mobiletto.
Mi ha fatto tenerezza perché sembrava un bambino che aveva perso il suo giocattolo preferito e cercava disperatamente di trovare qualcosa di simile senza però riuscirci.
Nonostante la confidenza che c’è stata in noi fin dai primi giorni mi sono comunque stupita che in quel momento si sia sfogato con me raccontandomi le sue faccende, i suoi pensieri, i suoi episodi vissuti con la Maria mancata tempo fa. È triste pensare che un uomo anziano cerchi di rimediare guardando cassette hard con l’illusione di rivivere certe emozioni vissute con lei.
Quando, seduti sul suo divanetto sgualcito, gli tenevo la mano mentre lui raccontava cercando forse di giustificarsi gli guardavo gli occhi lucidi, occhi che parlavano dei ricordi ancora vivi vissuti con la sua donna.
Dopotutto lui cercava solamente di trovare qualcosa di simile in quelle cassette, sperava di trovare qualcosa che risvegliasse i suoi pensieri e che lo avvicinasse di nuovo a Maria.

Non ho potuto dargli torto quando mi ha detto che erano false, che non erano le stesse sensazioni che provava quando guardava lei masturbarsi sul letto, quando Maria le offriva il seno cadente da accarezzare, quando cercava di farlo venire con le sue mani esili e lui rimaneva ad occhi chiusi per assaporare quel gioco.
Mi ha fatto una tenerezza infinita e non considero peccato avergli mostrato infine i seni per consolarlo, averglieli fatti toccare con le sue mani callose, spero abbia capito che non l’ho fatto perché mi faceva pena ma perché ritenevo giusto fargli quel dono.

Sinceramente anch’io ho sentito ribollire il sangue quando i suoi occhi dolci e malinconici guardavano le mie mani far calare gli slip, vidi un sorriso compiaciuto in lui quando le mie gambe si divaricarono e le mie dita presero a muoversi.
Scrivo senza pensarci troppo su questo diario e forse alla fine strapperò le pagine ma sono contenta di averlo fatto davanti a lui, davanti a un pensionato a cui manca terribilmente il suo amore, sono comunque certa di esser stata più soddisfacente delle sua cassette dozzinali perché ho visto luce nei suoi occhi mentre mi masturbavo, la cosa assurda è che non provavo nessun disagio davanti a lui, come se l’avessi fatto ogni giorno da tempo.

Non dimenticherò mai le sue espressioni quando son venuta, vedevo gioia nei suoi occhi, vedevo soddisfazione come quando ritrovi qualcosa di molto caro che hai smarrito. Non dimenticherò mai il suo grazie e la sua carezza sul viso quando mi ricomposi.

Non so se si ripeteranno queste scene, sono sicura che non sarà lui a propormele perché conosco fin troppo bene il buon Luigi, mi rendo conto solo adesso che ha sempre sofferto nel silenzio senza mai condividere le sue malinconie, forse lo rifarò e forse no ma se dovesse succedere lo farò sempre con amore.

venerdì 15 aprile 2011

Padova di notte


Li vedo sul mio viso … i prepuzi si sfiorano, si toccano, li agguanto e li sento pulsare, sono caldi, percepisco le loro venature
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“Dobbiamo assolutamente vederci Chiara se fate quella strada” sono state le parole di Alma al telefono durante il viaggio di ritorno, Andreas al volante mi guardava con aria interrogativa, io cercavo una risposta nei suoi occhi senza però trovarla.
Ritornavamo da Roma e volevamo fare tappa a Padova, Alma si era trasferita là dopo gli studi, le risposi di sì a patto che non si fosse sbattuta per preparare qualcosa, che avremmo cenato in un pub o qualcosa di simile.
Ci trovammo nel locale stabilito, tavoli di legno massellato, candele che secondo me erano fuori luogo ma piacevoli comunque; Alma conviveva con Daniele il quale simpatizzò subito con Andreas quando scoprì che condividevano la stessa passione … le foto.

Nella serata stazionò qualche boccale di birra sul nostro tavolo, io ne feci fuori non poca di rossa a doppio malto, la adoro. Eravamo loquaci riportando alla luce le nostre cazzate negli anni di studio, Alma aveva messo su qualche kilo ma era ancora molto seducente, avevo sempre invidiato i suoi seni.
“Ti ricordi Chiara quando siamo andate alla festa di Anna, quante canne ci siamo fatte?” intavolò Alma
Ammisi che era vero ma che da tempo avevamo ridotto drasticamente il consumo per via dei bambini, non era più possibile godercele come una volta.
Alma allora guardò il suo uomo silenziosamente, lui annui e ci proposero di farcene qualcuna perché erano ben forniti.
“Venite nella nostra camera d’albergo, è a pochi isolati da qui” proposi allora.

Entrati ci accomodammo sul letto e sulle due poltroncine, Daniele iniziò a prepararle, Alma e io eravamo alticce, scoppiavamo a ridere su ogni cosa, era davvero una serata allegra.
Dopo la seconda Alma iniziò a raccontare di quando avevamo fatto la gara con i nostri ragazzi, il gioco era molto originale, era iniziato in modo semplice, dovevamo fare le seghe ai nostri ragazzi e vinceva che eiaculava per prima poi l’abbiamo modificato invertendo le coppie… io dovevo masturbare il suo ragazzo e lei il mio, anche quella volta eravamo fatte dalle canne.
Sentendo questa parodia i nostri uomini i misero a ridere dicendo che secondo loro era una palla, Alma quasi s’incazzò sostenendo il contrario.
“E’ vero invece, facevamo proprio così” e mentre lo diceva metteva la mano sulla patta dei pantaloni del suo uomo e la agitava.

Prendemmo a slinguare mentre la canna passava, io mi sedetti a cavallo al mio uomo sulla poltroncina, le cosce erano scoperte, le sue mani accarezzavano il mio culo passando sui glutei, sapevo che si vedeva tutto perché avevo solo il perizoma, anche loro seduti sul letto trafficavano con le mani, Daniele ella alle prese coi seni di Alma, uno era fuori che sussultava.
Ci spostammo anche noi sul letto perché i braccioli della poltroncina mi stavamo martoriando le gambe, io mi sfilai il vestito per stare più libera, mi eccitava sentirmi osservata, noi donne eravamo entrambe sotto i nostri uomini, Alma mordeva il lobo a Daniele sussurrando qualche parola incomprensibile.
Giocando arrivammo al sesso orale, adesso anche Alma era rimasta con gli slip e il reggiseno abbassato, iniziai a masturbarmi con Andreas alla mia destra ad imboccarmi con il suo uccello, io con la testa girata verso di lui succhiavo e nel frattempo mi toccavo la figa, Alma era invece di fianco a me a segare Daniele mentre si baciavamo.

Involontariamente allargai il mio braccio per cambiare posizione e incrociai la mano di lei che teneva il cazzo, non misi a fuoco subito la faccenda, lei lasciò invece l’uccello e lo mise in mano mia, io rimasi immobile.
“Fattelo Chiara, voglio vederti con lui” disse Alma e nel frattempo rideva.

Io guardai negli occhi Andreas e lui sorrise muovendo il mento nella stessa direzione per invitarmi a prenderlo, mi girai e a gattoni presi l’altro in bocca, Andreas era dietro me a distanziarmi i glutei, la camera era satura di fumo, mi prese dietro… completamente, io continuavo a succhiare Daniele, sentivo Andreas dentro me che si faceva strada, Alma era scomparsa dal letto, non capivo che fine avesse fatto.
Andreas venne nel mio culo, uscì e mi girai coricandomi comodamente sul letto, il mio uomo ritornò visino al mio viso per farmelo riprendere in bocca, tenevo gli occhi chiusi mentre lo ripulivo con la lingua, sentì qualcosa premere sull’altra guarcia, socchiusi gli occhi e vidi Daniele nella stessa posizione del mio uomo, Alma era nuda in piedi davanti al letto che mi stava riprendendo con il cellulare.

Ora  li vedo sul mio viso … i prepuzi si sfiorano, si toccano, li agguanto e li sento pulsare, sono caldi, percepisco le loro venature, li prendo in bocca, mi alterno, poi nuovamente insieme, Daniele ha la mano sulla mia fica, mi accarezza, infila le dita dentro, mi piace come fa e gliene sono grata.

Viene anche Daniele inondandomi la bocca, mando giù tutto completamente, ha un sapore lievemente diverso da quello di Andreas, il mio uomo mi guarda e si eccita, inizia a segarsi violentemente, io lo guardo mentre succhio ancora Daniele, lui posa l’uccello sul mio viso e mi dona altri fiotti sulle guance.

Andreas invita sul letto anche Alma ma non accetta, in quel momento avrei davvero voluto avere una fica tra i denti ma non mi è stato concesso, Alma sempre ridendo mi informa che non le piacciono le fiche.

Povera cara Alma… cosa ti sei persa.

giovedì 14 aprile 2011

Delizia senza malizia


Negli ultimi giorni quando ho aperto la posta ho trovato spesso le vostre immagini fare capolino sul mio monitor… parlo a voi Pina e Rossana, mi sento lusingata per la vostra amicizia sincera, per i vostri doni se così posso chiamarli.

Le vostre immagini sono piene di delizia ma non c’è traccia di malizia nei vostri sguardi, siete acerbe da un lato ma siete donne se guardo i vostri corpi.
Sì bimbe, vi considero donne ma non siate precoci, lasciate il tempo al tempo e tutto andrà al loro posto al momento giusto.

Non siate ansiose di “giocare” con me, se davvero vi manca quel tassello per completare il vostro puzzle fatelo allora con le vostre coetanee, trovate chi sta cercando gli stessi tesori che mancano a voi ma non siate impulsive.

Il sesso è bello solo se fatto con la persona giusta e al momento giusto, e capirete subito quando sarete in sintonia con lei perché il cuore inizierà a battere all’impazzata, il capriccio diventa desiderio e a volte il desiderio corre il rischio di diventare sentimento.

Lasciate passare qualche anno e poi, se desidererete ancora incontrare una donna rugosa allora saprete come trovarmi.
Un consiglio da vera amica… le vostre immagini serafiche tenetele solo per voi.

Vi bacio
Chiara

martedì 12 aprile 2011

Notte prima degli esami


Marta arrivò dal zia Alessia due giorni prima di discutere la sua tesi, la sede dell’università era in quella città e fortunatamente risiedeva la parente.
Zia Alessia la accolse calorosamente in casa mettendola subito a suo agio disponendo di una camera libera, Marta sistemò il suo borsone, mise in carica il notebook e si buttò sui libri per rinfrescare la memoria.

Marta, 25 anni, apparentemente single, dico apparentemente perché negli ultimi anni i ragazzi non avevano mai fatto ingresso nella sua casa, le sue tendenze non lo permettevano, usciva spesso con Leila, nei primi tempi per amicizia poi tra loro nacque qualcosa di più profondo e intimo mettendo così alla luce i loro appetiti.
Zia Alessia, over 40 e separata, viveva sola nell’alloggio, bei lineamenti con un fisico raffinato, iniziarono subito a chiacchierare sedute a tavola per la cena, erano mesi che non si vedevano ma nonostante ciò rimasero entrambe sulle loro senza sbottonarsi troppo, Marta non aveva intenzione di attarcar i manifesti sulla sua situazione particolare e Alessia riteneva troppo personali i rapporti che stavano nascendo con un uomo.
Stravolte dall’intensa giornata vissuta andarono a dormire, zia le avrebbe fatto trovare la colazione pronta sul tavolo perché sarebbe uscita per andare al lavoro, si sarebbero viste la sera dopo.

Marta il giorno successivo dopo la colazione si rimise svogliatamente sulla tesi, non ne poteva più ma il giorno dopo l’avrebbe discussa davanti alla commissione così passò la mattinata con le cuffiette alla orecchie per esser accompagnata dalla musica.

Nel tardo pomeriggio zia Alessia entrò in casa come un furetto, si fece la doccia e passò un’infinità di tempo davanti allo specchio per farsi il trucco, doveva uscire con una persona importante, era la prima uscita con lui e voleva fare colpo.
“Stasera non ci sarò Marta, non so a che ora tornerò, non so nemmeno se… vabbè non aspettarmi ok? Disse alla nipote con un certo imbarazzo
“Dacci dentro zia, spolpalo, fai vedere chi sei!” rispose sorridendo Marta.
“Ci conto davvero Marta… senti, per cucinare troverai le pentole…”
“Filaaaa!! Non perder tempo che so arrangiarmi… in bocca al lupo zia”
Alessia la baciò e si fiondò fuori.
Marta sul pc sfogliava le foto fatte con Leila al mare, erano in topless, per istinto passava il dito sul monitor per toccarle i seni, sgranocchiava dei cereali perché non se la sentiva di cucinare poi si attaccò al telefono per sentire la sua stellina, fecero l’amore al telefono, si masturbarono insieme come due adolescenti, avevo scoperto insieme com’era bello fallo alla cornetta.

Verso le 22.00 sentì la porta di casa aprirsi, si allarmò subito entrando nel panico, non poteva essere zia che in quel momento forse si stava godendo una sana scopata.
Con sorpresa vide invece che era lei, il volto rattristato, il trucco era rovinato dalle righe di lacrime nere sulle guance, le andò incontro chiedendole cos’era successo.
“Niente Marta… è questo il punto, non è successo nulla… non è venuto” e detto questo scoppiò nuovamente in lacrime.
Marta le corse dietro come un cagnolino mentre Alessia entrava in camera da letto.
“Gli uomini sono tutti bastardi zia… tutti, ne so qualcosa. Sicuramente quello non faceva per te”
Alessia seduta sul letto annuiva silenziosamente alle parole della nipote, il vestito nero era salito sopra le cosce mettendo in vista le autoreggenti velatissime.
“Aspetta che ti aiuto zia” disse Marta mettendosi in ginocchio alle spalle di lei per far scendere lo zip del vestito, l’abito scivolò e Alessia rimase con l’intimo verde acqua della Perla. 

Alessia si rilassò sul letto e chiuse gli occhi, Marta la squadrava con gli occhi ammirando il fascino della zia.
Si avvicinò alla zia e si mise di fianco a lei sussurrandole all’orecchio: “Sei bella sai? Davvero zia”
Alessia aprì gli occhi e le sorrise accarezzandola sul viso, lei rispose con altre carezze, il dito di Marta scorreva sulle spalle scoperte della zia, sulla braccia per poi ritornare su e passare sul collo.
Alessia chiuse gli occhi per godersi il solletico intanto le unghie di Marta avanzavano sul corpo di lei, Marta arrivando alle caviglie le tolse i tacchi e massaggiò i piedini poi riprese ad accarezzarla ripercorrendo le gambe e il pancino, sui seni esitò un attimo poi iniziò a fare con l’unghia dei cerchi sul tulle che ricopriva i capezzoli.
“Vai a letto Tesoro domani ci sono gli esami”
“Lo so zia… ma voglio star ancora un po’ con te… ti va?”
Alessia sorrise abbracciandola, i loro seni si toccarono.

Marta riprese il gioco sui seni di zia, i capezzoli era turgidi, si accorse che anche i sui erano nelle stesse condizioni, non sapeva se ciò che stava facendo fosse giusto o sbagliato ma in quel momento aveva una voglia terribile di qualcosa di saffico.
La sua mano si posò sulla tetta di zia, zia aprì nuovamente gli occhi ma non disse nulla, Marta palpeggiò la mammella e Alessia fece un lungo sospiro.
La nipote conosceva troppo bene quelle reazioni, erano gli stessi sospiri di Leila quando prendeva in bocca i suoi capezzoli.

Tirò giù lentamente una spallina del reggiseno, poi l’altra, zia la fissava silenziosamente, poi Marta aprì il pusuar tra le due coppe, nonostante fosse adesso aperto i seni rimasero coperti , con infinita lentezza Marta liberò i seni della zia, con il dito piegò il capezzolo turgido poi lo fece flettere facendolo ritornare in posizione, avvicinò il viso ai seni e soffiò delicatamente sopra come per spegnere una fiammella, le labbra della sua bocca si dischiusero ed accolsero l’areola in bocca.
Gli ansiti di Alessia si fecero più pronunciati, Marta succhiava con dolcezza le tette di zia immaginando di avere in bocca quelle di Leila, intanto la zia le accarezzava i capelli.
“Adesso basta Marta, stiamo… stiamo”
“Shhhhh”
Marta posò la mano sulla vulva coperta dal perizoma e iniziò a palpeggiarla, percepiva la piccola protuberanza del pistillo che andava gonfiandosi, accarezzando l’inguine di Alessia fece entrare il pollice nel perizoma, zia allargò le gambe.

Il pollice accarezzava il monte di venere, non era rasato, i peli erano soffici, Marta eccitata sentì che non era più sufficiente quel piccolo gioco, si mise in ginocchio sul letto davanti a lei e prendendo con entrambe le mani il perizoma dall’elastico lo fece scendere, una volta tolto guardò estasiata la figa di zia, distanziò le labbra con maestria e le sue dita arcuate iniziarono ad esplorare dentro, era un bagno di umori.
Con la mano libera Marta si tolse i pantaloncini, poi gli slip e seduta a gambe incrociate di fianco alla zia toccava con una mano lei e con l’altra la sua figa, la mano di Alessia raggiunse quella della nipote, lei le fece posto per farsi masturbare.
Si accorse quasi subito di quanto fosse brava la zia con le mani, capiva per come faceva di come conoscesse bene una vulva, Marta si mise a cavalcioni sul pancino della zia offrendole il culo e in quella posizione intanto continuava a masturbare Alessia.

Dopo qualche minuto Marta sentì le mani della zia prenderla ai fianchi e tirarla verso lei, lei indietreggiò facendo avvicinare la figa al viso di Alessia, sentì fare maggiormente pressione sul suo bacino così si sedette quasi sul viso della zia.
Alessia cominciò a leccarle la figa, lei la imitò posando la bocca sulle labbra, le allargò con le dita e prese in bocca il clito… era iniziato un dolce 69.
Alessia con gli occhi chiusi leccava le grandi labbra della nipote, poi irrigidiva la lingua per poter giocare con il secondo canale, spingeva dentro la lingua.
“Da quanto sei lesbica Marta?”
“Da una vita zia… sto con Leila”
E si dicevano queste parole durante il 69
“E tu zia? Sei bisessuale?”
“No tesoro, sei tu la prima… dio sto venendo”
Alessia venne comprimendo ripetutamente la figa sul viso della nipote, fu un orgasmo superbo, lungo e carico di umori, Marta volle stringere i suoi tempi così prese a masturbarsi violentemente mentre era ancora sopra alla zia, venne divinamente anche lei poi si buttò di fianco alla zia iniziando a slinguare abbracciate.
“Se vuoi Marta puoi dormire qui con me, ricordati che domani hai gli esami… mi hai fatta morire Marta, grazie davvero”.
I loro occhi si chiusero andando incontro a Morfeo.