martedì 8 marzo 2011

Voglio guardare

Nel locale le luci erano soffuse come preannunciato, le fiammelle di una costellazione di candele profumate danzavano sui tavolini davanti ai divanetti occupati da coppie e non, era impossibile contarle.
Gianni aveva fatto i salti mortali per ottenere l’ingresso al quel privè e solo adesso ne comprendevo le ragioni, l’atmosfera era qualcosa si surreale, donne in abiti succinti dialogavano sorseggiando cocktail altre invece si dedicavano al partner donando effusioni, vedevo di tanto in tanto mani scorrere sui corpi per poi nascondersi sotto gonne o camicette decolleté.

Le mie scarpe tacco 10 comprate il giorno prima mi avevano messa alla gogna, erano nere in pelle con un richiamo arancione dietro, bella ma decisamente fastidiose, i piedi mi facevano un male cane.
Un fascio di luce si accese sulla pista e quattro cubiste si misero a ballare, due portavano scarpe e calze bianche le altre invece nere, a parte i brillantini sui capezzoli non portavano altro, le loro vagine erano ben disegnate, labbra ben pronunciate e mentre ballavano passavano le mani sulle loro parti sensibili con movimenti fluidi, la musica piano piano calò di volume e mentre il brano cambiava due ragazzi portarono un divanetto sulla pista.
Due delle quattro ballerine si accomodarono allora sul divano mettendo bene in mostra la figa, le altre invece si misero ai piedi, non avevo idea cosa ci stessero preservando.
Le tipe ai piedi iniziarono a masturbare le loro socie muovendo continuamente il palmo della mano sulle loro labbra elastiche, poi uno, due tre dita scomparvero nelle vagine, sembrava tutto sincronizzato, io continuavo ad allungare il collo per guardare meglio quel gioco, eravamo in seconda fila  e la coppia al tavolino davanti a noi impediva di veder bene.

Gianni si stava ingrifando davanti a quel numerino, le sue mani erano sui miei seni e non smetteva di baciarmi sul collo.
“Voglio guadare… dai”
Mi resi conto che quelle ragazze mi stavano coinvolgendo non poco, qualcosa si stava svegliando in me, guardai intorno a me e vidi che i dialoghi erano terminati ed era iniziato qualcosa di serio, un paio di donne avevano liberato completamente i seni e li stavano offrendo al compagno, altre erano chine tra le gambe del loro uomo.
Comprendevo che anche Gianni avrebbe desiderato qualcosa di simile, continuava a toccarmi in mezzo alle gambe, a stuzzicarmi il clitoride.
“Gianni, voglio guardare”
Poi con sorpresa le ballerine che stavano masturbando fecero scomparire del tutto la mano nella figa dell’amica, di tanto in tanto il loro polso faceva capolino per poi rientrare, avevo visto diversi video di fisting ma vederlo in live era tutta un’altra cosa.
La coppia davanti a noi si alzò e scomparve, io presi subito il loro posto trascinando Gianni.
Le fighe delle tipe sedute che stavano incassando le mani erano come bocche di squalo che inghiottivano la loro preda.
Guardavo incantata e nel frattempo le mie mani andavano a tastare qua e là sul mio corpo, Gianni prese la mia mano e la posò sull’uccello completamente fuori dalla patta, iniziai a segarlo senza togliere gli occhi dalle tipe.

Oramai qualcosa era scattato nel locale, praticamente quasi tutte le persone si stavano impegnando per far sesso,
la ragazza con le calze e scarpe bianche che stava scopando con la mano la tipa sul divano sentì forse i miei gemiti e si volto verso di me, io le sorrisi mordendomi il labbro inferiore e lei vista forse il mio interesse mi fece cenno di avvicinarmi.
Io colta dal panico mi girai verso Gianni e i miei occhi chiesero a lui cosa fare.
“Dai vai, cosa aspetti?” rispose lui con aria accattivante.

Mi alzai dal tavolino e mi misi a fianco a lei, adesso vedevo completamente il loro gioco,  lei lentamente ritirò la sua mano facendola uscire da quelle labbra capaci, con la testa mi fece cenno di prendere il suo posto, io ero titubante così mi prese la mano e la posò sulla vagina completamente rasata.
Era la prima volta in vita mia che toccavo una figa non mia, la ragazza con pollice e indice allargò le labbra di lei, lo presi come un invito.
Mi impressionai per la facilità che ebbi nell’inserire la mano dentro, le sensazioni in quel momento erano particolari, non immaginavo che le vagine fossero così capienti, tutto era caldo e umido, mi tornò in mente lo straccio di pelle che Gianni usa per lavare la macchina, aveva la stessa consistenza.
Ero a gattoni e iniziai a masturbarla per non dire scoparla, sembrava di avere la mano in una ventosa, ogni secondo che passava mi piaceva sempre di più quel gioco, sentì una mano femminile accarezzarmi le cosce e i glutei, sentivo di aver il culo completamente scoperto e rimpiansi di aver indossato il tanga, la tipa dalle calze bianche scostò il mio perizoma e fece scorrere un dito tra le mie labbra, io subito strinsi le gambe per bloccarla ma poi l’eccitazione crescente in me fece invece allargare le cosce.

Il suo dito adesso era dentro ad esplorare, poi un altro, mi terrorizzò il pensiero che lei volesse fare la stessa cosa anche a me, la guardai con aria interrogativa e lei percepì il mio pensiero sussurrandomi all’orecchio di stare tranquilla, che per arrivare a ciò ci sarebbe voluta una preparazione non da poco.
“Tu pensa a giocare e io penserò a farti godere… lasciati andare, ci so fare con le fighe” e dettomi questo segui il suo consiglio dedicandomi alla donna ansimante davanti a me.
Non so dire se lei venne o meno ma io raggiunsi un orgasmo intenso, mentre godevo lei continuava a masturbarmi, dentro di me una molla continuava a scattare, dovetti fermarla io con la forza prendendo il suo polso altrimenti mi avrebbe devastata. 

Dopo essermi ripresa vidi Gianni sorridente seduto ancora al tavolino a pochi passi da me, senza nemmeno alzarmi da terra mi avvicinai gattonando a lui e lo presi in bocca senza esitare, io succhiavo e lui mi accarezzava i capelli, lo feci con grazia e passione, nella mia mente c’era ancora la mia mano completamente dentro la figa di lei, la stessa mano che adesso aveva afferrato il suo uccello, mano ancora viscida e unta dagli umori femminili.
Sentivo le sue venature rigonfie mentre le mie dita scorrevano su quel pezzo di carne, le percepivo anche sulla lingua che non smetteva di accarezzare il prepuzio. Gianni venne quasi immediatamente, mentre eiaculava io non smisi di palpeggiare i testicoli fragili e vulnerabili, probabilmente non era stato con le mani nelle mani durante la ma esperienza appena vissuta.
Passai più volte il suo liquido sul palato prima di ingoiarlo, di norma non vado matta per mandarlo giù ma il quel momento lo adoravo, sentivo la sua essenza come un dono

“Prendimi Gianni, non importa come ma prendimi, voglio essere la tua sgualdrina per tutta la notte”
Mi tirò su da terra e mi accompagnò a un divanetto occupato a metà da una coppia, mi misi in ginocchio di fianco all’altra donna posai la guancia sulle braccia piegate sopra schienale, chiusi gli occhi lasciando che lui facesse il resto dentro di me.
Non mi interessava più guardare, volevo adesso sentire, sentire lui scalpitare dentro me e godere.

6 commenti:

  1. Dedico questo racconto a Cinzia che sabato... per la prima volta andrà al club privè.

    In bocca al lupo bimba :-))

    Chiara

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  2. mi viene in mente una battuta tratta da SENTI CHI PARLA con John Travolta: "...passi nove mesi a cercare di uscire e il resto della vita a cercare di entrare..."

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  3. Bello Acqua....piacevole e sensuale,
    scrivi bene ,con disinvoltura,ti leggo volentieri....
    I miei auguri a te per questo otto marzo....

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  4. per l'uomo o donna che sia, la vagina è come un involucro protettivo. Tutto inizia e tutto finisce lì dentro

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  5. sempre uno spettacolo leggerti
    kirk71

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  6. decisamente meglio del "film" dell' hostess..
    questo è un racconto alla tua altezza !!!
    ti deve lasciare il dubbio..sarà vero oppure inventato??

    Bellissima la descrizione delle fiammelle danzanti ...pare di vederle!!
    ciao

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