mercoledì 12 gennaio 2011

Disegni e colori

Sono sempre costanti i disegni che nella nostra mente creiamo, la nostra psiche non smette mai di realizzarne, disegno mentre lavoro e vedo la scollatura di una collega, mentre faccio shopping e osservo le autoreggenti di una donna che prova le scarpe, mentre sono in bus e noto la protuberanza nell’inguine di un giovane e così via.

I miei disegni poi li definisco maggiormente quando mi lascio andare in un momento tranquillo, quando accarezzo le mie labbra e attendo la lacrimuccia che immancabilmente riescono a donarmi, forse per gratitudine perché mi sono prestata con amore a loro. Per non parlare poi quando sono con lui e le mie gambe aperte lo accolgono senza indugio, quando lo sento dentro che mi culla le parti sensibili, quando viene sul mio viso donandomi calore con i suoi fluidi magici.
Amo i miei disegni perché li faccio con sentimento ma non sarebbero meravigliosi se non ci fosse lui a dipingere le mie bozze, senza di lui rimarrebbero solo linee tracciate, schizzi e nient’altro.

I suoi colori sono tenui, tinta pastello, variano a seconda delle situazioni, delle circostanze, ci accentuano quando sono eccitata, quando si avvicina il momento sublime, quando le sue poesie nel momento dell’orgasmo mi aprono il cuore e mi trasmettono la sua passione. Amo il mio Giotto perché mi lascia incondizionata durante l’amore, mi fa sentire libera, fa diventar tutto lecito senza vincolo alcuno. Quando un uomo ti permette di sentirti troia sotto le lenzuola e non crea soggezioni allora non è più solo un uomo ma il tuo uomo, è parte integrante di te, è colui che insomma integra i tuoi disegni, con tatto e maestria. Sono certa che dietro i disegni di Manara ci sia una donna del tutto particolare che misceli i suoi colori al punto giusto e che aiuti lui a trasformare i suoi schizzi in opere.

Ci sono invece situazioni in cui lui non è in condizioni di integrare i miei disegni, non lo è in quei momenti e non lo sarà mai perché i miei disegni sono troppo particolari e lui non possiede i colori giusti, parlo dei disegni che la mia mente realizza mentre parlo con lei al telefono, mentre sono da lei per donarle effusioni, disegni che si materializzano quando assaporo i frutti di bosco che la sua fonte del sesso riesce ad offrirmi, quando le mie guance si scaldano e si nascondono tra i suoi seni bianco latte, quando poi la mia lingua si congiunge con la sua i colori si fanno vivi, si elettrizzano dando forma all’opera abbozzata.

Con lei però non disegno con sentimento ma solo per diletto, con lei sono creativa e riesco a sentirmi me stessa, io mi do a lei che, senza veli, sgombera la mia mente e apre i balli dove si posa un colore nuovo in ogni giravolta.

La mia collezione si arricchisce di giorno in giorno, a volte svoglio da sola le mie tele, a volte invece mi delizio le pupille condividendole con lui o lei.
Nessuno potrà mai rubare i miei disegni.

mercoledì 5 gennaio 2011

Fantasie di una madre

Premetto che queste sono solo fantasie, non è mai capitato nella mia vita ma... se un giorno dovesse accadere, non so, forse... forse non mi tirerò indietro.

Laura, 14 anni, con le cuffiette alle orecchie stava rilassata sul letto a godersi la musica con l’iPhone ricevuto in regalo da sua madre, mamma stava lavando i piatti della cena, cominciò a navigare da un sito all’altro poi si fermò su yoyovid, le amiche le avevano riferito che si potevano vedere dei video particolari, trovò quello di suo gusto, lei apprezzava sempre quelli amatoriali, sulla scena c’era una ragazza giovanissima davanti alla cam che si stava stimolando le parti sensibili, lo guardò affascinata come sempre, la tipa aveva la vagina rasata, anche lei avrebbe voluto averla liscia ma non sapeva come giustificare con sua madre se l’avesse scoperto, spesso si incrociavano nude o quasi nell’appartamento, il padre era andato via da tempo e tra donne non si erano mai fatti problemi ad uscire dalla doccia senza veli o cambiarsi in presenza dell’altra.

Anche le dita di Laura cominciarono a prendere movimento, era un periodo che si masturbava in ogni occasione, spesso alla sera quando tutto era tranquillo in camera sua, la sua mano libera era nascosta sotto l’elastico del pigiama corto, teneva le gambe a rana per facilitare il gioco in atto.
Mamma portava sempre gli zoccoli in casa ma le cuffiette non le permisero di sentire i passi sul corridoio, solo quando aprì gli occhi si rese conto che sua madre era davanti alla porta che la stava osservando.
In quel momento sembrò che il mondo precipitasse davanti a lei, il viso si avvampò e con uno scatto tolse la mano dall’inguine, mamma non reagì anzi… le sorrise avvicinandosi al letto, Laura tentò di dire qualcosa ma l’agitazione la fece balbettare.
Tranquilla Laura… è tutto ok, non c’è nulla da vergognarsi tesoro, è un gioco che molte persone amano… io compresa tesoro, ti capisco sai?”, mamma forse pronunciò queste parole solo per tranquillizzarla ma a Laura sembrò sincera.
Davvero piace anche a te? E… lo fai anche adesso che sei adulta?”     
Bimba mia, non ci sono limiti di età per… per toccarsi, non lo fanno mica solo le giovincelle come te!”
Laura sembrò rilassarsi a queste parole, allora non era poi un tabù come tante amiche sostenevano.            
“Mamma…è…. è che non sono capace ecco, non riesco mai farlo come vorrei, non… non arrivo mai fino in fondo, se mi capisci. Tu come lo fai?”
Mamma le sorrise nuovamente, stava cercando le parole giuste per risponderle, poi accarezzandola le disse: “Ognuna lo fa a modo suo Laura, dovrai scoprire tu qual è il modo giusto” e con ciò la baciò sulla fronte e uscendo dalla stanza le augurò la buonanotte.
In quel momento Laura non le venne voglia di riprendere il lavoro sospeso, portò le dita umide sotto le narici e le annusò profondamente, poi dopo un lungo sopiro spense la luce.

Passarono i giorni, adesso Laura stava più vigile in quei momenti, mentre si dedicava alle sue labbrucce ma nonostante l’impegno nulla, non riusciva comunque a venire, solo falsi allarmi ma nulla di più.
“Sono davvero una foca…. Non conosco nemmeno la mia fica” si disse a se stessa e a quel gioco di parole le venne da sorridere, sorriso che però durò poco perché si sentiva quasi disperata, le amiche facevano orgasmi uno dietro l’altro e lei invece nulla.
Chiara stava leggendo un libro sul suo letto matrimoniale quando sentì aprirsi la porta della camera, alzò gli occhi e vide Laura sull’uscio.
Dimmi tesoro… stai bene?”
 A quelle parole Laura scoppiò in lacrime dicendo: “Non ci riesco mamma, non ci riesco proprio!”
Cosa non riesci Laura?”, la figlia la guardava con gli occhi bassi, il suo sguardo era disperato, ci mise qualche secondo per mettere a fuoco l’argomento.
“Vieni qui bimba, vicino a me”
“Insegnami mamma, voglio capire come si fa… ti prego”
Chiara non sapeva che pesci pigliare, era una situazione delicata, le sembrava assurda una richiesta simile ma poi si convinse che non c’era nulla di perverso, dopotutto era sua figlia, chi se non la madre poteva illuminarla su alcune cose?
“Sei sicura di quello che mi stai chiedendo? Ne sei convinta?” Laura rispose solo annuendo in silenzio.

La fece salire sul letto davanti a lei, si guardarono per qualche istante negli occhi, lei leggeva desiderio in quelli di sua figlia così si sfilò completamente la camicia da notte, sotto non portava nulla, la vagina era ben curata, ai lati delle labbra era depilata, portava solo un ciuffo generoso di peli sul monte di Venere, sembra guardando sua figlia negli occhi allargò le gambe e le piegò posando i piedi sul materasso, con le dita della mano sinistra allargò lievemente le sue labbra tanto per mettere in evidenza il clito e poi col polpastrello del medio destro iniziò ad accarezzarselo facendolo ruotare lentamente sul pistillo.
Laura rimase affascinata nel vedere il rosa vivo dentro la figa di mamma che man mano andava sempre a farsi più lucido, i movimenti di mamma erano fluidi, le labbra elastiche e aderenti, Chiara poi cambiò gioco passando la mano completa sulle labbra, con l’altra invece andava stuzzica i capezzoli stringendoli e tirandoli lievemente.
“Mettiti a fianco a me…. Fai quello che faccio io”
Laura obbedì e dopo qualche attimo di esitazione si calò il pigiamino e si tolse il top mettendo così in mostra i suo piccoli seni ancora acerbi.

Prese a toccarsi come sua madre, Chiara sentiva la gambe rigide di sua figlia strusciare sulla sua coscia.
“Rilassati, lasciati andare altrimenti non funzionerà mai, sei troppo rigida, lascia andare i muscoli”
Chiara si girò verso di lei ed accarezzandole i capelli le disse di chiudere gli occhi, di rimanere molle, guardava le dita di Laura muoversi goffamente così prese la mano di lei e cominciò a guidarla nei movimenti, guardava anche lei incantata le labbra rosa di sua figlia e nei suoi pensieri si convinceva sempre più che erano davvero benfatte.
Passò qualche minuto ma la situazione sembrava sempre stazionaria così disse a Laura: “Aspetta un attimo” e così dicendo allungò la mano al cassetto del comodino e prese un’ampollina di olio di mandorle spremute fredde, fece colare qualche goccia sulle dita della figlia.
 “Ungiti bene le dita”
Laura sospettosa chiese a sua madre: “Cos’è mamma?”
“Vedrai… funzionerà, è olio buono”

Laura riprese a masturbarsi chiudendo gli occhi, l’olio rendeva bene, le sue dita erano scivolose e veloci, iniziarono i primi gemiti che via via si facevano sempre più accentuati.
“Grazie a dio funziona” pensò Chiara in quel momento e incoraggiò la figlia a procedere, Laura adesso teneva le gambe completamente aperte, Chiara le accarezzava le cosce interne, erano morbidissime e delicate, vellutate.
Laura cominciò ad ansimare e Chiara dall’esperienza si rese conto che era a buon punto, l’aiutò quindi maggiormente accarezzandole i seni, piccoli ma sodi, i suoi capezzoli erano roselline deliziose da boquet.
Laura cominciò ad agitarsi, il suo bacino si alzava continuamente dal materasso, la figa adesso era dischiusa e lucida.
“Non fermarti Laura, continua così, stai venendo tesoro dai”
La bocca di Laura era aperta, i gemiti erano accesi, i talloni puntavano continuamente sul materasso e facevano arcuare la sua schiena, Chiara sapeva che in quel momento sua figlia stava godendo, sapeva che le scosse alla spina dorsale erano forti e continue… poi tutto cessò come se qualcuno avesse staccato una spina.
Laura era stremata sul letto, il suo fiato era cortissimo, la mano era ancora sulle labbra ma non si muoveva più.
Chiara la baciò e le accarezzò il viso, lei aprì gli occhi.
“Sei venuta piccola… ce l’hai fatta tesoro”
Laura abbracciò fortemente la madre fino  a farla quasi soffocare.
“Grazie mamma, grazie grazie!”

“Fila adesso, fila sul tuo letto… la lezione e finita e sei stata promossa”
Laura la baciò ancora e si avviò con il pigiamino in mano verso la porta.
“E questo bimba non lo prendi? Mettilo nel tuo cassetto” e dicendo questo le fece vedere l’ampollina d’olio.
Laura quasi lo rubò dalle mani e guardando l’ampollina regalo un sorriso meraviglioso
Con un sussurro poi ringraziò ancora la madre e chiuse la porta.
Chiara sapeva che non era accaduto nulla di incestuoso quella sera, sapeva che aveva solo fatto i doveri di una madre istruendo la figlia nel momento opportuno.
Spense la luce, chiuse gli occhi e… le sue dita iniziarono a lavorare.

martedì 4 gennaio 2011

Confessione di un'amica

Scrivo questo racconto con autorizzazione di una lettrice del mio blog, è una vicenda interessante che ho ritenuto opportuno condividerla, faccio praticamente copia e incolla della mail che ho ricevuto da lei:

“…Non so Chiara se riuscirò a spiegarti cosa si prova veramente quando si fa scambismo, io per esempio ho 29 anni e lui 31, sono al settimo mese di gravidanza, ultimamente abbiamo letto annunci di una coppia over 50 che poteva ospitare, siamo andati da loro.

Credo sia qualcosa di psicologico, l’essere consapevole di esser nuda davanti a sconosciuti, lei che mi squadrava poi iniziava a toccarmi i seni, mi stuzzicava i capezzoli mentre stavo seduta sul divano, lui e suo marito guardavano mentre fumavano, io non sono bisessuale quindi ero passiva con lei, ma quando sentivo le sua mani femminili e calde che palpeggiavano, che mi accarezzavano tutta, quando lei mi ha aperto le cosce e mi ha sfilato gli slip ecco, in quel momento l’adrenalina ha fatto delle impennate da paura perché non la conoscevo, non conoscevo nessuno di loro due e i loro occhi erano fissi sul mio corpo, lei che mi toccava la fica, mi penetrava con le dita.

Io ero fradicia Chiara te lo giuro, ero bagnatissima anche se non avevo fatto ancora sesso, mi eccitava da morire stare nuda davanti a sconosciuti. Lei poi mentre mi accarezzava il pancione ha iniziato a leccarmi, a quel punto si è avvicinato anche il marito e si è preso cura delle mie tette, me le baciava, le succhiava, io stavo con gli occhi chiusi godendomi il loro servizio, mi sentivo apprezzata, importante, desiderata insomma. Quando ho aperto gli occhi mio marito era seduto con l’uccello in mano che si toccava lentamente, quando gli ho sorriso silenziosamente per fargli capire che era cosa gradita quello che mi stavano facendo allora si è messo alle spalle di lei e l’ha spogliata, aveva solo addosso una camicia da camera elegante, le ha tolto il reggiseno lasciando in mostra i seni un po’ cadenti, poi li ha presi in mano e li ha succhiati, io guardavo lui che giocava con le tette non mie e mi incitava, anche l’uomo di lei li guardava e ha cominciato a masturbarmi, io mi sentivo estasiata Chiara, ero al settimo cielo perché ero vulnerabile, con le tettone da latte e col pancione, poi io seduta sul divano gli ho slacciato i pantaloni e l’ho tirato fuori, era ancora molliccio, l’ho preso in bocca per prepararlo, lei mi ha subito imitata facendo il pompino a mio marito.

L’uomo mi trattava con delicatezza, forse perché sono incinta, sul tavolino c’era un cestino con preservativi così glielo messo anche se non correvo rischi, anche Maria l’ha messo a mio marito nonostante fosse in menopausa e abbiamo cominciato a scopare con lei in piedi con le mani sul muro e lui dietro. Mio marito  quando stava per venire si è tolto il guanto e le ha riempito i seni, io li guardavo compiaciuta, l’altro uomo ci ha messo tempo per godere però era costaste nello scopare, ci sapeva fare, poi anche lui si è tolto il preservativo e la moglie l’ha aiutato a venire sul mio pancione.

Capisci Chiara? È tutta una questione mentale, non tanto il sesso quanto la situazione, le condizioni che si vivevano in quel amplesso, eravamo tutti nudi davanti a occhi sconosciuti, lei poi era come fosse mia madre e mi intrigava farlo davanti a una donna matura, lei mi ha leccato i seni farciti  e proprio mentre mi succhiava i capezzoli che sono venuta, voleva mettermi la lingua in bocca ma non ho voluto, non sono ancora pronta a farlo con una donna.
Vabbè poi i giochi si sono ripetuti durante la serata, ci siamo nuovamente scambiati, ho scopato con mio marito (senza preservativo)  e lei si è ancora dedicata a me, io le ho solo toccato i seni.

Quando siamo usciti da quel appartamento mi sentivo soddisfatta, edificata. Ero felicissima di averlo fatto con una coppia matura e anche lui era contento, tra noi due non ci sono mai stati vincoli, lo facciamo con gli altri perché ci amiamo davvero, scusa per il gioco di parole. Forse un giorno riuscirò anche a lesbicare, è una fantasia che spesso mi gira nei pensieri, specialmente quando mi tocco, forse un giorno anche quello diventerà realtà, forse quando anch’io troverò la mia Antonella…”

lunedì 3 gennaio 2011

Intesa preannunciata

L’anno nuovo era iniziato da poco più di mezzora, nel locale la cacofonia non ti permetteva di dialogare, sulla pista c’erano coppie che ballavano, altre coppie sui divanetti limonavano, molte donne avevano messo in rilievo i loro seni con abiti decolleté, gli spacchi erano generosi al punto che ti permettevano di immaginare le delizie che si nascondevano appena sotto, notai parecchie ragazze che come me avevano indossato l’intimo rosso.
Avevamo conversato con una coppia particolare, lei in minigonna e con tacchi da capogiro trasparenti che io associai subito a quelli da film porno, lui per tutto il tempo non si era fatto problemi ad accarezzare con la mano le parti sensibili del corpo di lei, lo faceva con disinvoltura palpeggiando qua e là.
Ci proposero di uscire, di andare a casa loro a pochi isolati dal locale, io non ero tanto dell’idea ma lui sembrava entusiasta della proposta così ci aggregammo, saliti ognuna sulle proprie auto ci avviammo e in pochi minuti arrivammo a casa loro.

Entrammo in casa e ci fecero subito accomodare il salotto con divano e poltrona in similpelle, lui si mise sulla poltrona e io per non impegnare il divano mi misi in braccio a lui, portavo anch’io un gonnellino in tessuto nero, Monica, questo era il suo nome, si accomodò invece sul divano, era brilla,  e cominciò subito a mettersi con le gambe all’aria e muoverle su e giù come se facesse ginnastica, Edoardo scomparì per pochi secondi per poi tornare con una bottiglia di limoncello e i bicchieri, li riempì fino all’orlo, era buono anche se un tantino forte per i miei gusti. Anche gli altri lo tracannarono tutto e i bicchieri si riempirono nuovamente.
Misero il cd di “Mamma Mia” degli Abba, Edoardo invece di sedersi sul divano con Monica si mise su una sedia di fronte a noi, lei continuava a fare movimenti con le gambe, come se ballasse sul divano, muoveva le gambe, le divaricava e senza pudore si accarezzava il perizoma rosso.
Ero agitata perché mi rendevo conto che la situazione stava degenerando ma nello stesso tempo ero eccitata perché vedevo il mio uomo sbavare dietro lei, era maledettamente erotica per come si muoveva, la osservava e le sue mani scorrevano su di me.

Monica divaricò nuovamente le gambe e infilò le dita nell’elastico del perizoma, le sue labbra fecero capolino, i polpastrelli scomparsero del tutto nella vulva, nessuna parlava e tutti erano estasiati a guardare la sua performance, la musica dominava; Franco, il mio uomo, posò la mano sulla fibbia grande della mia cintura e iniziò a slacciarla, io istintivamente gli bloccai la mano facendo segno di no con la testa poi posammo nuovamente gli occhi su Monica che nel frattempo si era sfilata il perizoma, la figa era depilata e le sue dita lavoravano, Edoardo sempre sulla sedia si stava godendo lo spettacolo, probabilmente non il primo che faceva la sua donna e nemmeno l’ultimo, Franco mi guardò con occhi supplichevoli e io mollai la presa, mi slacciò la cintura e sempre stando in braccio a lui sulla poltrona mi fece calare la minigonna, iniziammo a limonare mentre mi palpava le grandi labbra, trovai Monica ai piedi della poltrona, era in ginocchio, mi scostò il perizoma e il suo viso si tuffò tra le mie gambe, subito feci resistenza ma poi… poi mi resi conto che mi piaceva ciò che stava succedendo, mi sentivo bagnata, sentivo la sua lingua sulla figa, chiusi gli occhi continuando a baciare Franco. Il mio culo era posato sulle gambe di Franco, la mia schiena sul bracciolo della poltrona, le mie gambe abbracciavano il collo di Monica, le continuava a baciarmi la figa e muovere le dita sul clito. Stavo quasi perdendo il controllo, era brava a fare questi giochino, aprì gli occhi per guardarla e vidi Edoardo dietro lei che smanettava nei suoi glutei, altari maggiormente il collo e mi resi conto che stava spingendo le dita nel suo orifizio, mi lasciai completamente andare,  chiusi le gambe e Monica capì subito cosa desideravo… mi sfilò del tutto il perizoma. Riprese a fare la troia con la mia vulva, sentivo il clito completamente nella sua bocca, lei che succhiava con vigore, le sue dita dentro me che scivolavano per poi arcuarsi.

Stavo quasi per venire che lei mi abbandonò dedicandosi a Edoardo seduto sul divano, gli tirò fuori la verga e senza tanti preliminari cominciò a succhiarlo stando in ginocchio ai piedi del divano. Sentivo che anche l’uccello di Franco si era svegliato, era inevitabile,  scivolai ai piedi della poltrona e lo tirai fuori senza sudare, lo presi anch’io in bocca. Ero seduta sui talloni, mentre facevo il pompino la mia mano teneva la base dell’uccello, la mano di Franco invece era dietro la mia nuca, il mio bacino era sollevato da terra, adesso Monica era a gattoni dietro me che continuava a infilarmi le dita nella figa dilatata, sentì altri movimenti e due mani si posarono sui miei glutei sollevandomi e facendomi mettere in ginocchio sulle gambe del mio uomo, Monica continuava a leccarmi le labbra poi passava sul prepuzio di Franco, a pochissimi millimetri dalla mia vulva, le dita di Edoardo invece penetravano lentamente il mio secondo canale, Monica guidò l’uccello del mio uomo dentro me poi lei scomparve lasciando posto ad Edoardo che con maestria iniziò a scoparmi il culo.

Non avevo mai fatto doppie penetrazioni con due uomini, mi resi conto che era qualcosa di devastante ma nello stesso tempo una sensazione sublime, feci un urlo pazzesco per il dolore che stavo subendo, tutto sembrava che si spaccasse in me, Edoardo si fece indietro ma subito Monica prese il suo posto stantuffandomi le sue dita nel culo mentre Franco continuava a scoparmi. Mi stavano venendo i crampi per la posizione scomoda, feci segno di smettere e mi misi sul divano esausta, Edoardo con un sorriso si posò sopra di me, io spalancai le gambe per invitarlo, oramai non esistevano più regole, avevo un disperato bisogno di venire e non m’importava quale uccello avrebbe fatto ingresso tra le mie gambe, rimasi con le gambe a mezz’aria ed Edoardo mi fece venire, aprì gli occhi e vidi Monica fare il pompino al mio uomo coricato sul tappeto, poi si mise seduta su di lui e anche loro cominciarono a scopare. Mi attizzava da morire vedere il mio uomo godere con un’altra donna, come per dispetto ripresi a fare sesso orale con Edoardo mentre mi godevo la scena, verso la fine Monica iniziò a succhiare Franco. Gli uomini come per incanto vennero praticamente insieme, i nostri visi erano imbrattati di sperma, su quello di Monica scivolava copiosamente sui seni.

Gli occhi di Monica incrociarono i miei, fra noi non ci furono parole ma solo intesa, avevamo compiaciuto i nostri uomini, avevamo condiviso i loro organi, avevamo goduto come due cagne in calore, non c’era ombra di rivalità tra noi ma solo quella gratitudine particolare che si può esprimere quando si riceve un dono speciale senza secondi fini. L’anno nuovo era cominciato splendidamente.

Buon 2011 a tutte le persone che ritagliano il tempo a leggere i miei scritti.
Chiara