lunedì 29 novembre 2010

Due anime


È bello quando dopo il bacio della buonanotte tutti vanno sul letto, i bimbi nei loro, lui ed io sul nostro, è bello godere della coperta il lana merinos, bianca e calda, leggera ma che soddisfa la mia carne fredda, carne senza veli che si nasconde sotto le lenzuola.
Io con le gambe a rana completamente divaricate cerco di stendere i muscoli e i tendini, lui con la sua mano sopra i seni me li palpeggia, distorge i miei capezzoli tirandoli, poi si fa strada scendendo sulla mia pelle accarezzandola, le gambe sono sempre a rana in attesa di accogliere la sua mano tra le cosce, le mie labbra sono come palloncini afflosciati privi d’aria. Eccola… eccola che raggiunge la vagina, la palpeggia in superficie, i suoi polpastrelli valutano se sono pronta al gioco, le labbra sono umide ma non come desidera lui.

Io chiudo gli occhi e mi godo qual momento apprezzando le sue esplorazioni, sento le sue dita nella mia figa, mi da fastidio la sua unghia rotta ma nello stesso tempo amo i suoi graffi, la sento incidere sulla mia pelle delicata, nel profondo del mio intimo.
La maniglia si muove, la bimba fa capolino con il suo libro cartonato, è deliziosa con il suo pigiamino, si arrampica sul letto chiedendomi di leggerle una pagina di Geronimo Stilton, lui si blocca ma non toglie la mano dalla mia vulva, io gliene sono grato.
Mi avvicino a lui per far posto alla bimba, adesso la sua mano è più comoda, la bimba posa il peluche in mezzo alle mie gambe, sulla sua mano sotto la coperta, inizio a leggere ad alta voce con lei, lui riprende lentamente il gioco titillandomi il clito… è davvero bravo con le dita.

Continuo a leggere ma a metà pagina sento avvicinarsi l’orgasmo, si materializzano dei piccoli gemiti mescolati alle parole del libro, io ansimo leggermente e faccio fatica a concentrarmi, se ne accorge anche la bambina che mi chiede se mi fa paura quella storiella, io le sorrido e le dico che è una storia bellissima.
Lui sa che sono in difficoltà e aumenta il ritmo dei suoi movimenti, ho tutte le sue dita dentro che mi devastano, la figa mi pulsa, mi cola, sento le sue dita scivolare e pizzicare il clito.
Finisco appena di leggere la storiella alla bimba e vengo con la piccola al fianco, l’abbraccio caldamente nascondendo il mio viso e le accarezzo i capelli. La bimba è soddisfatta perché convinta che la storiella letta mi abbia fatto impressione, io stringo le gambe imprigionando la mano di lui, non posso andare oltre con lei presente.

La bimba ci bacia nuovamente e ringraziandomi corre nella sua cameretta, io mi giro verso di lui e iniziamo a slinguare, non voglio rovinare tutto, voglio ancora godere, sento la sua verga completamente risvegliata, la prendo in mano, anche il suo prepuzio è viscido e le mie dita scorrono sopra.
Il mio ciclo è appena finito e so di non essere in ovulazione, so che questa notte verrò farcita secondo le mie esigenze, tendo l’orecchio per sentire se ci sono movimenti nelle vicinanze… i bimbi dormono… finalmente.

Scende la coperta e la sua verga si alza pavoneggiando, io l’accarezzo con la punta del dito, lo faccio scorrere per tutta la sua lunghezza, è mio.
Lo prendo in bocca senza esitare, lui avanza mentre io massaggio i testicoli, il gioco continua, lo sento pulsare mentre lo succhio avidamente e nello stesso tempo lo masturbo. Siamo nudi, il calore dei nostri corpi si amalgama, sembriamo una coppia di serpi in calore, lui raccoglie con la lingua il mio miele, mi mastica le labbra completamente sbocciate. Non voglio che venga sul mio viso, lo voglio dentro di me, voglio sentire inondare la mia anima.

Abbandono il suo uccello e mi metto a gattoni, la schiena arcuata, il mio bacino in evidenza, lui comprende cosa desidero e mi penetra lo sfintere, scompare la sua verga lasciando fuori solo le palle, poi esce parzialmente per rientrare in seguito, lo sento e gliene sono grata, vorrei che continuasse all’infinito ma lui viene dentro di me dandomi qualche colpo di reni, è magnifico sentire la sua essenza irrorarmi, io trattengo il suo liquido stringendo tutto, vorrei conservare tutto per giorni e giorni ma so che ciò non è possibile. Esce l’uccello e sembra non essere più la stessa cosa, adesso è addormentato, curvo e umile, sa di aver lasciato la sua anima dentro di me, io cedo alle tentazioni e infilo le mie dita nell’orifizio ancora dilatato, scivolano come per incanto, sento il suo sperma accoglierle, prima una poi due… sta colando sui miei glutei.
Ricomincia il gioco, la carta igienica ha raccolto  la sua crema sulla pelle, lo sfintere si è nuovamente chiuso lasciando come un sole a raggi traslucido, mi sta scopando nuovamente, io l’accolgo a gambe aperte, lui sopra di me entra senza esitare, io sono bagnata, lui è unto, le nostre essenze si miscelano.

Mi sta facendo sentire donna, sono parte di lui, mi sta facendo capire che senza di me la sua immagine sarebbe incompleta… lo amo per questo.
Sono eccitata e sensibile, percepisco ogni minimo movimento dentro me, sto venendo nuovamente e attendo il suo dono, le trombe di Eustachio giocano con il loro compagno d’avventura, lui le affoga col suo getto caldo e denso.
Siamo esausti ma compiaciuti, anche questa volta non abbiamo fatto sesso… abbiamo fatto l’amore.  

martedì 23 novembre 2010

Aspettando il domani

A.D. 1678

Suor Veronica, 19 anni, era venuta a far visita al convento per condividere alcune informazioni con Suor Monica, madre badessa, Veronica, figlia di una famiglia benestante aveva preso i voti contro la sua volontà ma era una consuetudine assegnare una delle tante figlie delle nobili famiglie alla volontà di Dio.
Veronica mentre attendeva seduta nell’anticamera si sentì girare la testa. Suor Agnese, novizia di 17 anni, si accorse e le chiese: “Stai bene suor Veronica?”
“Ho un po’ di nausea. Vorrei distendermi un attimo, se posso”
“Ma certo, vado a chiamare suor Monica”
Veronica si distese su uno dei letti, per qualche minuto si sentì meglio ma poi peggiorò, bevve qualche sorso d’acqua e vomitò, bevve nuovamente.. distesa ad occhi chiuse desiderava solo che il dolore se ne andasse, poi perse i sensi.
Finalmente si svegliò dopo un paio d’ore. Il dolore si era placato, lasciandole soltanto un gran mal di testa. All’improvviso le sembrò che qualcuno le stesse lavando le cosce. Si sollevò su un gomito.
Suor Agnese era china accanto al letto. La tonaca di Veronica era alzata sopra la vita e Agnese la stava lavando con una pezza imbevuta d’acqua calda.
Quando Agnese strizzò la pezza nel catino, Veronica si spaventò nel notare che l’acqua era rossa. “Sangue!” esclamò spaventata.
“Non ti preoccupare” le disse Agnate. “E’ soltanto il tuo ciclo mensile.”
Veronica era convinta di averlo finito il giorno prima ma probabilmente c’erano ancora i residui che facevano capolino, si rilassò sul letto e mentre fissava il soffitto notò con quale delicatezza Agnese le passava le mani sulle labbra.
Ripresasi Veronica consegnò a suor Monica l’epistola della sua madre superiora e visto che si era fatta sera decise di non riprendere il viaggio di ritorno al suo convento.
Chiese a suor Monica se poteva esserle d’aiuto e lei la invitò ad aiutare suor Agnese e finire l’inventario.

Veronica e Agnese lavoravano nella biblioteca, per terra erano posate varie pile di tomi da classificare.
“Sei molto bella Veronica sai? L’ho notato oggi mentre li lavavo le cosce… era ancora priva di sensi mentre ti lavavo e… ho scoperto che non sei più vergine, non ho resistito alla tentazione delle tue labbra deliziose così ti ho messo le dita dentro”

Agnese si alzò in piedi e sollevò la tonaca. Aveva lunghe gambe slanciate, velate di una finissima peluria bionda quasi invisibile. Sebbene fosse alta e snella, il corpo si allargava sui fianchi in modo deliziosamente femminile. Lo sguardo di Veronica si fermò sul delta del sesso. Lì i peli erano così chiari da permetterle di vedere il pallido rigonfiamento delle labbra e la delicata linea che le separava.
“Io come ti sembro suor Veronica?”
Veronica guardò Agnese negli occhi:”Alle suore è vietato desiderare sesso.”
“No Veronica, è vietato desiderare uomini ma non le donne” ribatté Agnese, che si fece avanti e baciò Veronica sulla bocca.
Veronica fu così sorpresa che per un secondo rimase pietrificata. Agnese continuò a baciarla. Il tocco delle labbra femminili era morbido, diverso dalla sensazione che le avevano dato anni fa quelle di Paolo, il suo ragazzo. Veronica era stupita, ma non inorridita. Erano passati anni dall’ultima volta che qualcuno l’aveva baciata e d’improvviso si rese conto quanto di quanto le mancasse. Sentirono suor Monica chiamarle dalle altre stanze e scattarono come molle abbandonando così quel gioco piacevole.

Veronica trascorse diverse ore pensando ad suor Agnese.
Era rimasta sbigottita da quel bacio, ma ancora più della propria reazione. L’aveva trovato eccitante. Fino ad allora non si era mai trovata attratta da una donna.
In effetti, c’era solo una persona che le aveva fatto desiderare di essere toccata, baciata e penetrata, e quella persona era Paolo.
L’unica mano che l’aveva sfiorata intimamente nella vita di convento era la sua, nel buio del dormitorio, quando le tornavano in mente i giorni di corteggiamento e affondava la faccia nel cuscino in modo che le altre monache non la sentissero ansimare, adorava mettere le dita dentro le sue labbra.

Il giorno terminò e dopo cena Veronica giaceva nella stanza degli ospiti che disponeva di un letto singolo, la notte era iniziata e la luce fioca della candela regalava giochi sui muri, sentì bussare la sua porta, si alzò per aprirla pensando fosse suor Monica.
Con sorpresa vide Agnese che si infilò subito nella stanza e chiuse la porta, Entrambe erano solo con la camicia bianca da notte in lino.
Agnese mise Veronica con le spalle al muro e la baciò con passione.
“Ricordi Veronica? Avevamo interrotto qualcosa”
Agnese infilò nuovamente la lingua nella bocca della consorella, lei non fece resistenza e l’accolse prendendo con le mani il suo viso.
Sempre con le bocche incollate si diressero sul letto di Veronica.
Si guardarono dolcemente negli occhi e Agnese le sorrise.

La mano di Veronica era sempre sul fianco, vicina a dove Agnese voleva che la toccasse.
Agnese prese la mano e gliela guidò: “Suor Maria ha due seni come questi” disse, sempre mormorando. Veronica gemette. Agnese sentì la sua mano stringere delicatamente un seno, poi l’altro.
“E ha i peli laggiù come questi” disse, spostandole di nuovo la mano. Il respiro di Veronica si fece più ansante. Lasciandole la mano dov’era, Agnese le esplorò il corpo sotto la camicia e sentì che era bagnata. “E le sue mani danno questa sensazione” disse palpandole le labbra dilatate.
Veronica iniziò a muovere aritmicamente i fianchi.
All’improvviso Agnese temette che l’atto finisse prima ancora di essere consumato. Non voleva che accadesse. Doveva essere tutto o niente. La fece stendere sulla schiena, si sollevò in fretta e le si mise a cavalcioni sopra. “Dentro e calda e bagnata” le disse, e si abbassò su di lei, avvicinò il viso a quello di lei mentre la penetrava con le dita e le baciò nuovamente la bocca.
Lei le afferrò il viso e ricambiò il bacio.
“Ho giaciuto con suor Maria e lei mi ha sbattuto le sue grosse tette sotto il naso, una volta abbiamo fatto il bagno in uno stagno della foresta e dopo lei mi ha leccata… laggiù”
“E com’è stato?”
“Bello. È piaciuto anche a lei”
“E tu le hai fatto la stessa cosa?”
“Sì.”
“E Maria è…?”
Agnese annuì. “Nella mia bocca. Il sapore era diverso dal mio ma è così eccitante quando succede. E a lei è piaciuto moltissimo.”
Veronica era scioccata ma anche intrigata.
Gli occhi le luccicavano di desiderio, il respiro era un po’ più affannoso, la bocca socchiusa, le labbra bagnate.
Veronica si sfilò la camicia e la lasciò sul pavimento.

Anche Agnese si tolse la camicia. Veronica non aveva mai visto Agnese nuda. Il corpo della consorella la lasciò senza fiato. La pelle di Agnese riluceva come una perla rosata. Aveva il seno generoso, con i capezzoli chiari da ragazzina, e un rigoglioso cespuglietto di peli pubici chiari.
Le fece passare la punta delle dita sulle sue labbra, Agnese aprì le gambe e allargò la vagina con le dita.
Veronica allora puntò i gomiti sul materasso e prese ad accarezzarla sull’inguine, prima solo superficialmente poi si lasciò andare e prese a leccarle la vulva fradicia.
Cambiarono varie volte posizioni fino ad arrivare ad un 69, i gemiti delle sorelle accompagnavano i giochi innocenti che stavano compiendo.
Nel frattempo suor Monica avanzava sul corridoio con una brocca di sidro da condividere con suo Veronica, stava per bussare quando sentì suoni particolari, la sua mano si arrestò davanti all’uscio. Sgattaiolò nella stanza di fianco che fungeva da studio.
Madre badessa estrasse la pietra vicino ad un dipinto murale della crocifissione, attenta a non fare rumore, aveva creato quello spioncino per osservare la stanza degli ospiti, vide Agnese e Veronica.
Erano sdraiate fianco a fianco sul letto. Suor Agnese la baciava e le parlava all’orecchio; un sorriso di piacere trionfava sulle sue labbra carnose. Le gambe erano bellissime, lunghe e candide. Agnese le teneva tra le cosce una mano, che muoveva con esercitazione e maestria.
Pur non avendo esperienza di donne madre badessa comprese cosa stava facendo. Veronica la fissava con occhi adoranti, la bocca socchiusa, e ansimava eccitata, il viso acceso di passione.

Suor Monica le fissò piena di orrore per il momento, poi, quando suor Agnese tolse la mano, scorse il triangolo di peli ispidi tra le cosce di Veronica, chiaro come le sopraciglia contro la pelle bianca. Si affrettò a togliere lo sguardo pensando a come procedere.
I gemiti andavano facendosi sempre più sonori, suor Monica spiò nuovamente le consorelle, Veronica stava masturbando Agnese donandole i suoi seni da succhiare.
La mano di suor Monica iniziò ad animarsi, a prendere vita, si tirò su la tonaca e iniziò ad accarezzarsi l’inguine, le dita saettavano nella vagina e titillavano il clitoride, i suoi occhi erano sempre incollati alle due giovani monache che si lasciavano andare con passione.
Agnese e Veronica vennero come due adolescenti, finito l’orgasmo ripresero a baciarsi, a toccarsi, a tirarsi i capezzoli turgidi.
Suor Monica si morse la mano libera per non strillare mentre l’altra stava soddisfando i suoi piaceri carnali, la sua vulva fu generosa durante l’orgasmo, sulle sue cosce si facevano strada rivoli di umori. In quel momento avrebbe desiderato di avere ai suoi piedi le giovani donne della stanza accanto per essere pulita e asciugata dalle loro lingue.

Suor Monica ritornò nella sua stanza e si distese sul letto riflettendo sulle scene che aveva assistito, sapeva che si sarebbero ripetute nel corso del tempo, sapeva che avevano già avuto luogo in precendenza.
Sapeva che le consorelle di tanto in tanto si sarebbero lasciate andare dopo i vespri, al calar della notte, sognando così momenti di passione che la vita non aveva permesso... dedicandosi a se stesse e aspettando il domani.

venerdì 19 novembre 2010

Cento di questi giorni


Leggendo un racconto riguardante una festa di compleanno particolarmente focosa mi sono tornati in mente i momenti vissuti durante il compleanno di Paolo, un amico che frequentava lo stesso gruppo tanti anni fa, vi racconto:

Era il 18 agosto, Paolo compiva 17 anni, eravamo praticamente coetanei, aveva organizzato una festicciola a casa sua, i suoi erano in montagna e sarebbero tornati domenica sera.
Verso sera i partecipanti iniziarono a ritornare a casa, eravamo rimasti a casa sua Anna, Claudio ed io.
Anna e Claudio si erano lasciati da qualche settimana, Paolo ed io eravamo stati insieme per poco poi era andata a buca, lui era ancora cotto di me ma non volevo illuderlo, avevamo fatto tutto per gioco, senza sentimenti anche se poi lui l’aveva presa sul serio.
Sul tavolino c’erano ancora le bottiglie di Bacardi e JB, Paolo stava preparando qualche spinello col Pakistano nero, fumo particolare che gli avevamo regalato facendo colletta in quanto non economico ma efficace.

Io e lui eravamo nella sua camera seduti sul letto a chiacchiere mentre lui faceva le canne, Anna aveva alzato troppo il gomito e si era messa sul divano in salotto, Claudio le faceva compagnia.
Finiti i lavori col fumo mi sono alzata per chiamare gli altri, sono entrata in salotto, le persiane erano quasi giù del tutto, la luce era decisamente fioca, Claudio seduto in punta al divano accarezzava Anna supina.
“Come sta?” gli chiesi
“Sonnecchia” mi rispose, la sua mano era dentro la camicetta a palpare i piccoli seni, lo faceva con grazia, lentamente.
Mi chinai anch’io su di lei per svegliarla e invitarla a fumare con noi, lei aprì gli occhi.
“Voglio rimanere qui con lui” mi rispose, Claudio mi guardò negli occhi e io feci le spallucce.
“Massaggiami ancora dai… mi piace” disse a Claudio “Fallo con tutte due le mani”
Claudio mi guardò e sorrise imbarazzato, gli sussurrai quindi di aprire la camicetta per farlo meglio, capivo benissimo Anna, piaceva anche a me quando prendevano in mano i seni.
Tornai quindi da Paolo in camera, lui intanto aveva messo in fila sul tavolino tre canne pronte.
“Non vengono, stanno… vabbè stanno giocando”
Paolo sembrava un po’ scazzato, prese le canne e mi disse di andare di là con loro.
“Lasciali stare dai” gli dissi mentre lo seguivo in corridoio, arrivammo in salotto e solo dopo aver messo a fuoco mi resi conto che Anna era con i seni scoperti, Claudio li aveva tirati fuori dal reggiseno ed era chino su di lei a baciarli.

Paolo li osservò ma non disse nulla, si sedette sulla poltrona e accese uno spinello, io misi il disco Child in Time e mi sedetti sul bracciolo, mi passò la canna e feci due tiri anch’io passandolo in seguito a Claudio, fece un tiro e lo mise in bocca ad Anna.
Eravamo in silenzio a goderci la musica, io accarezzavo i capelli a Paolo e lui cominciò a passarmi la mano sui jeans, presi la sua mano e la guidai sui miei seni continuando a guardare Claudio succhiare le tette di Anna.
L’atmosfera che si era creata era intensa, il viso di Paolo era sparito tra i miei seni, io mi tolsi del tutto la camicia, sotto non portavo nulla, Claudio vistomi nuda la tolse ad Anna, intanto la canna continuava a girare e cambiare sempre padrone.
Anche Anna si rese conto della situazione e si eccitò cominciando a slinguare con lui, noi li imitammo.
Nel frattempo Paolo mi aveva aperto la patta dei jeans e mi passava continuamente la mano senza però riuscire a metterla negli slip in quanto attillati, mi tolsi così i pantaloni e rimasi in mutandine, adesso avevo la sua mano sulla fica, sentivo le sue dita sulle labbra bagnate, ero ancora vergine, Anna invece aveva perso da tempo la sua virtù.

Posai la mano sull’inguine di Paolo, era eretto, lo sbottonai e aperta la patta vidi il prepuzio fare capolino, feci scendere gli slip e lo presi in mano continuando a slinguare.
Diedi uno sguardo al divano e vidi Mauro giocare con le labbra di lei, la stava masturbando mentre lei faceva gli ultimi tiri alla canna consumata, mi alzai dai braccioli e mi misi inginocchio ai piedi di Paolo, lo presi in bocca, lo sentivo pulsare e mentre lui accendeva un’altra canna sentì Anna venire.
Presi in bocca i testicoli succhiandoli avidamente mentre lui mi accarezzava i capelli e guidava la mia testa, sentivo movimenti sul divano alle mie spalle, mi girai un attimo e vidi Anna completamente senza slip seduta sui talloni che faceva la pompa a Claudio, accellerai i movimenti, e masturbai violentemente Paolo sempre tenendolo in bocca, lui venne nella mia bocca e raccolsi tutto il suo liquido seminale mandandolo giù.
Sapevo che adesso Paolo mi avrebbe leccata, era inevitabile, si alzò dalla poltrona e mi invitò a sedermi, gli feci invece segno di no e in piedi mi tolsi gli slip andandomi a sedere di fianco a Claudio, Paolo si mi per terra di fianco ad Anna e mi aprì le gambe per assaporare le mie labbra oramai dilatate.
Mi eccitava da morire farmi leccare mentre guardavo Anna succhiare Claudio, il tempo sembrava essersi fermato, la mano di Claudio raggiunse i mie seni strizzandomeli, anche Paolo non perdette l’occasione di mettere le dita nella fica di Anna mentre leccava la mia, venimmo a distanza di pochi secondi l’uno dall’altra.
“Cazzo che bello vero? Sarebbe da rifare ogni volta” disse allora Anna ancora per terra.

Era rimasto l’ultimo spinello, Claudio lo accese e lo fece girare, il suo sapore forte mescolato al residui del sesso che avevo ancora in bocca fecero un effetto particolare al mio palato, rimanemmo senza veli a gustarci il fumo poi si ruppe l’incantesimo e tornammo alla realtà, ci vestimmo ed ognuno si avviò alla porta per ritornare alle proprie case.
Sullo zerbino del pianerottolo mi girai e baciando il festeggiato gli dissi: “Cento di questi giorni Paolo”
Ma quello fu invece l’ultimo pompino che gli feci.

mercoledì 17 novembre 2010

Una sorella per amica


Un anno fa

Marco, 16 anni, era nero di umore perché mamma non approvava che lui passasse ore e ore su Facebook senza studiare e di conseguenza gli aveva cambiato la password sul suo profilo, sarebbe stata lei a stabilire quando connettersi e quando lasciare la rete.
Anna, sua sorella di 14 anni, invece era più scaltra e nonostante perdesse anche lei ore a navigare non si era mai lasciata scoprire.
Marco voleva leggere la sua posta ma i suoi tempi sul web se li era già bruciati in quella giornata e chiese quindi ad Anna di permettergli di usare il suo profilo.
Iniziò quindi a navigare su Hotmail, il pc era lento quel giorno e mentre aspettava che si aprisse la pagina web iniziò a cliccare qua e là sui file di sua sorella, il cursore si posò in seguito su “dati recenti”, c’era una serie di video dal titolo sospettoso, li cliccò tutti ma senza successo, i video erano spariti, gli venne un guizzo e guardò nel cestino, erano tutti lì, li ripristinò e li fece partire.
Erano tutti video amatoriali dove ragazzi adolescenti si masturbavano davanti alla webcam, Marco rimase sorpreso ma non più di tanto, sperava di trovare in quei video anche qualche ragazza ma invece nulla, mentre era incollato al monitor sua sorella arrivò silenziosamente dietro le spalle.
“Cosa cazzo fai!” “ Chi ti ha dato il permesso di fare questo? Sei uno stronzo ecco!”
“Scusami Anna, non volevo ficcanasare ma mi hanno incuriosito i titoli dei video, non l’ho fatto apposta”
Anna era tutta avvampata sul viso, non sapeva se per la rabbia o la vergogna di essere stata colta in fallo.
“Davvero Anna ti piacciono ste cose? Guarda che non c’è nulla da vergognarsi… chi non lo fa? Aspetta..”
Detto questo Marco, forse per scagionarsi, prese la sua penna USB e la mise nel pc, aprì alcune sottocartelle dove erano presenti video… ne fece partire uno, si vedeva una ragazza sulla sedia, gambe aperte e labbra lisce che si masturbava.

Vedendo questo Anna si calmò un tantino, non le venivano parole per rispondere al fratello poi ad un tratto…
“Se vuoi davvero che ti perdoni allora voglio vederti mentre lo fai, l’hai detto tu che non bisogna vergognarsi giusto?”
Marco non sapeva cosa fare, era caduto nella trappola ma solo al pensiero delle parole di sua sorella sentiva che qualcosa si stava svegliando in lui.
Lentamente si sbottonò la patta guardando negli occhi sua sorella, il silenzio in quel momento era assoluto, i jeans calarono alle ginocchia e lui fece scendere l’elastico dei boxer, il pene era eretto, Anna lo fissava affascinata, Marco lo prese in mano e iniziò lentamente il gioco, lei guardava mordendosi il labbro inferiore,  sulla sua bocca si disegnò un piccolo sorriso.
“Anna… però voglio che lo faccia anche tu, anch’io voglio vederti mentre lo fai”
Anna allora tirò giù i pantaloni della tuta e si sedette sul letto di fronte a lui, scostò prima gli slip poi ci ripensò e li fece scendere del tutto mettendo in mostra il triangolo nero di peli ispidi, le dita scivolarono nella fessura umida e dopo pochi minuti ambedue goderono con gemiti soffocati.

Oggi

Passarono i mesi ma da quel giorno che si masturbarono insieme la prima volta crollò il muro della soggezione tra loro, a volte passavano settimane prima che ripetessero insieme la scena ma man mano che passava il tempo gli intervalli si accorciavano di più arrivando quasi a farlo sempre in compagnia. Succedeva spesso in tarda sera quando dopo la buonanotte salivano in mansarda nelle loro camere, mamma e papà spegnevano la luce di sotto e dopo qualche minuto uno dei due faceva capolino alla porta dell’altro:
“Ho voglia di farlo… ti va?”
Tutto veniva spontaneamente, con disinvoltura, oramai era diventato un gioco da condividere quando sia aveva l’opportunità.
Adesso Anna stava supina sul letto e con gambe scoperte e divaricate in silenzio e con gli occhi chiusi, respirava con la bocca socchiusa, i suoi respiri non erano regolari, la sua mente era in subbuglio.

Marco sdraiato in fondo al letto di lei a pancia in giù con una mano teneva scostati gli slip di Anna e con l’altra accarezzava ed esplorava le sue fessure bagnate, avevano scoperto che farlo uno all’altra era più stimolante, chi riceveva questa prestazione poteva concentrarsi stando rilassato.
A Marco è sempre piaciuto mettere le dita nelle labbra viscide, a volte voleva vedere fino a che punto riusciva a farla bagnare, Anna invece adorava sempre il finale di lui quando riusciva a farlo venire, dopo aver fatto venire Marco ad Anna piaceva intingere il dito nello sperma caldo del fratello e sentirne la consistenza, non capiva perché a volte era denso e volte più liquido.

Nonostante queste emozioni che immancabilmente si ripetevano ogni volta che giocavano Marco ed Anna non erano mai andati oltre, forse con i pensieri e le fantasie ma non fecero mai l’amore, Anna forse avvicinava il viso al pene di lui ma mai lo prese in bocca, anche Marco spesso si metteva davanti alla fica per aprirla con le dita ed esplorarla, scoprirla, annusarla ma mai una volta posò la sua bocca sulle labbra per laccarla. Era come un’intesa stabilita silenziosamente tra loro.

Si procuravano sempre stracci o asciugamani da mettere intorno per non combinare disastri specialmente quando Marco doveva eiaculare, Anna venne e mentre godeva Marco non smetteva però di titillare il clitoride, sapeva che a sua sorella piaceva tanto che lui non interrompesse durante l’orgasmo.
Finito il gioco rimasero in silenzio per qualche istante, per ricaricarsi le energie, poi Anna sempre senza slip scambiò il posto con suo fratello facendolo rilassare sul letto, lei di fianco seduta sui talloni gli calò i boxer e lo prese in mano, le sue seghe erano sempre lentissime, stringeva sempre la mano per sentire le sue venature mentre lo masturbava, spesso con l’altra mano massaggiava dolcemente i testicoli, faceva queste cose con stile, in lei c’era un talento innato su questi giochi, a volte interrompeva quando si accorgeva che l’orgasmo era vicino, poi riprendeva fissando sempre gli occhi sul prepuzio in attesa del dono. Quando lui veniva lei sorrideva soddisfatta, le piaceva sentire i fiotti di sperma scivolare sulle sue dita.

Venne anche Marco e lei rimase quasi delusa per la scarsità di sperma eiaculato, lo guardò in maniera interrogativa come per chiedergli il motivo.
Poi comprese o forse ne capì la ragione.
“Marco Marco… mi avevi promesso che l’avremmo sempre fatto insieme e invece l’hai fatto tante volte da solo” disse a suo fratello prendendolo in giro.
Marco invece rimase serio e pensieroso, poi si decise a rispondere: ”Anna… amo farlo con te e lo sai ma ti confesso che ultimamente sono insieme ad Erika e non potevo dire no a lei”.
Lei lo fissò e poi sorrise: “Bastardo” disse scherzando, diede poi un bacio sulle guance al fratello: “Buonanotte fratellino… non esagerare però, lascia qualcosa anche per me”.
Le luci si spensero e Marco tornò nella sua camera, la notte era appena iniziata ma la loro intesa nel profondo dell’intimo era continuamente in crescendo.
Gran bella cosa avere una sorella come amica.

venerdì 5 novembre 2010

Fantasie Erotiche

Ho creato un semplice album che per alcune persone il titolo significherà qualcosa di più, ogni viandante che farà tappa a questo post è libero di partecipare e lasciare una o più immagini personali  e ripeto personali a tema, la foto dovrà avere un tocco di sensualità, non necessariamente a nudo e non necessariamente a viso scoperto, possono partecipare sia donne che uomini, non esistono limiti sul genere dell'immagine, le uniche regole che pongo sono le seguenti:

1. le immagini devono essere amatoriali e personali, NON ACCETTO foto scaricate dalla rete
2. per le persone minorenni la foto NON dovrà essere a nudo
3. non accetto foto con bambini presenti

Se vuoi partecipare devi:
1. mandare le immagini a fotoperkiara@yahoo.it , identificarti e dirmi se le vuoi associare ad un nome o renderle anonime, dirmi quale didascalia vuoi mettere sotto (facoltativo) (es. 2009 Chiara mentre si fa il bagno).
2. prenderti la responsabilità di ciò che vuoi esporre.

Io NON rivelerò mai il nome di chi manda le immagini in forma anonima... chi mi conosce sa che faccio le cose in maniera seria... sempre.

Tutti sono invitati ma nessuno è obbligato a partecipare.... BUONE FANTASIE EROTICHE

Chiara

"I fatti sono fatti quando sono documentabili, tutto il resto sono chiacchiere"

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1 - Chiara - pausa pranzo 2009

2 - Chiara - autoscatto cellulare

3 - Chiara - 1999

4 - Antonella -Tunisia

5 - Antonella - tette

6 - una delle tante in Al Femminile

7 - Bianca 

 8 - 2000 Chiara

9 - Lia di ALF

 10 - Isabella a Formentera

 11 - Isabella a Formentera

12 - Martino Chattando con lei

13 - una di ALF

 14 - un saluto da Anna, passavo di qua

15- Pina da assaggiare 

16 - "Fabio ufficio, pausa caffè"

17 - Indovina chi sono? 

18 - Gianna... dedicata a Chiara :-)

19 - Lu... non potevo non metterla :-)


20 - Giovanna al privè

21 - Giovanna al privè

 22 - Arianna di ALF

23 - Eva a Garda 

 24 - Kira, iniziamo con queste

 25 - Kira, sono per tutti

26 - Kira, dai che sono carine!

27 - Chiara agosto 1999, queste è particolare perchè è la foto integrale del frontespizio del blog,
pochi fino ad ora l'hanno vista.
Questa la dedico a Stuardina!

28 - Zagoor di ALF - Comincia a svegliarsi

 29 - Zagoor di ALF - è sveglio


 30 - Zagoor di ALF - eccolo

 31 - Zagoor di ALF- come lavorava mia moglie

 32 - Attesa o addio

 33 - Ottimo finale

34 - Mariella

35 - Mariella vietato toccare

36 - Mariella in posa

37 - Anna di ALF - Rosso di sera 

38 - Giancarlo 

 39 - Chiara - 2010 Il mio Andreas

 40 - Chiara - 2000 Andreas si fa la barba

 41 - Chiara - Logicamente mossa ;-)

42 - Luciana di ALF - calda e morbidona

 43 - Belladigiorno

 44 - Belladigiorno - Poppe!

 45 - Profumo di donna

 46 - Profumo di donna 2

47 - Gianni - dedicata ad Arianna mia musa ispiratrice


48 - Gianni - dedicata ad Arianna mia musa ispiratrice 

 49 - Marina - dolce visione

 50 - Esplorando Marina

51 - Marina - clito

 52 - Emma di ALF - sexy

 53 - Emma di ALF - prosperosa

 54 - Emma di ALF - pronta a giocare

 55- Loredana - Alzami la gonna

 56 - Giuro che ho fatto i 18... appena appena :-))

 57 - Meglio tardi che mai

 58 - Meglio tardi che mai

59 - Carla... non potevo mettermi gli slip col gesso 
 

 60 - Jasmine - Fammi le coccole

61 - Jasmine 

 62 - Voglia di sesso

 63 - Antonella - tetta che scappa

 64 - Ivana - liberate le fantasie
 65 - Ivana - liberate le fantasie 2

  66 - Ivana - è bello e me ne vanto :-)

67 - Chiara - 2007 curve pericolose


 72 - Lia in posizione

 73 - Lia da gustare




 74 - Rita - dolce paesaggio

 75- Rita - colori caldi

 76 - Chiara 1999 - che casino... non trovo più i miei vestiti!!

 77 - Betta

 78 - Betta mappamondo

 79 - Betta pruriti

 80 - Emma - saldali nuovi

81 - Emma - non solo labbra

 82 - Emma -  le mie gambe

 83 - Franco - sono timido

84 - Franco - designe

 85 - Luigina - non sarò figa ma sono donna

86 -  XaleX 2008  "poco prima di ...."

87 -  XaleX 2008 "poco prima di ...."