lunedì 6 settembre 2010

Piccole donne


Sorrisi mentre mettevo giù la cornetta, mia figlia Pina sarebbe arrivata domani a pranzo con forse un’altra ragazza che frequentava la sua stessa facoltà a Lucca, purtroppo fra un paio di giorni sarebbero ripartite per tornare al campus, mancavano pochi esami per laurearsi.
Feci come sempre la spesa necessaria per farle trovar pronto qualcosa mettere sotto i denti nei giorni che rimaneva nel suo alloggio, presi qualcosa di più del solito sapendo che la sua compagna di studi Paola sarebbe venuta con lei.

Tornando dal supermercato iniziai a metter nel frigo la così il giorno dopo quando sarebbe venuta per pranzo si sarebbe portata via il cibo per casa, fortunatamente il supermercato in questione faceva orario continuato fino alle 22.00 così me la presi comoda.
Mi resi però conto che difficilmente sarei riuscita a metter tutto in frigo così visto che non davano nulla di particolare in TV decisi di portare tutto direttamente nel suo frigo a pochi isolati da me, rifeci così le buste e misi tutto in macchina ricordandomi anche di prendere le sue chiavi di casa.
Parcheggiai davanti casa sua e portai tutto sul pianerottolo, aprii la porta per portare la roba in cucina, il corridoio era tutto buio ma alcune lame di luce filtravano dalla camera socchiusa di Pina, un po’ seccata posai le buste per terra e mi avvicinai per spegnere la luce che probabilmente era rimasta accesa in tutti questi giorni.
Man mano che avanzavo in corridoio sentivo voci, probabilmente delle televisione, subito immaginai che fosse arrivata prima del previsto ma trovai strano che non mi avesse accennato nulla, sarebbe dovuta arrivare domani in tarda mattinata.

Stavo posando la mano sulla maniglia della porta quando mi resi conto che le voci della TV erano particolari, molto particolari, non erano parole ma gemiti femminili, guardai dallo spiraglio della porta, la TV lcd era in fondo alla camera, ai piedi del letto, anche se il monitor era in diagonale si poteva veder bene la scena in corso, due ragazze si stavano masturbando o per meglio dire stavano facendo l’amore tra loro, il film era in italiano, le giovani attrici erano completamente nude e la bionda stava esplorando la vulva della compagna aprendole le labbra e leccandole il clito.
Ero senza parole, ai piedi del letto erano sparsi l’intimo di due donne, due reggiseni e una perizoma, non riuscivo a guardare chi c’era sul letto ma sentivo la voce di Pina che ansimava e una seconda voce femminile che non lasciava dubbi con le sue parole.
“Cielo Pina leccami… dai!”
“Non voglio farti godere subito Paola, non voglio che finisca tutto in fretta”
“Mmmmmm sì… dai, sei brava”
 E così via.

Il panico in me stava diventando galoppante, volevo allontanarmi quanto prima da quella situazione particolare, il mio buon senso mi ripeteva di girare i tacchi e uscire da quell’alloggio, ma i miei pensieri andavano in contrasto perché le loro voci piano piano mi stavano coinvolgendo, ritornai con la mente indietro nel tempo quando da giovane mi masturbavo anch’io in compagnia di un’amica, ricordavo quei momenti culminanti quando venivo insieme a lei, lo facevo con disinvoltura e mi attizzava saper di essere osservata senza veli, mai e poi mai ero però arrivata al punto di lesbicare con la compagna, mai avevo leccato le labbra dell’amica. Invece Pina sembrava lo facesse senza pensarci e dalle voci che sentivo se la stavano godendo alla grande.

I giochi di luce e ombre continuavano, sentivo il materasso cigolare, sentivo muovere i loro corpi ignudi, la mia mano come per incanto iniziò a giocare sotto la gonna, mi sedetti sui talloni e divaricai le ginocchia per lasciare gioco alle mie dita, scostai gli slip umidi e feci uscire allo scoperto le mie labbra, le dita scivolavano deliziosamente nella figa intrisa di umori e mentre lo facevo guardavo la scena del film porno e ascoltavo in contemporanea i loro gemiti di piacere.
Si mossero nuovamente sul letto, Pina adesso si trovava sul fondo del materasso dandomi di spalle, vedevo solo metà del suo corpo, era a gattoni con le gambe divaricate, il culetto era rosa vellutato, la sua mano compariva in mezzo alle gambe, la mia fantasia mi suggeriva il gioco che probabilmente stava facendo con la lingua a Paola,  vedevo le sue dita entrare con determinazione dentro le labbra contornate di peli corvini per poi uscire nuovamente e infilarsi nell’ano dilatato, lo sciacquettio che produceva mi mandava in estasi, il mio origliare su una figlia che si masturba creava dei sensi di colpa però mi intrigava saper che stava godendo con una compagna.
Intanto le scene del film continuavano a scorrere, le ragazze stavano usando un vibratore di quelli complessi ma che non trovava difficoltà ad alloggiare nelle loro vagine, le loro simulazioni erano qualcosa che si avvicinava alla realtà, erano brave attrici.

Comparve poi Paola dietro Pina,  i suoi seni erano prosperosi, ben rassodati, anche lei a gattoni stava dietro mia figlia, posava le mani sui suoi glutei e li allargava con delicatezza, li contemplava per poi posare la bocca nel solco e leccarle il buchino.
Le osservavo con una punta d’invidia, ricordo di aver baciato il culetto di mia figlia solo quando le cambiavo i pannolini o nei primi anni dell’infanzia quando usciva dalla vasca da bagno e io l’asciugavo, adesso invece mi resi conto che era donna come me, la malizia aveva preso piede nei suoi pensieri e le passioni in lei si manifestavano in maniera accesa.

I movimenti di Pina erano fluidi, muoveva il culetto con grazia facendolo strusciare sul viso dell’amica poi venne, i suoi gesti si fecero violenti e convulsi e l’orgasmo si imbatte in pieno su di lei, finito quel momento crollò letteralmente con la schiena sul materasso e divaricò completamente le gambe piegate davanti a me.
La visone delle sue labbra completamente aperte davanti a me mi mandò in estasi, la sua vulva sembrava ancora palpitare, il clitoride rigonfio era traslucido… guardando quella scena venni anch’io mordendomi le nocche della mano per non urlare. Mi alzai barcollando e ripresi silenziosamente i sacchetti della spesa, mi voltai per l’ultima volta verso la loro porta e sussurrando dissi loro:”Buonanotte bambine”.

A casa mi misi sul letto e pensando a loro mi lasciai nuovamente andare, il dito scorreva lentamente sulla superficie delle mie labbra bagnate, immaginai Pina e Paola ancora sul letto a condividere i loro corpi, a diventare una cosa sola… raggiunsi nuovamente l’ennesimo orgasmo e mi addormentai senza veli sul corpo e con le mani a riposare sull’inguine.
Il campanello di casa suonò verso mezzogiorno, quando aprì la porta Pina mi abbraccio con calore, Paola si presentò sorridente, notai solo in quel momento una discreta differenza di età tra loro.
Dopo i convenevoli Pina allora mi confessò: ”Mamma…. Paola è della mia facoltà ma non è proprio una laureanda come me, Paola è la mia docente di Economia”

5 commenti:

  1. complimenti...
    kirk71

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  2. si ...mi è piaciuto complimenti alla titolare ciao

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  3. Ciao Chiara, bel racconto, mi ha reso meno pesante l'inizio della settimana. POi questo in particolare si mescola facilmente con le mie fantasie e quindi mi ha particolarmente "intrigato". Bella anche l'immagine che da quel tocco di reale a questi racconti che, facendo i versi a quella vecchia serie di telefilm, ci portano sempre "ai confini della realtà", non sapendo mai dove la fantasia lascia il posto ai ricordi....un bacio.
    Max

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  4. BELLISSIMOOO DAVVERO GRANDE COME AL SOLITO
    LUTH

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  5. fantastico Chiara,
    bello davvero e poi con te nella foto è ancora più reale

    Antonella

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