martedì 17 agosto 2010

Sii te stessa

Da giorni Giusy stava pensando che sarebbe arrivato finalmente il momento, aveva passato la settimana al mercato a vendere le sue cornici fotografiche a prezzi economici ma la sua testa era sempre su quella serata che stava nascendo, aveva sentito parlare di quel locale particolare dove tutto era lecito e desiderava passarci la serata, Giusy, 47 anni divorziata, si guardò allo specchio dopo essersi fatta il trucco, “sembri una troia patentata… sii te stessa Giusy” e così pensando si struccò nuovamente per rifarselo in maniera più tenue, era una donna in carne, piacevole, si riguardò i seni che nonostante fossero non del tutto rassodati non portavano tracce di smagliature, aveva speso non poco per il Rilastil che quotidianamente lo applicava sulle mammelle, sui capezzoli, constatò che i soldi li aveva spesi bene, erano seni davvero benfatti. Uscì di casa con lo spolverino, non voleva dare nell’occhio con il suo abbigliamento, camicetta bianco panna di raso attillata, minigonna nera, perizoma La Perla in tulle, autoreggenti a maglie larghe, tacco laminato e niente reggiseno perché voleva dare risalto ai suoi capezzoli.

Entrò nel locale, le luci erano soffuse e un lungo corridoio con applique la portò al piano bar, la sala era composta dal banco centrale illuminato dove servivano i drink ed un infinità di divanetti e poltrone ben distribuiti, la luce era decisamente rossa, passarono alcuni minuti prima che i suoi occhi sia adattassero.
Si sedette al banco per bere qualcosa, solo alcuni divanetti erano occupati da coppie, le donne erano vestite con abiti che non lasciano dubbi, quella sera desideravano mostrare il meglio di loro stesse, il tacco da 12 dominava, gli uomini sembravano tutti manichini con abiti firmati e camicia aperta.
Una voce maschile dietro alle sue spalle disse: “Posso farti compagnia?”
Lei si girò e vide un uomo sulla trentina vestito in maniera formale, portava una polo bianca e pantaloni neri, constatò che era l’unico senza giaccia.
“Dipende” rispose Giusy
“Dipende da cosa?”
“Dipende da quello che vai cercando… io voglio solo godermi la serata”
“Allora siamo in sintonia… ciao, mi chiamo Bruno”
“Giusy… piacere”
Prese da bere anche Bruno riferendo a Giusy che aveva trovato il locale su Internet, che l’avevano attirato i particolari descritti sulle informazioni.
“Però devo dire che non corrispondono affatto, diceva che era un locale con caratteristiche libertine ma non vedo nulla di particolare a parte gli abiti succinti delle donne” disse Bruno
“Anch’io mi aspettavo qualcosa di più originale, mi son quasi pentita di averci messo piede” rispose allora Giusy.

Le isole formate dai divanetti intanto iniziarono a popolarsi, si vedevano donne con maglia a rete senza intimo sotto, coppie che slinguavano sui divani in maniera non del tutto innocente, altre coppie che dialogavano con sigle.
Arrivarono le 24.00 e proprio in quel momento si attenuarono le luci, si abbassarono e cambiarono colore passando dal rosso al violetto, qualcosa scattò perché le coppie si animarono sui divanetti, tutto divenne più passionale.
Una bionda seduta allargò le gambe mettendo così in mostra la sua figa senza slip, era rasata e con i brillantini sulla vulva, l’uomo le palpava i seni dopo averli liberati dalla camicetta, un’altra donna si sedette sui talloni davanti a una coppia e sbottono la patta dell’uomo, dava di spalle a loro ma le sue intenzioni non lasciavano dubbi.
Giusy e Bruno rimasero affascinati nel vedere tutto ciò, nella mente di Giusy le parole erano sempre le stesse “Sii te stessa Giusy, non sei qui per dar spettacolo, non devi dimostrare nulla… sii te stessa”.

Giusy lentamente sbottonò la sua camicetta e i suoi seni prosperosi traboccarono davanti a Bruno, lui rimase abbagliato da quella bellezza naturale, Giusy allora prese le sue mani e le posò sulle tette.
“Palpami Bruno, tirami i capezzoli”
Lui obbedì e cominciò a massaggiarli, erano morbidi e caldi, i capezzoli reagirono e si fecero turgidi, stava succedendo tutto sotto quel cono di luce, erano gli unici seduti agli sgabelli, Giusy si sentiva osservata e questo la eccitava non poco, si sentiva sotto i riflettori. Bruno prese dolcemente in bocca i seni di lei, lo faceva con grazia, era delicato nel muovere la lingua intorno ai capezzoli e questo Giusy l’apprezzò molto.

Sempre seduti sugli sgabelli lei allora mise le mani sulla patta di lui, sentì crescere quella protuberanza tra le mani, erano mesi che non faceva sesso e la sua astinenza era diventata intollerabile, scese dallo sgabello e liberò la verga di Bruno facendola strusciare sulle sue guance, la sentiva pulsare e farsi sempre più dura, poi con destrezza iniziò un pompino, lo fece lentamente perché voleva godersi quel momento, lui le palpava continuamente i seni facendo vibrare i capezzoli, le coppie sui divanetti li osservavano compiaciuti senza però distrarsi nei loro rapporti, un uomo venne e la donna dopo averlo masturbato si alzò dal divano e si avvicinò a Giusy e Bruno, era la bionda con i brillantini sulla figa, si mise dietro a Giusy che stava praticando sesso orale e cominciò ad accarezzarle i capelli, le tolse completamente la camicetta e accarezzò la schiena di Giusy, poi le mani della bionda finirono sotto la gonna, sull’inguine di Giusy ancora seduta sui talloni, subito Giusy s’irrigidì sentendo la mano di lei sulla figa ma poi le parole che l’avevano accompagnata per tutta la serata la convinsero a rilassarsi “Sii te stessa Giusy”.

La bionda, sempre con le dita sulle labbra di Giusy, le avvicinò il suo viso mentre stava succhiando, vedendola affianco capì le sue intenzioni e le permise di prenderlo in bocca, Giusy continuava a stantuffarlo e lei ad avvolgerlo con la sua bocca, Bruno eiaculò senza ritegno tenendo tra le mani la testa della bionda, lo sperma venne raccolto nella bocca della sconosciuta che senza preavviso congiunse le sue labbra a quelle di Giusy per condividere la panna di Bruno, lo spema tracimava dalle loro bocche colando infine sui seni, le donne slinguarono fino al consumo completo; sempre in silenzio la bionda prese per mano Giusy e l’accompagnò sul divanetto, Giusy si sedette e posando la schiena chiuse gli occhi, la bionda allora sfilò il perizoma a Giusy e con dolcezza le allargò le gambe, la sua figa non aveva bisogno di brillantini per luccicare, era completamente bagnata.
Giusy era in estasi, la bionda stava giocando con le sue labbra, l’uomo sul divano che prima aveva eiaculato posò l’uccello sulla bocca di Giusy, lei sempre con gli occhi chiusi lo percepì e lo accolse, Bruno intanto si era ripreso e si avvicinò alla bionda che in ginocchio stava trafficando sulla vulva di Giusy, con uno sguardo d’intesa la fece alzare e cominciò a scoparle il lato B tenendole in aria le gambe, la bionda sostenne Bruno e si mise alle spalle del divano tirando le gambe di Giusy sotto le ginocchia, il culo di Giusy era completamente in evidenza, i tessuti si erano dilatati e la cappella di Bruno era scomparsa dentro, i due uomini come se avessero sincronizzato i giochi vennero insieme, uno in bocca a Giusy e Bruno dietro.

Alla fine del gioco Giusy provò ad alzarsi ma appena in piedi iniziò a barcollare, si sentiva completamente devastata, tutto le duoleva ma mai come in quel momento si sentiva se stessa.

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