mercoledì 7 luglio 2010

In mezzo alla natura



Roberto Pina ed Alessandra erano partiti prestissimo dal rifugio Bellavista perché volevano raggiungere il ghiacciaio di Val Senales prima che il sole fosse troppo caldo, camminavano in fila indiana con gli zainetti sulle spalle e i bastoncini da trekking, il panorama era veramente bello al sorgere del sole, sulle sfumature del cielo dominava il fucsia, Pina e Roby si erano messi insieme da poco e avevano coinvolto Alessandra a questa escursione, erano tutti al quarto anno di facoltà.

Si fermarono a metà mattinata per una pausa e per assaporare una sigaretta, trovarono spazio dietro un costone in quanto il vento continuava ad alzarsi, si sedettero ai piedi di un albero sventrato probabilmente da un fulmine, ciò che rimaneva era solo il tronco annerito e qualche mozzicone di ramo.
Pina giocherellava con la corda di nylon, provava a fare i nodi che la sera prima Roberto le aveva insegnato ma senza successo. Lui le fece rivedere il processo per realizzarlo e dopo alcune prove sembrava aver appreso, sempre per gioco lei fece posare la schiena di Roby sull’albero e annodò i polsi dietro il tronco per imprigionarlo con il doppio nodo.

Nel frattempo Alessandra si era rilassata sopra una pietra davanti a loro e liberatasi della maglietta chiuse gli occhi per prendere il sole con il solo reggiseno, portava la 4 e i seni si rigonfiavano ad ogni respiro, mentre Pina giocava con le corde Roberto, sempre con i polsi legati dietro il tronco, non riusciva a togliere gli occhi da quello spettacolo, come se non bastasse l’aria fresca che accarezzava la pelle aveva reso turgidi i capezzoli di Ale che andavano a puntare sul tessuto.
Pina si accorse degli sguardi fugaci del suo ragazzo sulle tette di Ale e avvicinandosi al suo orecchio gli sussurrò:”Belle vero?”, lui si bloccò sentendosi colto in flagranza ma poi sorridendo le rispose:”Ale non ha i capezzoli, ha dei ceci!”.

Con crescente eccitazione Pina iniziò a slinguare con Roby, lui voleva accarezzarla ma aveva le mani legate, lei invece fece scivolare la sua mano sulla patta dei pantaloni e con soddisfazione si accorse che si era drizzato, con destrezza aprì la lampo dei pantaloni e tirò fuori l’uccello, lui continuava a fare no con la testa ma era contento della situazione perché amava quei giochi improvvisati, sempre slinguando Pina prese in mano l’uccello, la cappella era viscida, lei inizio a masturbarlo lentamente stringendo le dita in maniera che il prepuzio potesse godersi quegli stimoli, era sempre stata brava in questi giochi, la sua mano si alternava andando a palpare anche le palle, le massaggiava per poi farla scivolare nuovamente sul cazzo, si sbottonò la camicia di cotone e permise così a Roby di baciarle i seni, non portava quasi mai il reggiseno in quanto le sue tette portavano solo la seconda, raccolse un seno con la mano libera per metterlo in evidenza e per strofinarlo sul viso di Roby che legato in quella maniera sembrava uno prigioniero di guerra, Alessandra per tutto il tempo rimase davanti a loro con gli occhi chiusi, distesa sulla pietra senza dare il minimo segnale, sembrava davvero addormentata.

Pina amava segare il suo ragazzo, osservava affascinata le sue espressioni, le espressioni di un uomo soddisfatto che sta godendo, l’uccello continuava a pulsare, i muscoli si contraevano facendolo diventare di marmo, si avvicinò con la bocca per prenderlo e fece passare la punta della lingua su tutta la verga per poi prendergli le palle in bocca e massaggiarle con la lingua.

Roberto sentì scomparire completamente il suo uccello nella bocca di lei ed emise un gemito acuto, Alessandra aprì gli occhi sorridendo e disse:”Non ce la faccio più ragazzi, basta far finta”, la coppia rimase con gli occhi spalancati per esser stati colti con le mani sulla marmellata e per meglio dire con l’uccello in gola, Alessandra sorrise nuovamente per sdrammatizzare, si sbottonò il reggiseno lasciando cadere le tette, erano davvero belle con quelle sfumature rosse del sole che aveva preso e quei triangolini bianco latte che coprivano i capezzoli; iniziò a toccarsele, tra Pina e Alessandra ci fu subito uno sguardo d’intesa, Pina con gli occhi disse all’amica che lui non si poteva toccare, che era solo suo, Ale iniziò così a prendere tra le dita i suoi capezzoloni invitando la coppia a continuare il gioco, si tolse i pantaloncini in jeans e il perizoma e sedutasi sull’erba davanti a loro divaricò completamente le gambe, la sua fica era particolare, ben curata, le labbra ben modellate con un ciuffetto di peli castani sul Monte di Venere e un grosso neo sull’inguine, poggiò una mano per terra dietro la schiena e spingendo coi piedì alzò il culetto davanti il viso di Roby, Pina continuava nel frattempo a segarlo con una mano e con l’altra a toccarsi i seni.
Il ghiaccio si era completamente rotto tra loro, Alessandra si masturbò con disinvoltura davanti a loro spingendo le dita nella fica, i suoi seni sussultavano ad ogni movimento, poi avvenne…

Con un grido di piacere Roberto iniziò ad eiaculare lunghi fiotti di sperma, Pina continuava a segarlo nonostante avesse raggiunto l’orgasmo, i fiotti raggiunsero le gambe di Alessandra e iniziarono a colare lentamente sulla pelle, Ale raccolse la sborra convogliandola con un dito e sorridendo la mise in bocca a Pina dicendo: “E’ roba tua Pina… perdonatemi ma voglio finire” e così dicendo riprese a masturbarsi mentre i due innamorati si baciavano con passione accompagnati dal canto della cincia allegra e dal frinire dei grilli sul prato.
La giornata era iniziata davvero bene.

2 commenti:

  1. Questo racconto così vero ti offre un senso di appagamento tale da farti vivere il paesaggio, i personaggi e tutto il contenuto. Un racconto così bello e crudo che riesco a leggerlo tutto d'un fiato.
    Complimenti acquakiara
    Apusantilia

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  2. bellissimo mi piace davvero

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