martedì 15 giugno 2010

Notte in ospedale


L’operazione andò bene e vidi Antonella uscire dalla sala operatoria, negli ultimi tempi la cisti si era sviluppata troppo alla vescica e i dolori erano costanti.
Mi offro di passare la notte con lei anche se il medico ha detto che non è necessario, lo faccio volentieri, passano le ore e lei è sempre con la flebo, parliamo, lei è lucida ma con una sorta di magone, la tranquillizzo e le dico di stare allegra che tutto è finito, l’aiuto a cenare e passano le infermiere per cambiare l’ultima flebo; si fa sera e poi notte, le luci sono soffuse in camera, la vedo riposare e allora leggo.

Qualcosa mi distrae dalla lettura, la sento singhiozzare, alzo la testa dal libro e vedo i suoi occhi lucidi, le sorriso accarezzandole il viso, mi siedo sul letto vicino a lei per asciugarle le guance, le mi prende la mano e me la stringe, parliamo sussurrando ma lei non smette di magonare.
Continuo ad accarezzarla sul viso, sulle spalle, le liscio la camicia da notte con le mani, le lenzuola sono all’altezza dell’ombellico, con la mano ferma la mia mentre le metto a posto il colletto, la guida sui suoi seni e la stringe.

Li sento, sono morbidi, ha solo la camicia, lei continua a guidarmi la mano e con l’altra si slaccia nuovamente il fiocco, la guardo negli occhi, il suo sguardo muto e implorante mi fa capire cosa desidera, la mia mano allora s’infila sotto la camicia, i seni sono turgidi, li palpo, sento il loro calore.lei mi prende la mano libera e la me la bacia, mi morde le nocche, i suoi occhi sono chiusi.

“Non ti fermare ti prego”… le sue parole sono dolci, sincere, io continuo sui suoi seni fecendo scendere la camicia sotto le spalle, le tte sono scoperte, i capezzoli risaltano, sono davvero belli, mi libero anche l’altra mano e contemporaneamente prendo tra i polpastrelli i suoi capezzoli, li sfregolo, li tiro, li pizzico con dolcezza, li faccio vibrare sfiorandoli velocemente con le dita, vorrei scendere con la mano ma non posso, quella zona è inagibile a causa dell’operazione, allora mi rassegno e mi dedico alle sue protuberanze avvicinandomi con la bocca, li lecco con la punta della lingua per poi prenderli in bocca alternandomi, Antonella mi accarezza i capelli spingendo la mia bocca sui suoi seni, la mia lingua gioca sui suoi capezzoli flessibili, mi sento bagnata perché questo gioco innocente ha coinvolto i miei pensieri, vorrei toccarmi le labbra, vorrei che lo facesse lei ma ciò non avviene.

Passano ancora i minuti e il suo ansimare s’intensifica, i suoi gemiti mi avvisano che l’orgasmo si sta avvicinando, adesso anche lei gioca con i suoi seni, li stringe, li distorge, li modella.
Poi eccola dimenare fortemente la testa sul cuscino, la guardo e rimango appagata per il godimento inteso che sta vivendo, per il suo orgasmo mammellare che non sempre riesco a realizzare sulle mie tette.

L’urlo soffocato mi dice che è venuta, il suo respiro è affannoso, i suoi seni si gonfiano ancora ma tutto si sta placando, dalla sua bocca socchiusa scende un rivolo di saliva, lei apre gli occhi e mi sorride dicendomi “sei davvero un’amica Chia”.
La bacio sulla fronte, le rimetto a posto i seni e la camicia, le dico qualcosa di dolce ma lei non mi ascolta più perché è già entrata nel mondo dei sogni serenamente.
Mi alzo dal letto e mi rimetto sulla mia poltroncina, poso i piedi scalzi sul suo materasso e lascio divaricare le mie gambe per dedicarmi alle mie labbra ingelosite, ingelosite per non averle assecondate quando chiamavano.

6 commenti:

  1. bel racconto e bel posticino , brava KIA!!!

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  2. da VR ho fatto un salto anche da te .....e sono piacevolmente sorpreso ........brava che bello un intermezzo veramente di classe .....
    luth

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  3. barbara e luth... grazie per essere passati e aver lasciato le vostre parole.
    Chiara

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  4. Ahhh mi ricorda qualcosa..
    Bacio
    Vu

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  5. sempre bravissima.

    kirk71

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  6. Ti sei comportata da vera amica...
    avvolte sono in queste situazione di vulnerabilità, che te lo fanno capire...
    kiss
    D.

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