lunedì 14 giugno 2010

Colta impreparata


diario … Giugno 1990

Erano le 2.00 passate della notte ma sentivo la necessità di un cucchiaio di Mallox per l’acidità di stomaco che dominava in me a causa delle pizze che mamma aveva sfornato, pizze con cipolle e formaggi.

Mi avviai verso la cucina per raggiungere il frigo e vidi la luce fioca in camera dei miei, probabilmente mamma che divorava ancora il libro di Hesse che leggeva senza tregua, mi avvicinai alla porta per salutarla, porta con il vetro smerigliato appena socchiusa, camminando a piedi scalzi notai invece in quella lama di luce qualcosa che catturò la mia attenzione, mamma in fondo al letto era seduta sui talloni che guardava papi coricato, la sua camicia da notte era aperta, da quello spiraglio notavo le gambe di papà dal ginocchio ai piedi, il piede destro di papi copriva parzialmente la coscia di mamma, la pianta del piede teneva indietro la camicia di mamma permettendo di esporre le sue natiche.

Rimasi ferma ad osservare per capire quella posizione insolita, poi appresi… anche se non si vedeva nulla dell’intimità di mamma, a parte i seni che facevano capolino, si notava la mano di mamma nascosta tra le cosce che si muoveva lentamente, sgranai maggiormente gli occhi per mettere a fuoco quel ritaglio l’immagine che si poteva vedere da quello spazio ridotto.

Rimasi impietrita e nello stesso tempo affascinata, mamma si stava masturbando davanti a lui, il silenzio era assoluto, io mi sentivo una ladra che andava a profanare senza permesso questi rapporti di coppia.
Mamma poi si rilassò completamente avanzando sul letto per poter posare la schiena sul materasso, rimase con le ginocchia piegate, divaricate, coricata e con le mani sui seni, se li palpava tirandosi i capezzoli ben pronunciati, papà scomparve del tutto ma dopo pochi secondi si materializzò la sua testa che si tuffava tra le cosce di mamma, sapevo per esperienza che dopo le coccole le labbra rimanevano ben imburrate e flosce, pronte ad accogliere una lingua desiderosa di completare l’opera. Papà esplorava con le mani, non si vedeva il suo viso nascosto dalla gamba di mamma, le mie fantasie non lasciavano dubbi, sapevo che stava assaporando la fig@ di mamma, mi diedero conferma quei suoni particolari che si emettono quando succhi qualcosa di umido e farcito.

Nella posizione che si erano messi mi sentivo decisamente a rischio, se solo mamma avesse girato la testa mi avrebbe visto dietro la porta, scappai in camera mia buttandomi sul letto, ero lì ma la mia testa, i miei pensieri erano ancora su loro due che facevano l’amore.

Come per incanto le mie dita si animarono, sapevo di essere bagnata, mi sfilai i calzoncini del pigiamino estivo e cominciai a toccarmi freneticamente, quasi con violenza, le mie dita si alternavano a colmare gli orifizi dilatati, la mia mente si era talmente immedesimata in quella di mamma che sospiravo e ansimavo immaginando papi succhiarle il clito e mamma prenderlo in bocca con amore, mamma che manovrava abilmente la verga di papà passeggiando con la lingua sulla sua pelle, succhiandogli le palle sensibilissime e posandolo infine tra i seni per stringerlo a se in attesa dei suoi caldi e densi doni.

Mamma e papi facevano sesso, io ero sul mio letto a masturbarmi, casa mia si era trasformata in un bordello, in una casa chiusa dove i letti erano coperti di persone in cerca di goduria, spesso mi frullano pensieri saffici mentre mi masturbo ma quella notte pensavo unicamente a loro che scopavano, a mamma che offriva il suo culetto senza ritegno e proprio mentre le mie fantasie vorticavano venni, la mia vagina colava letteralmente sulle mie dita che cercavano di salvare il salvabile per portarlo in bocca, mi sentivo perversa al massimo, se avessi potuto contorcermi mi sarei leccata da sola le mie parti intime. Non seppi mai come vennero i miei ma di sicuro godettero.
Dopo l’orgasmo mi addormentai e al risveglio mi ritrovai ancora senza nulla sotto e con le dita sulle labbra oramai asciutte.

Mi rimisi a posto ed andai in cucina per far colazione, mamma era già davanti ai fornelli per riscaldare il latte, era ancora con la sua camicia da notte però stavolta chiusa, mi sentivo imbarazzata e mamma ruppe il silenzio dicendomi che aveva passato una notte insonne perché non era riuscita a digerire ciò che aveva mandato giù quella sera, istintivamente mi venne da sorridere perché non capivo se mamma asseriva alle pizze o alla panna calda che papà le aveva donato.

3 commenti:

  1. quando abitavo con i miei genitori, la mia camera, condivisa con mia sorella, era adiacente a quella dei miei genitori. loro per andare nella zona giorno o nel bagno, dovevano passare per la nostra camera. spesso li sentivamo mentre si dedicavano alle loro cose intime, e mia sorella ed io, facevamo a turno a guadare per il buco della serratura. Immancabilmente io e credo anche mia sorella, mi masturbavo pensando a loro.
    Kiss
    D.

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    1. scrivi direttamente alla mia mail Mio...
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      Chiara

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