lunedì 14 giugno 2010

alla scrivania


Quando iniziano a frullarti certi pensieri su momenti vissuti e sei al lavoro, vorresti soddisfare la tua mente ma sei impedita da occhi indiscreti che non ti permettono di compiere certi giochi allora cerchi soluzioni, alternative… e nel frattempo le pulsazioni si intensificano, senti quasi palpitare tra le tue gambe che sotto la scrivania scalpitano, si stringono facendo movimenti mirati, il tuo monte di Venere è paragonabile ad un vulcano che apparentemente è calmo e innocuo ma dentro c’è il magma incandescente, i suoi lapilli trovano barriera sul perizoma, si abbattono creando insignificanti macchioline.

Anch’io in questo momento sto vivendo quelle sensazioni, la mia penna con aria innocente va a stuzzicare i capezzoli sulla camicetta che prontamente rispondono, il reggiseno è di tulle, sottile, quasi inconsistente, eccoli che si fanno turgidi come bulloni, puntano, cerco di distrarmi scrivendo queste parole, le mie dita battono sulla tastiera poi si fermano per dar sollievo sotto la scrivania, la mia vagina è in fibrillazione, vuole giocare, lo pretende, vuole essere seguita, guidata dalla mie dita, riesco a fare qualcosa di superficiale sopra il tessuto bagnato, le labbra sono sensibilissime, il polpastrello forma piccoli cerchi sul clitoride rigonfio, tutto pulsa, le gambe si stringono, i muscoli si contraggono.

Vedo di fronte a me Manuela che traffica su alcuni documenti, la immagino lasciarsi andare sul letto, le sue labbra dilatate, flosce, le sue dita esplorare, i suoi seni mi hanno sempre fatto invidia per come sono modellati, quante volte lo pensata le mie fantasie si sprigionano facendosi strada, continuo a battere sulla tastiera mordendomi il labbro inferiore, sento che il culmine è dietro le porte, sento che sto per perdere i comandi e allora abbandono la mia postazione (…) sono appena ritornata dal bagno, mi sento priva di energie quando dopo aver chiuso la porta e appoggiato un piede sul copriasse ho scostato il perizoma, le mie labbra hanno fatto subito capolino pigolando come pulcini in attesa di cibo, le ho consolate accarezzandole fino a farle piangere dalla gioia, sono venuta divinamente portando infine le mie dita in bocca per assaporarne il miele, non mi sono lavata le mani e ancora adesso mentre sto battendo le mie ultime parole avvicino i polpastrelli alle mie narici per sentire il suo profumo.

Sono queste piccole cose a lasciar la giornata più colorata.

5 commenti:

  1. Mi hai già rapito Chiara, non riesco a capire se sia un gioco, una fantasia o la realtà. Diventerò un tuo assiduo lettore.

    Sempre rimanendo in tema d'ufficio
    http://yourdailygirls.com/galleries/only_tease_560/only_tease_560_003.jpg

    Ciao da Cicciopasticcio

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  2. Bel post. Eccitante. Almeno il mio "termometro" in mezzo alle gambe mi dice così.... ;)....mi ricorda anni fa quando con una mia amica conosciuta in chat ci sentimmo al cell mentre era in ufficio e riuscii a farla andare in bagno a masturbarsi........proprio non ce la faceva più ;)

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  3. sono belle soddisfazioni vero Lupo? Far inumidire le labbra di un'amica.

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  4. Vorrei essere sotto quella scrivania...che donna!!!

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  5. spesso, lavorando in un negozio dietro al banco ( dove il suo piano arriva giusto all'altezza del mio uccello), vedo delle persone interessanti e di conseguenza il mio cazzo si agita, gonfiando i miei pantaloni. a quel punto, con la persona che ho davanti, lo strofino, con indifferenza per non dare nell'occhio, sul bordo del banco... e una volta, dopo una lunga conversazione, ho inondato le mutande.... in quella occasione, credo che la mia espressione di godimento, mi abbia tradito.
    Kiss
    D.

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